Le imprese
L'alternanza #scuolalavoro vista dai protagonisti

Ti racconto l’alternanza. Parola di Diego

3 settembre 2018


Ti racconto l’alternanza. Parola di Diego

Chi è Diego? Prima di tutto è un ragazzo con gli occhi vivaci che guarda al futuro con entusiasmo e al presente con impegno. Ha 17 anni e studia al liceo scientifico perché ‘gli piacciono i numeri’.  Attraverso il suo Istituto ha partecipato a un progetto di alternanza scuola-lavoro presso l’azienda Virma, realtà con sede nel cuore della Brianza, distretto meccatronico di eccellenza della Lombardia.

Perché parliamo di lui? Spesso quando si discute di alternanza scuola-lavoro ci chiediamo quale sia realmente il punto di vista di chi la vive in prima persona. Abbiamo quindi chiesto a Diego Morao di condividere la sua esperienza personale, di raccontarci i pro e i contro, gli aspetti positivi e quelli eventualmente critici ma soprattutto cosa ricorderà di questa esperienza e in che modo ha contribuito a farlo crescere.

L’alternanza scuola-lavoro è un onere o un’opportunità?

 

Devo essere sincero: entrambe le cose. È un impegno, si tratta di ore che si aggiungono alla giornata di uno studente alle prese con interrogazioni e verifiche e questa cosa può inizialmente spaventare. In realtà poi è solo questione di organizzazione: basta capire quali sono gli aspetti da non trascurare e si riesce così a dare a ogni cosa il giusto spazio. In questo senso, l’alternanza già insegna a far convivere vari aspetti della vita, oltre lo studio. Ad esempio io sono molto sportivo e ho dovuto imparare a gestire il tempo tra scuola, studio, lavoro, sport e amici. Non è stato semplicissimo ma di sicuro molto utile.

Credo che alcuni ragazzi possano vivere male questa esperienza, forse perché la pensano più come un obbligo e non si accorgono invece che, guardandola da un altro punto di vista, può essere una grande opportunità. In quest’ottica è fondamentale anche che l’azienda segua bene lo studente, lo accolga nel modo più giusto e lo faccia sentire parte della squadra.

Cosa ti ha lasciato questa esperienza e come pensi che sia stata utile per costruire il tuo domani?

 

Se devo fare un bilancio della mia esperienza, ritengo di essere stato molto fortunato perché Serena (Agostini, imprenditrice della Virma n.d.r.) è riuscita a creare un percorso studiato per me. Provenendo da un liceo avrei avuto difficoltà a svolgere alcuni dei compiti tecnici-specialistici richiesti in azienda. Questo però non è stato un limite, ho svolto infatti tante attività diverse e ho cercato di imparare il più possibile da ognuna. Prima di tutto ho ascoltato molto, ho cercato di capire dove mi trovassi e le dinamiche aziendali, di comprendere insomma l’ambiente di lavoro. Mi è stato insegnato ad esempio a leggere un bilancio e avvicinarmi a questi argomenti è stato davvero molto utile perché al termine del liceo vorrei studiare economia. Ho familiarizzato anche con vocaboli nuovi e tecnici, ‘parole difficili’ che sono poi diventate comuni ed entrate nei miei discorsi di ogni giorno. Credo però che la cosa più bella sia stato poter vivere il mondo del lavoro in anteprima. Spesso ce lo raccontano i nostri genitori e gli amici più grandi ma non possiamo che immaginarlo. Poterlo toccare con mano è stata la vera opportunità.

Credo che questa esperienza sarà utile per il mio futuro perché quando inizierò a lavorare avrò già superato la paura del nuovo. In quel momento ci saranno solo emozioni positive: l’entusiasmo per una nuova avventura, la voglia di mettercela tutta. Ma non la paura di qualcosa che non conosco. Anche se non ho ancora un’idea precisa di cosa farò.

Cosa hai capito di te da questa esperienza? Qual è il momento in cui l’hai capito e che ha fatto la differenza?

 

Diego Morao - Alternanza in VirmaDopo il liceo mi piacerebbe studiare economia e questo progetto di alternanza scuola-lavoro mi è servito a confermare questa idea. Quando mi hanno affiancato all’ufficio amministrazione ho capito che questa materia fa per me. Ho preso anche consapevolezza di un’altra cosa importante: sono una persona introversa però il lavoro che mi piacerebbe fare in futuro non sarà solo dietro alla scrivania ma anche a contatto con le persone, magari in giro per il mondo. Per farlo devo aprirmi e sviluppare le capacità di relazione.

Se dovessi descrivere l’alternanza in due parole la definirei: stimolante e propedeutica. È infatti qualcosa che ti spinge ad andare oltre l’abitudine scolastica. Ecco, credo che per gli studenti di un liceo fare alternanza sia opportunità soprattutto per questo: integri la parte teorica con compiti pratici e così ti prepari al futuro.

Ringrazio Serena e tutti i ‘colleghi’. Sono stati super.

Leggi anche il punto di vista degli altri protagonisti:

 

Serena Agostini, imprenditrice di Virma, che ha ospitato Diego durante la sua esperienza di alternanza scuola-lavoro

Maria Baio, professoressa di Diego, che ha seguito il progetto di alternanza

 

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