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Una via per migliorare il rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuente

7 novembre 2018


Una via per migliorare il rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuente

Le imprese chiedono norme fiscali certe e stabili nel tempo: solo così il nostro Paese può tornare a crescere, attrarre investitori esteri e recuperare la fiducia dei mercati.

Alcune settimane fa Assolombarda ha pubblicato il libro bianco “Fisco, imprese e crescita”. Il volume contiene una proposta organica di riforma del sistema fiscale per un “fisco del futuro” che ridia slancio all’economia e risponda alle esigenze prioritarie delle imprese e del lavoro. Dopo aver analizzato la visione dell’Associazione sulla tassazione del reddito d’impresa, questa volta approfondiamo gli interventi suggeriti per migliorare il rapporto tra Amministrazione finanziaria e contribuente.

Come è possibile fare impresa in un Paese in cui l’ordinamento tributario è incerto e mutevole? Come può attrarre investitori esteri un sistema fiscale fatto di norme che cambiano in continuazione, non coordinate tra loro e quasi sempre di dubbia interpretazione? Occorre un’inversione di rotta in modo da garantire agli operatori economici un quadro normativo chiaro e stabile nel tempo. In questa prospettiva Assolombarda avanza una serie di proposte che mirano a realizzare una maggiore certezza del diritto.

L’Associazione chiede, innanzitutto, che la pubblicazione delle circolari interpretative delle novità fiscali sia tempestiva e funzionale all’assolvimento degli obblighi tributari. È inaccettabile che i contribuenti siano messi a conoscenza della corretta interpretazione delle leggi solo qualche giorno prima dei termini di versamento delle imposte o di presentazione delle dichiarazioni fiscali. L’Amministrazione finanziaria dovrebbe pubblicare le circolari rispettando lo spirito dello Statuto del contribuente e, quindi, quanto meno 60 giorni prima dei relativi adempimenti tributari.

Un altro ambito in cui intervenire è l’interpello. Questo istituto consente al contribuente di rivolgersi all’Agenzia delle Entrate per ottenere chiarimenti sul corretto inquadramento normativo di casi concreti e personali. Si tratta di uno strumento di grande civiltà giuridica, peccato però che sono tutt’altro che infrequenti le situazioni in cui le Direzioni Regionali delle Entrate danno pareri difformi su fattispecie analoghe. È di fondamentale importanza garantire, quindi, una maggiore uniformità di interpretazione. In tale ottica proponiamo di attribuire ad unico soggetto, e in particolare alla Divisione Contribuenti dell’Agenzia delle Entrate, la competenza ad esaminare tutte le istanze di interpello “ordinario” e “anti abuso”, vale a dire le istanze che sono di norma espressione di interessi più generali e ricorrenti.

E infine occorre rendere stabili le norme tributarie incentivanti. Le imprese che effettuano investimenti per i quali sono riconosciuti benefici fiscali di durata pluriennale (ad esempio super e iper ammortamento) sentono forte l’esigenza di avere regole certe e immutabili nel tempo. In un contesto normativo estremamente magmatico, pianificare gli investimenti diventa rischioso: da un anno all’altro lo scenario agevolativo può cambiare e possono saltare i piani economico-finanziari delle aziende.

Assolombarda chiede, insomma, un fisco certo e prevedibile, che consenta alle imprese di programmare i propri piani di sviluppo strategico. Solo se le regole del gioco sono chiare e giuste, si può aspirare a vincere. Solo con una maggiore certezza del diritto il nostro Paese può tornare a crescere, attrarre investitori esteri e recuperare la fiducia dei mercati.

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