L'associazione

Viaggio tra i Pixel

1 agosto 2016


Viaggio tra i Pixel

Fino al 28 agosto l’UniCredit Pavilion ospita “Onde Pixel – Lo Sguardo di… Miguel Chevalier”, una mostra dove l’artista francese pioniere dell’arte virtuale reinterpreta alcune opere della Collezione d’Arte di UniCredit.

Un’immersione nell’arte, che passa attraverso un’esperienza totalizzante, coinvolgente a 360°. A un anno dalla sua inaugurazione, l’UniCredit Pavilion ospita fino al 28 agosto “Onde Pixel – Lo Sguardo di… Miguel Chevalier”. Una mostra per presentare un’istallazione inedita creata ad hoc dall’artista francese, pioniere dell’arte virtuale, ispirato per l’occasione da alcune opere contemporanee selezionate dalla Collezione d’arte di UniCredit.

Pav_Onde Pixel - GDI-21Allo spettatore viene proposto di compiere un viaggio che è anche un percorso fisico: attraversa lussureggianti proiezioni pavimentali e caleidoscopiche trasformazioni dove si fondono i colori, le forme e le musiche, che sono state composte dal Maestro Jacopo Baboni Schilingi. Il pubblico ha poi la possibilità di entrare in empatia con le opere “abitandole” attraverso alcuni sensori, in un gioco di pesi e misure, distanze e prossimità, per una partecipazione che vuole essere fisica ma anche emotiva, all’insegna dell’apertura, inclusione, sperimentazione e innovazione.

1La mostra è a ingresso libero, ed espone inoltre fotografie, sculture tridimensionali e filmati su schermi LCD, espressione dell’arte digitale e interattiva di Chevalier.

Chevalier ha appreso la cultura tecnica del codice da autodidatta. Ha iniziato a lavorare sui computer nei primi anni Ottanta quando, dopo essersi conquistato la fiducia di alcuni ingegneri del francese National Center for Scientific Research, questi gli lasciavano utilizzare le loro macchine durante la notte.

Inizialmente l’artista puntava soprattutto a fagocitare i vari media e mezzi artistici, dalla pittura, alla fotografia, al video, per mixarli trasforPav_Onde Pixel - GDI-3mandoli e facendo prendere loro direzioni imprevedibili.

Parallelamente il suo interesse si è spostato anche verso i codici e sistemi linguistici alternativi a quelli che siamo abituati a usare per comunicare, dalle stampe di codici esadecimali degli anni Ottanta, ai nodi dei network e delle nuvole di informazione dei primi anni Duemila, ai codici di programmazione fino ai pixel, che ritornano lungo tutto il suo lavoro.

È proprio il pixel il cuore della sua opera: quando viene ingrandito al punto da diventare visibile, rivela analogie con altri sistemi iconografici e linguistici.

Pav_Onde Pixel - GDI-63E così all’UniCredit Pavilion tra pixel, numeri, codice binario, simboli matematici, simboli da tastiera, codici visuali e forme geometriche, l’installazione si arricchisce di motivi mutuati da alcune delle opere in collezione: una fotografia di Olivo Barbieri per il labirinto, un acquarello di Davide Benati, le opere di Vasarely e di Julian Hoebler per gli effetti ottici e il cinetismo dell’immagine e Luigi Veronesi con le sue ricerche sul rapporto tra musica e pittura.

“Anche in questa grande installazione digitale – ha spiegato Chevalier – ho voluto esplorare alcuni dei temi ricorrenti nei miei lavori come la relazione tra natura e artificio, l’osservazione dei flussi e delle reti che organizzano la società contemporanea, l’architettura immaginaria e le città virtuali, mettendo in discussione il nostro rapporto con il mondo e l’arte del XXI secolo”.

Guarda la gallery “Viaggio tra i Pixel all’Unicredit Pavillon”

 

lascia un commento

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Articoli correlati