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Un ponte digitale sull’oceano: Milano e New York si scambiano modelli di innovazione

16 dicembre 2016


Un ponte digitale sull’oceano: Milano e New York si scambiano modelli di innovazione

Accordo tra Palazzo Marino e la Grande Mela per rendere più efficienti i servizi pubblici attraverso le nuove tecnologie. Milano mette sul piatto la cabina di regia per la sicurezza di Expo. Altre intese in vista anche con Parigi e Barcellona.

Sul fatto che Milano possa imparare da New York innovazioni da applicare allo sviluppo digitale della pubblica amministrazione, nessuno nutre dubbi. Sul fatto che l’insegnamento possa essere reciproco e che la Madonnina abbia lezioni in serbo per la Grande Mela, è altrettanto un dato di fatto. Tanto che nei giorni scorsi il capoluogo lombardo e l’ombelico del mondo hanno messo nero su bianco un gemellaggio digitale. L’assessore del Comune di Milano a trasformazione digitale e servizi civici, Roberta Cocco, e il direttore digital della municipalità di New York City, Sree Sreenivasan, hanno siglato una nota di intesa.

Obiettivo: scambiarsi le pratiche più innovative e intelligenti in materia digitale e imparare dall’altro interlocutore i sistemi più efficaci per avvicinare la pubblica amministrazione al cittadino. Su questi temi gli Stati Uniti rappresentano un faro e una delle frontiere più avanzate, ma anche in Italia si possono registrare modelli ed esperienze altrettanto visionarie e, perciò, interessanti anche per altre realtà nel mondo.

““Digital Bridge“, questo ponte digitale, vuole essere per Milano il modo per guardare alle eccellenze internazionali, identificare i progetti da cui imparare, stringere amicizie con i team delle varie città per collaborare su alcuni progetti”, ha spiegato alla presentazione dell’intesa l’assessore Cocco. “Da parte nostra – ha precisato Cocco – metteremo a disposizione della città gemellata l’area della cyber security che ha dimostrato di funzionare bene durante Expo”. La cabina di regia di via Drago, il cervellone che controllava a pochi chilometri di distanza, nei pressi dell’ospedale Sacco, i padiglioni dell’Esposizione universale di Milano, era la centrale che per sei mesi ha monitorato palmo a palmo, 24 ore su 24, la vita sul sito dell’evento.

“Credo che città come New York e Milano debbano imparare molto fra di loro”, le parole di Sree Sreenivasan. Il progetto è stato allargato oltre gli uffici della pubblica amministrazione e coinvolge una quindicina di esperti: innovatori, amministratori delegati di grandi aziende e professori universitari.

A loro il compito di scrivere il “Manifesto per Milano digitale”, ossia il documento che traccia gli obiettivi che la Madonnina può raggiungere per migliorare la propria competitività e aumentare lo sviluppo industriale. “Il manifesto – scrive l’agenzia Italpress – si compone di sei “diritti digitali” per una Milano aperta e interconnessa: diritto digitale all’accesso, alla sicurezza e alla privacy, diritto digitale alla conoscenza, alla semplificazione, all’innovazione, all’inclusione e all’equità e alla collaborazione.

Il patto con New York è un pezzo di un progetto più ampio. Il sindaco di Milano, Giuseppe Sala, conta di assumere circa 300 giovani per avvicinare i dipendenti di Palazzo Marino alla pratica digitale e aumentare così l’efficienza dei servizi. Piattaforme e applicazioni saranno sfoltite e accentrate, ci sarà un fascicolo del cittadino e spazi di dialogo tra Comune e municipi. Per migliorare gli standard, Palazzo Marino guarda all’estero: oltre a New York, il ponte digitale collegherà la Madonnina anche a Barcellona, Parigi e all’Irlanda.

 

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One thought on “Un ponte digitale sull’oceano: Milano e New York si scambiano modelli di innovazione”

  1. Gabriella Bonfanti scrive:

    Gentili Signori,
    sono interessata all’iniziativa e chiedo se possibile di ricevere ulteriori aggiornamenti.
    Ringraziando porgo distinti saluti.
    Gabriella Bonfanti

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