Le imprese
#Top200

Uno sguardo alle aziende ‘top’ del Lodigiano

12 dicembre 2018


Uno sguardo alle aziende ‘top’ del Lodigiano

Presentata per il primo anno la classifica delle imprese top performers della provincia di Lodi. Tra le eccellenze imprenditoriali domina l’industria con il 65,4% del fatturato totale.

In linea con la fase espansiva dell’economia lombarda che ha segnato tutto il 2017, anche le imprese del territorio di Lodi lo scorso anno sono migliorate sia in fatturato che in reddito di esercizio.

Le imprese del lodigiano si sono rivelate estremamente dinamiche sui mercati esteri, come certificato dalla crescita a doppia cifra dell’export nel 2017, pari a 3,1 miliardi di euro (+12% sul 2016) e largamente al di sopra del livello precrisi (+82%). Sono i dati principali che emergono dalla prima edizione della classifica TOP200 Lodi, realizzata dal Centro Studi di Assolombarda in collaborazione con PwC e Banco BPM. Ha preso in considerazione duecento aziende, ordinate per ammontare di fatturato 2017, appartenenti ai settori dell’industria, dei servizi non finanziari e del commercio.

Sono realtà imprenditoriali di piccole (38%), medie (47,5%) e grandi (14,5%) dimensioni, con ricavi 2017 che vanno da un minimo di 6 milioni di euro a un massimo di 629 milioni di euro e un fatturato complessivo di quasi 7 miliardi. Cifra che rappresenta un motore che è stato in grado di contribuire a trainare lo sviluppo della Lombardia e dell’Italia intera.

Ma i primi problemi sono all’orizzonte: anche queste imprese non possono continuare a fiorire ignorando la condizione del nostro Paese. Il lodigiano, come la Brianza, come Milano, come la Lombardia, vorrebbe poter operare in un ecosistema favorevole, fatto di fattori abilitanti quali l’apertura ai mercati mondiali, il fisco, l’accesso al credito, l’Industria 4.0, le infrastrutture e l’Europa. Tutte misure che Assolombarda chiede che il governo possa intraprendere per facilitare la crescita economica e produttiva.

Solo in questo modo l’industria può proseguire con il suo trend positivo. Purtroppo, invece, la crescita è in forte rallentamento. E inoltre il piano Industria 4.0 è stato fortemente depotenziato, le modifiche introdotte dal decreto dignità portano i primi temibili effetti, la nuova Legge di Bilancio sembrerebbe orientata a sminuire lo strumento dell’alternanza, riducendo il numero delle ore e i finanziamenti alle scuole. Un cambio di passo rapido è necessario, adesso che le condizioni lo permettono ancora.

Nel confronto con il 2016, le top200 mostrano nel 2017 una crescita di fatturato complessivo del +1,4%: da 6,8 miliardi cumulati a 6,9 miliardi di euro. Il reddito d’esercizio complessivo registra un aumento ben più consistente, pari al +10,1%, passando da 272 miliardi a 300 miliardi di euro. Infine, la percentuale di aziende con il bilancio in utile si conferma elevata, pari all’88% sia nel 2016 sia nel 2017.

Se si guarda alla distribuzione territoriale, quasi il 60% del fatturato è concentrato in 5 comuni pari a 4,1 miliardi sui 6,9 totali (59%). Primo, il comune di Lodi (circa 2 miliardi di euro, quasi il 30% del fatturato complessivo della classifica), seguito da Lodi Vecchio (744 milioni di euro), Massalengo (568 milioni di euro), Codogno (501 milioni) e Casalpusterlengo (319 milioni).

Entrando nello specifico delle imprese in questione, le prime 50, da sole, rappresentano oltre il 70% del fatturato dell’intera classifica e appartengono in generale al settore dell’industria. Un comparto estremamente dinamico sui mercati esteri. A svettare sono Sodalis S.r.l.; Zucchetti Group S.p.A e Aperam Stainless Services & Solutions Italy S.r.l., rispettivamente ai primi tre gradini del podio. Completano la top ten A.F. Logistics S.p.A.; Cebi Italy S.p.A.; Inovyn Produzione Italia S.p.A.; MTA S.p.A.; Ibsa Farmaceutici Italia S.r.l.; Unilever Italia Manufacturing S.r.l. e Airpack S.r.l.

La classificazione per macrosettori disegna un profilo del territorio prevalentemente industriale: 117 imprese, pari al 58,5% delle top200, registrano un fatturato complessivo di 4,5 miliardi di euro equivalenti al 65,4% del fatturato totale.

All’interno dell’Industria il comparto manifatturiero conta ben 105 società, che nell’insieme registrano ricavi per 4,3 miliardi di euro. Tra le società, in termini di numerosità, i settori trainanti sono alimentari e bevande (22 aziende), chimica e affini (19 aziende), macchinari (14 aziende), prodotti in metallo (12) e gomma-plastica (11). L’ordine cambia leggermente se si considera il fatturato, in base al quale la chimica sale al primo posto con ricavi per 1,4 miliardi di euro.

Il macrosettore più popolato dopo l’Industria è il commercio, con 48 aziende e vendite totali per 889 milioni di euro. Prevalgono in modo netto quelle che svolgono attività all’ingrosso, sia per numero di aziende (41) che per volume di vendite (769,7 milioni), mentre quelle dedite al commercio al dettaglio sono solo 7 e fatturano complessivamente 119,1 milioni.

Il settore con maggiore fatturato dopo l’industria è quello dei servizi: 35 aziende che accumulano ricavi per 1,5 miliardi di euro. Spiccano i servizi specializzati (12 imprese) e i trasporti (11 imprese), seguiti dalle attività professionali (5 imprese). Invece, quelli che registrano ricavi complessivi più elevati sono i trasporti (575,5 milioni), le attività informatiche (464,3 milioni) e i servizi specializzati (218,7 milioni).

 

 

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