Un viaggio con la realtà virtuale dentro l’eredità di Giotto a Milano

28 luglio 2017


Un viaggio con la realtà virtuale dentro l’eredità di Giotto a Milano

Al palazzo arcivescovile dal 2011 si lavora al restauro di un ciclo di affreschi influenzati dalla lezione di Giotto. Ora si possono visitare grazie a una piattaforma internet, mentre gli studiosi stanno portando alla luce un ricca iconografia realizzata ai tempi di Giovanni Visconti.

Un piccolo bambino in fasce tra le braccia della mamma, con un viso rubicondo e guance gonfie. Paesaggi con grandi alberi sullo sfondo e rami che sembrano allargarsi come fossero corolle di fiori. Una dama velata che regge un vassoio con una brocca, con dettagli prospettici con cui gli occhi degli osservatori italiani avrebbero familiarizzato solo decenni successivi. Due soldati ornati di elmi che paiono scodelle appuntite, due ufo appoggiati sulla testa, le uniforme ocra o rosso fiammante. Un militare che si sporge da un loggiato, lo scudo oltre il cornicione, il braccio alzato in posizione di attacco.

È un racconto complesso e ricco quello si può godere in realtà aumentata sul sito Milano Augmentend Identity. Il racconto di una Milano in cui è appena passato Giotto, maestro di pittura rivoluzionario, colui che conduce l’Italia fuori dall’iconografia medievale e la avvicina al futuro Umanesimo.

Gli affreschi si trovano in un luogo inaccessibile. Sono collocati nel palazzo arcivescovile di Milano, parte negli appartamenti in uso al Cardinale, parte in un sottotetto. Insomma, non proprio uno spazio a misura di turisti. Eppure quella che è stata ribattezza la “Grande sala dipinta di Giovanni Visconti”, signore di Milano dopo Luchino e arcivescovo della città, capace di portare sotto l’egida della sua dinastia anche i territori di Bologna e Genova prima della morte nel 1354, è un pezzo di storia dell’arte italiana che merita di essere ammirato.

Descrive la forza iconografica di una figura come Giotto, che di passaggio a Milano per lavorare al ciclo di affreschi del palazzo di Azzone Visconti, scompagina le carte dei pittori locali e le rivoluziona. Tanto che, secondo gli studiosi del Polo museale della Lombardia, “La lezione di Giotto aggiorna e innova radicalmente la cultura figurativa lombarda che, nel quindicennio che va dalla sua venuta a Milano (1335-1336 circa) al 1349, data dell’affresco dell’ultima campata della navata centrale dell’abbazia di Viboldone, raggiunge uno dei momenti più alti del secolo XIV e dell’intera pittura italiana per qualità e intensità”.

Per poter ammirare quest’ulteriore tassello dell’eredità giottesca, su internet si può visitare in virtuale la stanza. La piattaforma Milano Augmented Identity è stata realizzata dal City innovation Lab dell’Alta scuola Impresa e società (Altis) dell’Università Cattolica di Milano, insieme al Dipartimento di Storia, archeologia e storia dell’arte, in tandem con Thingk, spinoff del Politecnico di Milano.

Gli affreschi non sono una sorpresa. Il ciclo di dipinti era già stato scoperto a inizio Novecento, ma nelle ricostruzioni post belliche del palazzo dell’Arcivescovo, una mano di calce ha nascosto i tesori pittorici. Nel 2011 un’infiltrazione nel muro di mattoni, causata da una gronda ostruita, ha riportato alla luce il dipinto a tempera di una figura femminile. Da quel momento è iniziata l’operazione di restauro, ancora in corso, guidata dalla professoressa Serena Romano dell’università di Losanna e dal professor Marco Rossi della stessa Cattolica. Ma, in anteprima, i curiosi possono riempirsi gli occhi con la bellezza degli affreschi in realtà virtuale.

 

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