Le imprese
lavoro

Welfare aziendale, un caso concreto

29 ottobre 2015


Welfare aziendale, un caso concreto

L’associazione continua la sua attività di diffusione di best practice aziendali in tema di welfare aziendale.

Havas Media Group ci racconta la sua esperienza cominciata con singole iniziative per i dipendenti fino alla recente dotazione di una piattaforma di flexible benefits.

Per welfare aziendale si intende l’insieme di benefit e servizi che l’azienda può fornire ai dipendenti con l’obiettivo di migliorarne la vita lavorativa e privata in ottica di conciliazione vita-lavoro. Le azioni da poter mettere in atto sono diverse e si estendono in vari campi e settori: dalle agevolazioni per le spese scolastiche al tempo libero, dalla tutela della salute fino a soluzioni per il sostegno al reddito.

Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza da tempo realizza attività di informazione e sensibilizzazione sul tema sia per far conoscere cosa sia concretamente il welfare aziendale sia per fornire supporto alle imprese che intendono porre in essere iniziative concrete per investire nel benessere e nella soddisfazione delle proprie risorse.

Per favorire lo scambio di esperienze l’associazione dà voce alle imprese che hanno attivato queste politiche al loro interno e che hanno fatto diventare queste azioni un punto di forza e di attrattività aziendale.

Assolombarda News ha quindi raccolto la testimonianza di Havas Media Group: Manuela Trentini Maggi, Head of HR, racconta l’esperienza dell’azienda in tema di welfare aziendale, dalle prime azioni fino all’utilizzo di una piattaforma di flexible benefits. Scopriamo insieme a Havas Media Group quali sono i vantaggi di applicare forme di welfare in azienda.

Di cosa si occupa Havas Media Group?

Havas Media Group è un’agenzia di comunicazione che fa parte appunto del gruppo Havas; ci occupiamo di strategie e di pianificazione in ambito media e di servizi di comunicazione a 360 gradi.

Perché avete deciso di realizzare iniziative di welfare aziendale?

Le motivazioni sono diverse perché il welfare risponde a molte necessità: sicuramente la volontà di attivare iniziative di total rewarding (l’insieme dei sistemi di retribuzione adottati dall’impresa) in un momento di contrazione del mercato. Uno dei modi per farlo è cercare strade alternative al classico intervento retributivo in busta paga che può essere destinato solo a una parte di dipendenti.

Un’altra motivazione importante è l’attenzione a tutti gli aspetti di work-life balance e la necessità di venire incontro sempre più a esigenze e richieste che riguardano non solo l’ambito professionale ma anche quello personale. Siamo una realtà a grossa predominanza femminile quindi vogliamo dare soluzioni alle necessità della donna che lavora ma siamo anche un’azienda che è cresciuta molto rapidamente negli ultimi anni e che ha inserito quindi una pluralità di persone con esigenze differenti a cui si vuole rispondere anche con iniziative di welfare.

In particolare quali sono state le vostre iniziative di welfare?

Siamo partiti con piccoli passi, attivando inizialmente due iniziative: una proposta relativa ai prestiti aziendali e una relativa allo smartworking.

Ci siamo resi conto successivamente che questi due temi potevano essere collegati da un filo rosso, da un orizzonte di significato più ampio e che potevano essere integrati in un percorso di welfare a 360 gradi.

Da questa consapevolezza è nata l’esigenza di sondare le opportunità offerte dal mercato e la successiva scelta di adottare una piattaforma che ci consentisse di integrare anche le azioni che avevamo già attivato “in casa”.

Come prima azione ha nominato i prestiti. Che cosa si intende?

Abbiamo lanciato un programma per l’erogazione di prestiti aziendali a tasso zero ai nostri dipendenti; con un regolamento in cui abbiamo fissato un tetto massimo erogabile e stabilito dei requisiti di anzianità aziendale, abbiamo dato vita a questa iniziativa per permettere ai dipendenti di ricevere liquidità per affrontare eventuali spese impreviste o momenti particolari potendo poi restituire queste somme a tasso zero con una rateazione in busta paga. Concretamente, l’azienda ha funzionato come una banca erogando degli anticipi.

Queste azioni aiutano molto il dipendente nel potere d’acquisto quotidiano perché c’è ovviamente differenza tra pagare in una volta sola una somma, ad esempio per una piccola ristrutturazione, oppure farlo vedendosi detrarre 100 euro al mese dalla busta paga.

Avete attivato anche altre forme di welfare?

Abbiamo appena lanciato la piattaforma di flexible benefit per i dipendenti e ora abbiamo una proposta variegata di prodotti e servizi che vanno dai rimborsi per le spese scolastiche dei figli, al rimborso dei libri scolastici, dal rimborso degli interessi passivi dei mutui e finanziamenti all’acquisto a condizioni agevolate di attività ricreative: abbonamenti in palestra, la possibilità di acquistare buoni spesa, buoni carte carburanti e molto altro. Abbiamo creato un piano collegato al business aziendale e, al raggiungimento dei risultati che ci eravamo fissati, è stata erogata una somma a tutti i dipendenti a tempo indeterminato ma, invece di erogarla in busta paga con tutte le implicazioni fiscali che questo avrebbe comportato, l’abbiamo fatto sotto forma di credito welfare.

Havas

Queste azioni di welfare aziendale che costo hanno per un’impresa?

Non sono sicuramente a costo zero perché abbiamo destinato uno specifico budget per questo progetto ma l’aspetto importante rispetto a una normale erogazione di premi o di bonus è la componente fiscale: grazie alla defiscalizzazione non c’è contribuzione per l’azienda e nemmeno per il dipendente e quindi si massimizza il risultato. Facendo un esempio concreto, se erogo 100 il dipendente riceve 100 e non 50 o 60 in base allo scaglione fiscale. In altre parole, si possono fare investimenti minori ottenendo risultati maggiori per i dipendenti.

Il ritorno dei dipendenti qual è stato?

È stato molto positivo e notiamo che ora i dipendenti si rendono conto che c’è un filo conduttore dietro a iniziative che erano partite inizialmente in modo autonomo e slegato tra loro.

Uno degli obiettivi è stimolare il senso di appartenenza e avere come ritorno la fidelizzazione delle nostre risorse e dei nostri talenti.

Perché avete scelto la piattaforma di Assolombarda Servizi?

La piattaforma ha un livello di flessibilità molto elevato e le aziende possono scegliere quali sono le aree di loro interesse e personalizzarle in base alle proprie necessità.

Un altro aspetto per cui la scelta è ricaduta su Assolombarda Servizi è la tranquillità in termini di conformità normativa e fiscale; il fatto di avere un partner come Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza per noi significa essere certi di muoverci in un orizzonte normativo chiaro e garantito.

Consiglierebbe a un’altra impresa di mettere in atto azioni di welfare?

Lo consiglio sicuramente perché permette di contenere i costi, raggiungere gli obiettivi prefissati in termini di retribuzione ma su scala molto più ampia e di conseguenza, cosa fondamentale, permette di soddisfare i dipendenti.

Vuoi approfondire il tema? Vuoi mettere in atto azioni di welfare aziendale e hai bisogno di un supporto? Contattaci:

– Claudia Lesioli, tel. 02/58370323, e-mail claudia.lesioli@assolombarda.it

– Martina Bianco, tel. 02/58370450, e-mail martina.bianco@assolombarda.it

 

 

 

lascia un commento

2 thoughts on “Welfare aziendale, un caso concreto”

  1. Michele scrive:

    Ho dato una letta al vostro sito, in quanto, nella mia Azienda le OO.SS. (cui io faccio parte) stanno trattando un regolamento per poter offrire ai dipendenti questa -novità- del welfare-aziendale. Reputavo concretamente appetibile il vantaggio collettivo di poter aderire a tale operazione di fronte alla possibilità di recuperare il 50% degli interessi passivi di mutui e finanziamenti (oltre, naturalmente, ad altri benefici) ma, a detta di un consulente, pare che questo sia un illecito. Potreste darmi un riferimento normativo per approfondire tale questione?! Anticipatamente ringrazio.

    1. assolombarda scrive:

      Gentile Paolo,

      la contatterà un collega dell’Associazione per darle un’indicazione in materia.
      Un cordiale saluto,

      La redazione

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Articoli correlati
Le imprese
Lo smart working è legge: tutto quello che un’azienda deve sapere

4 luglio 2017

La legge 81 del 22 maggio del 2017 è appena entrata in vigore: la norma …
L'associazione
Welfare aziendale: tutte le novità

23 giugno 2017

Fare lo stato dell’arte delle possibilità offerte dal welfare aziendale. È stato questo l’obiettivo dell’incontro …
Le imprese
Smart working: che cos’è, come funziona e le sfide

20 settembre 2016

Il numero di aziende che adotta progetti di smart working cresce di anno in anno. …