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Una visione al centro – di Oscar Giannino

13 ottobre 2016


Una visione al centro – di Oscar Giannino

Da 20 anni – a tanto data l’andamento piatto della produttività italiana, e il fenomeno delle quote di ammortamento annuali degli investimenti del passato che superano annualmente gli investimenti netti aggiuntivi delle imprese industriali rilevate da R&S Mediobanca – si accumula una pubblicistica sterminata sulla crisi della rappresentanza sindacale e d’impresa. Tema che è diventato ancor più serio nel post 2008. Quel che apprezzo prima di ogni altra cosa nei 4 anni di Gianfelice Rocca presidente di Assolombarda è che ci ha risparmiato nuove teorizzazioni in materia. Senza filosofemi sulla società liquida e consimili luoghi comuni sociologici, ha fatto una scelta concreta. Ha cambiato il modo di operare e comunicare della maggiore territoriale di Confindustria.

Molti dei 50 progetti “Far Volare Milano” non sono meramente rivolti alle necessità di servizio delle oltre 6mila imprese associate, sul fisco, sul credito, nel rapporto con la PA. Hanno identificato azioni e obiettivi nell’education, nel coinvolgimento di giovani e anziani, nella crescita e nella cooperazione con le Università, con il mondo della cultura e del terzo settore. I progetti sono diventati alla fine l’ambizioso orizzonte decennale di Milano Città STEAM. Allo stesso modo, le relazioni alle Assemblee annuali sono di tutt’altro tipo, rispetto al tradizionale schema confindustriale basato su tre pilastri: come sono andati prodotto, occupazione e contratti nell’ultimo anno; opinioni sull’evoluzione dei mercati mondiali, europei e della politica economica nazionale; richieste alla politica centrale e locale in materia di fisco, burocrazia e infrastrutture.

Rocca sin dal 2013 ha esordito ponendo al centro una visione. La competizione globale è fatta tra grandi aree metropolitane che accrescono attrattività e proiettività nel mondo. E, per continuare a farlo devono avere un’idea, un tragitto e un sistema di governance coerenti al perfezionamento del proprio specifico mix di eccellenze. Eccellenze che non sono quelle dei soli settori d’impresa: sono la somma qualitativa e quantitativa del capitale umano, finanziario, fisico, immateriale, sociale e anche estetico concentrato nell’area territoriale. Si va molto al di là della mera attenzione agli stakeholder dell’impresa, cioè azionisti e creditori, collaboratori e clienti. Si raccolgono ed elaborano innanzitutto dati statistici che consentano di leggere in tempo reale gli andamenti delle eccellenze e dei gap da colmare, e lo si fa traguardandoli ossessivamente alle 4 regioni europee benchmark, a più alto tasso industriale. Li si propone ai livelli istituzionali della Città e della Regione. Ma si impegnano da subito le imprese associate a darsi da fare direttamente per il miglioramento complessivo dell’ecosistema, senza autoassolversi né attraverso deleghe né attraverso recriminazioni alla politica.

Da questa visione Rocca ha fatto discendere le linee guida della sua presidenza. Per questo le sue relazioni appaiono singolarmente diverse dallo schema confindustriale. Gli andamenti d’impresa, di occupazione e di export della Grande Milano sono puntualmente riportati. Ma una grandissima attenzione va all’indicare obiettivi e modalità per migliorare tutte le condizioni abilitanti che appaiono prioritarie per migliorare le eccellenze: dal numero di borse di studio ERC alla cooperazione tra e con tutte le Università milanesi e lombarde, dalla priorità per le Life Sciences, alla sharing economy, alla sostenibilità ambientale, all’attrattività per giovani e studenti.

Lo spazio, l’attenzione e le risorse dedicate al complesso delle leve su cui operare al servizio di questa visione complessiva sono la cifra definitoria della presidenza Rocca. E ne costituiscono l’eredità per il futuro. È ovvio che le imprese vogliano meno fisco e più contratti aziendali di produttività. Assai meno che si diano un piano operativo, concretamente definito indicando numeri da cambiare, per lavorare insieme, pubblico e privato, su una visione condivisa della forza e della sostenibilità che deve avere complessivamente la vita civile e sociale di un territorio, se vuole migliorare sempre più gli eccezionali risultati economici e imprenditoriali che la Grande Milano ha nel mondo. Mi pare che sia questo, il significato più profondo delle 4 relazioni di Rocca dal 2013 a oggi. “L’Italia riparte da noi” non è un anelito milanocentrico: è l’indicazione della necessità di mettere questo nuovo metodo di azione pubblica delle imprese al centro dell’agenda nazionale. Le pagine e pagine di numeri prodotti da Rocca in questi anni sono un’alternativa, rispetto alle polemiche abituali tra imprese e politica e sindacati di cui si pasce abitualmente la cronaca nazionale.

Oscar Giannino

 

Scarica la Relazione del Presidente Gianfelice Rocca all’Assemblea 2016

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