Le imprese

Un super computer in aiuto degli aspiranti medici

22 novembre 2016


Un super computer in aiuto degli aspiranti medici

Un “supercervellone” nella facoltà di medicina per aiutare gli studenti nel passaggio dalla teoria alla pratica clinica: Watson. 

Frutto della collaborazione tra IBM, Humanitas University e Humanitas è il primo caso in Europa in cui si utilizza la tecnologia cognitiva applicata al settore della salute.

Una donna di 70 anni si presenta al pronto soccorso dichiarando di avere fiato corto da una settimana. Nella sua storia clinica c’è un cancro al seno, fibrillazione atriale e una frattura alla tibia, ha effettuato radio e chemioterapia nel 2011. È solo un esempio di caso clinico tra quelli studiati dai ragazzi del terzo anno di medicina dell’Humanitas University, l’ateneo dedicato alle Life Sciences nato nel 2014 e strettamente integrato con l’IRCCS Istituto Clinico Humanitas di Rozzano. Gli studenti, però, da novembre 2017 non avranno solo il docente a formarli.

Watson-1Arriverà Watson, il sistema di intelligenza artificiale sviluppato da un team IBM deciso a vincere una grande sfida: costruire un sistema in grado di competere con la capacità, squisitamente umana, di rispondere con sicurezza, velocità e precisione a domande formulate in linguaggio naturale, cioè la lingua parlata, ricca di sfumature, modi di dire e metafore. Per Watson sono state sviluppate oltre 1.000 tecniche algoritmiche per la raccolta e la valutazione di dati strutturati e non. E per provare le sue capacità, Watson è stato allenato a partecipare contro concorrenti umani a Jeopardy!, il più popolare quiz TV americano e ha vinto.

Le organizzazioni così possono sfruttare la potenza del cognitive computing per trasformare interi settori di mercato e i professionisti avere un supporto per svolgere più efficacemente la propria attività. Adesso Watson, con uno speciale progetto di ricerca, entra per la prima volta in Europa in una facoltà di medicina: diventerà così il tutor cognitivo degli studenti per aiutarli a imparare ad affrontare situazioni molto complesse.

I medici di Humanitas hanno collaborato per il progetto con i ricercatori di IBM Italia e con quelli del Research Center di Zurigo. E che cosa farà Watson? Tramite una piattaforma di studio personalizzato che avrà una semplice interfaccia, quale può essere un’app, offrirà contenuti di tipo medico e clinico, curati dai docenti dell’Humanitas University sulla base della letteratura scientifica, delle informazioni ricavate dai pazienti in forma anonima come le cartelle cliniche in formato elettronico e dell’esperienza dei medici di Humanitas. INGRESSO

Darà modo agli studenti di scandagliare situazioni complesse e scegliere tra diverse informazioni cliniche, aumentando le loro capacità di analisi e scelta in termini di diagnosi, esami e cure. Il sistema fornisce anche un feedback personalizzato e “intelligente” per ogni studente e consente una rivalutazione continua delle ipotesi diagnostiche basate su nuove informazioni cliniche. Watson non sostituirà i docenti di medicina, ma li assisterà attraverso una selezione ragionata di casi. Il sistema risponde così all’esigenza di Humanitas di rendere più efficace l’apprendimento degli studenti al terzo anno di medicina, quello in cui il salto tra teoria o pratica clinica è maggiore.

 

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