Le imprese

Stiamo entrando in un mondo produttivo “Fast and Furious”

21 novembre 2016


Stiamo entrando in un mondo produttivo “Fast and Furious”

di Filippo Astone.

Qualche giorno fa, alla Villa Reale di Monza è stata tracciata una vera e propria roadmap per l’Italia verso l’Industry 4.0. Il ricco materiale di ricerca, e di spunti strategici, messo insieme da Assolombarda, traccia un quadro approfondito e completo, punto di partenza per lo sviluppo strategico del sistema economico.

Ma di che cosa parliamo davvero quando parliamo di Industry 4.0? Forse vale la pena di ricordarlo, in termini semplici ma esaustivi. Proviamo.

Industry 4.0 significa, in buona sostanza, la totale digitalizzazione della produzione.  Su ogni componente manifatturiero c’è un sensore che permetterà al componente stesso di dialogare con gli altri componenti prima, durante e dopo il momento della fabbricazione. Il dialogo (cioè la trasmissione di informazioni) avviene anche con la fabbrica, i clienti, gli utenti, i trasportatori, gli erogatori di servizi e i manutentori. Perfino, all’occorrenza, con il sistema bancario.

Tutto questo dialogare genera una massa enorme di informazioni (i Big Data) che software appositi monitorano, filtrano e valutano, permettendo di prendere decisioni in termini di gestione, manutenzione, utilizzo, vendita e controllo remoto del prodotto. Non solo, prendendo le mosse dall’analisi dei Big Data, le aziende potranno formulare velocemente nuovi modelli di business, mettere in pratica nuove strategie, modificare istantaneamente il marketing e il pricing dei prodotti. Secondo alcune stime, il pricing intelligente potrebbe essere una delle maggiori sorgenti di valore create dalla Quarta rivoluzione industriale.

Per gestire questi dati, ogni azienda manifatturiera dovrà trasformarsi. Vengono ridotte al minimo scorte e magazzini (e quindi i relativi costi). I componenti arrivano just in time solo quando sono necessari per assemblare il prodotto, e possono anche essere assemblati fra loro in infiniti modi diversi e personalizzati. Qualcuno ha anche parlato di prodotti che dicono alle macchine come fabbricarli. Just in time e personalizzazione di massa diventano la norma.

E si crea una generale interconnessione. L’economia si trasforma in un unico sistema produttivo integrato. Si crea un ambiente di produzione molto più flessibile, con minore controllo centrale e più intelligenza diffusa.

Anche per questo motivo, si dice spesso che le fabbriche si stanno trasformando in software house.

Tutto questo va di pari passo, e si collega, con le altre rivoluzioni tecnologiche che stanno riconfigurando la manifattura mondiale e, con essa, la società, il lavoro, la cultura, perfino la politica. Già, perché oltre all’interconnessione c’è anche una robotica sempre più potente, pervasiva, efficace ed efficiente. E c’è la manifattura additiva, e ci sono i potentissimi nanomateriali. Questo vuol dire che i robot, che potranno svolgere quasi tutti i lavori oggi compiuti dagli uomini in fabbrica, vengono anche interconnessi, con tutto ciò che comporta. E che la manifattura additiva consente di produrre, su richiesta e in tempo reale, pezzi unici da utilizzare alla bisogna. Si guasta il motore di un aereo? Il pezzo mancante non si deve far arrivare dalla fabbrica, ma si può produrre on site con una macchina additiva, installandolo rapidamente.

Ma il cambiamento sarà ancor più radicale. L’interconnessione globale e le nuove tecnologie, infatti, stanno abbassando la soglia d’accesso a certi mercati. In prospettiva, alle aziende più intraprendenti, e soprattutto intelligenti, potrebbero non servire più capitali importanti.

Basti pensare che il cloud e le offerte dei vendor di tecnologie non rendono più indispensabile il possesso di hardware e software impegnativi e costosi, che si possono utilizzare remotamente in modalità “pay per use”, con comodi canoni d’affitto mensile. La produzione è sempre di più a geometria variabile e con magazzino minimo o inesistente. Ciò significa che l’imprenditore può fabbricare direttamente solo una parte, magari piccola, e delegare il resto ad altri. Ciò che conta sul mercato è la proposta finale: basta avere l’idea e altri possono produrre il resto. Oppure – se la si vuole vedere dal lato opposto – i piccoli produttori di manufatti ad alto valore aggiunto hanno enormi possibilità di inserirsi in catene del valore mondiali, trovando clienti ovunque. Tutto questo mondo di possibilità è particolarmente congeniale a tante piccole e medie imprese italiane, abituate a farsi strada nei mercati globali, a inventare nuovi prodotti, a diventare leader in nicchie di eccellenza. Il coraggio e la smartness (ci si perdoni l’americanismo, ma qui è necessario per far capire che non si tratta di un salto lunare) richiesti dall’Industry 4.0 stanno già nel patrimonio storico di queste imprese. Purché facciano i passi giusti per entrarvi. Passi che non sono difficili, o costosi. Si può procedere per gradi, facendo gli investimenti necessari (che non sono mai eccessivi) uno alla volta.

Insomma, nel mondo dell’Industry 4.0 ciò che conta davvero è l’intelligenza del progetto.

Ma la nuova era presenta anche rischi elevati. Così come è più facile inserirsi nelle catene del valore globale, è altrettanto facile venirne buttati fuori. Le rendite di posizione potrebbero scomparire. Nel giro di poco tempo può apparire sul mercato un concorrente inatteso che – magari grazie a una nuova app – sottrae buona parte dei clienti a chi aveva la leadership di mercato. In conclusione, per parafrasare il titolo di un celebre film con Vin Diesel, stiamo entrando in un mondo produttivo “Fast and Furious”.

 

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3 thoughts on “Stiamo entrando in un mondo produttivo “Fast and Furious””

  1. Daniel Rueda H scrive:

    Industry 4.0 è certamente un opportunità: Identica idea in tutti i paesi europei. I nostr produttori di semilavorati sono fornitori per esscellenza delle aziende tedesche. Noi siamo inseriti nel loro ecosystema industriale, ma italia non ha e non crea un proprio ecosistema in grado di difenedere e attaccare sui mercati internazionali. Noi abbiamo lo strumento per farlo: Utilizzando Gdoox ERP Business Ecosystem management Platform, siamo in grado di fornirvi l’infrastruttura tecnologica per farlo. Basta visitare il nostro site http://www.gdoox.com e lo strumento di difesa e attaco è alla vs portata ma anche di chiunque voglia creare e gestire una filiera economica: E’ l’industria italiana in grado di competere con un ecosistema organizzato come quello inglese o indiamo. La risposta la conoscete.
    Per qualunque informazione sono a vs disposizione
    Cordiali saluti
    Daniel Rueda H
    Associato Assolombarda.

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