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Tutti ad Arch and Art!

5 aprile 2016


Tutti ad Arch and Art!

Arte, design, architettura e industria si uniscono, in un clima internazionale e di fermento, nell’installazione “Arch and Art”, esposta nei Giardini de La Triennale di Milano fino al 12 settembre.

Cinque padiglioni da esplorare, in cui altrettanti architetti e artisti dialogano per offrire nuove prospettive.

Nell’anno dopo Expo, Milano continua a essere un laboratorio attivo di idee e di progetti. Ed eccoci immersi nella Triennale Esposizione Internazionale che torna a coinvolgere la città nella sua XXI edizione.

Si sentiva la mancanza di quel senso di comunità creato da Expo? Forse sì, a giudicare dall’interesse che queste manifestazioni portano con sé: un pubblico attento e interessato a seguire nuove riflessioni sul tema dell’“abitare”, di una nuova coesione e aggregazione.

Nata a Monza nel 1923 come Esposizione Internazionale delle Arti Decorative, nel 1933 La Triennale si trasferisce nel nuovo Palazzo dell’Arte di Milano. Fin dagli inizi, la manifestazione si è orientata verso una concezione unitaria di tutte le forme d’arte e di espressione creativa, strettamente collegate alle evoluzioni sociali e allo sviluppo economico. Design after design, il tema guida della XXI edizione, è un ritorno atteso in un territorio, quello di Milano, che ha fatto del design una delle sue caratteristiche esclusive.

Così, nel cuore della manifestazione e nei Giardini, accanto a “I bagni misteriosi” di Giorgio De Chirico (1973) – una fortunata eredità della XV Triennale di Milano e nell’ambito del progetto “Contatto Arte/Città” – nasce Arch and Art, un progetto di Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza realizzato da Domus, in collaborazione con La Triennale, che vede 5 architetti e 5 artisti in dialogo per offrire nuove prospettive tra arte e architettura.

Enzo Cucchi e Michele De Lucchi. Edoardo Spalletti e Francesco Venezia. Michelangelo Pistoletto e David Chipperfield. Janis Kounellis e Eduardo Souto de Moura. Mimmo Paladino e Hans Kollhoff.

Straordinari interpreti del nostro tempo che riavvicinano due arti che negli anni si sono sempre più allontanate tra di loro, attraverso un dono alla città: cinque padiglioni unici da esplorare, percepire, percorrere e vivere, nei Giardini della Triennale. Ciascuna coppia di architetti e artisti ha realizzato un’opera architettonica che ospita al suo interno un’opera d’arte: un legame che permette ai due capolavori di esaltarsi vicendevolmente.

Quindi, tutti a visitare Arch and Art, che fino al 12 settembre sarà animata da eventi, incontri, reading. E, con un po’ di fortuna, magari si potrà incontrare Janis Kounellis, che passeggia nei Giardini della Triennale con lo sguardo perso all’orizzonte, o Michele De Lucchi, che spiegherà i giochi d’aria nel suo padiglione, o Michelangelo Pistoletto, che racconterà di come è nata la sua “casa dentro la casa”.

 

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