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Welfare aziendale: tutte le novità

23 giugno 2017


Welfare aziendale: tutte le novità

Fare lo stato dell’arte delle possibilità offerte dal welfare aziendale. È stato questo l’obiettivo dell’incontro “Welfare aziendale: aspetti normativi, sindacali, fiscali e gestionali”, organizzato da Assolombarda con l’Istituto per la direzione del personale.

Si riscontra un crescente interesse del mondo delle imprese verso il welfare, inteso come insieme di benefit, servizi e misure che l’azienda rende disponibili ai propri dipendenti per migliorarne la vita privata e lavorativa. Le politiche di contenimento del welfare pubblico hanno sicuramente favorito un crescente bisogno di prestazioni integrative, in particolare nel campo dell’assistenza sanitaria, nella previdenza e nei servizi a favore della famiglia. Anche grazie alle agevolazioni previste dalle leggi di Stabilità 2016 e 2017 sempre più imprese affiancano alla retribuzione strumenti non monetari per perseguire obiettivi di fidelizzazione, motivazione e attrazione delle risorse umane. Il miglioramento del clima aziendale, poi, può incidere in maniera positiva anche sulla produttività.

Le politiche di remunerazione di un’azienda si realizzano attraverso i piani di welfare aziendale rivolti alla generalità o a categorie di dipendenti, come viene descritto nelle disposizioni normative degli ultimi anni. Le principali novità sono quelle introdotte dalla Legge di Bilancio del 2017 che ha ampliato la possibilità di usufruire della detassazione per i premi di risultato. Oltre ad aver innalzato da 50.000 a 80.000 euro il tetto massimo di reddito di lavoro dipendente previsto per l’accesso alla tassazione agevolata, è stato previsto l’aumento dell’importo dei premi erogabili ai dipendenti. In particolare, gli importi massimi dei premi sui quali applicare l’agevolazione fiscale sono saliti da 2.000 a 3.000 euro, nella generalità dei casi e da 2.500 a 4.000 per le aziende che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro.

Il Decreto Legge 50/2017 ha introdotto un’ulteriore novità: uno sconto contributivo del 20% a favore del datore di lavoro, e un azzeramento del contributo per il lavoratore, per l’erogazione dei premi di produttività, almeno per la parte non eccedente gli 800 euro. Un vantaggio in più che scatta solo per le aziende “che coinvolgono pariteticamente i lavoratori nell’organizzazione del lavoro”. Più partecipazione, più convenienza. La nuova clausola non è retroattiva, si applica solo per i contratti stipulati successivamente alla data di pubblicazione del decreto legge, cioè dal 24 aprile 2017.

Allo stesso tempo anche i piani di welfare aziendale risultano potenziati. Il lavoratore può scegliere di sostituire il premio di produttività (in tutto o in parte) con una serie di somme o benefit previsti dalla legge. È da sottolineare che le somme così percepite non concorrono a formare il reddito complessivo e non sono sottoposte all’aliquota sostitutiva del 10 per cento. Inoltre, la Legge di Bilancio 2017 ha ampliato anche l’esenzione fiscale qualora il lavoratore scegliesse di destinare il premio alla propria previdenza complementare.

Tra l’altro, gli interventi della Legge di Stabilità 2016 avevano già ampliato il numero delle imprese che potevano accedere agli incentivi previsti in tema di welfare aziendale. Le piccole e medie imprese per le quali non era prevista la contrattazione di secondo livello risultavano infatti escluse anche dalle possibilità offerte dalle leggi in materia. Nel luglio 2016 Confindustria e le segreterie nazionali di CGIL, CISL e UIL avevano sottoscritto un accordo per favorire la diffusione degli strumenti previsti dalla Legge di Stabilità 2016 in tema di welfare e produttività. L’obiettivo dell’intesa era agevolare la contrattazione di secondo livello come veicolo di definizione dei premi di risultato e della loro possibile conversione in servizi di welfare, anche tra le piccole e medie imprese.

In tema di welfare aziendale anche l’11° rapporto Il lavoro a Milano” realizzato da Assolombarda, CGIL, CISL e UIL ha cercato di dare un contributo con un focus dedicato. L’indagine condotta tra le imprese associate ad Assolombarda ha evidenziato che, nel 2016, quasi 3 aziende su 10 (27%) ha già adottato iniziative di welfare mentre il 32% pensa di farlo. Lo studio, inoltre, mette in luce le misure più diffuse e più gradite, come i buoni pasto, la mensa aziendale, l’assistenza sanitaria e la previdenza integrativa, la flessibilità oraria e lo smartworking.

Tra l’altro, è stato istituito di recente anche l’Osservatorio sul welfare aziendale grazie ad un protocollo siglato da Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza e i principali operatori welfare del territorio (Assiteca, Easy Welfare, Edenred, Eudaimon, Double You e Valore Welfare). L’obiettivo è promuovere la cultura del welfare, monitorare il mercato e i trend di settore e condividere le best practice.

 

 

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