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Startup, una mappa spiega il primato di Milano

12 ottobre 2017


Startup, una mappa spiega il primato di Milano

Una ricerca Bocconi traccia la mappa generale dell’ecosistema startup di Milano e le interconnessioni tra gli attori. Così si può spiegare perché questa città è la capofila dell’universo startup italiano.

Articolo di Carmelo Cennamo e Adam Joseph Bregu di Università Bocconi, pubblicato in versione integrale su Agendadigitale.eu, il 4 luglio 2017.

La Lombardia, e nello specifico l’area di Milano, sono costantemente al primo posto in Italia per numero di startup e attività imprenditoriale. Gli ultimi dati del Ministero dello Sviluppo Economico riportano che la provincia di Milano incide per circa il 15% sul totale delle startup innovative, quasi il doppio rispetto alla seconda provincia (Roma, con il 9%). Cosa spiega questo primato?

Molti rimandano al vibrante “ecosistema startup” come principale responsabile della crescente attività imprenditoriale dell’area di Milano, piuttosto che a singole misure di incentivi o organizzazioni. Ma cosa è un ecosistema? In cosa si caratterizza? Quali sono i principali attori che ne fanno parte per la città di Milano?

Nell’accezione in cui il termine viene comunemente usato, il concetto di ecosistema è spesso invocato in riferimento alla pluralità di attori le cui attività risultano interdipendenti per la creazione di valore. In questa accezione generica, l’ecosistema startup si riferisce a tutte quelle attività ed attori collegati all’attività principale di startup. Si distingue dal concetto di settore e industria perché gli attori collegati all’attività di startup spesso appartengono a diversi settori e industrie.

Questa accezione è però troppo generica e di scarso valore pratico per l’identificazione di uno specifico ecosistema (es. quello collegato ad una città o impresa o specifica attività di innovazione). Senza la possibilità di identificare i contorni di un ecosistema, diventa difficile analizzare il valore dello stesso, individuare gli attori principali e le criticità; elementi indispensabili non solo per i membri dell’ecosistema per formulare strategie di crescita e di successo, ma anche per la formulazione di policy da parte degli enti pubblici al fine di stimolare attività di innovazione.

La letteratura accademica ha recentemente identificato alcuni elementi distintivi dell’ecosistema che aiutano a tracciarne i confini: l’anchor, ovvero una determinata impresa, piattaforma tecnologica o attività di innovazione che definisce il punto di “ancoraggio” dell’ecosistema, e funge da catalizzatore, e il grado di complementarietà tra le attività dei vari attori che definisce le relazioni di collaborazione che legano i vari attori dell’ecosistema. La combinazione di questi due elementi definisce quindi uno specifico ecosistema, ovvero la struttura di relazioni economiche tra vari attori, i cui prodotti/servizi sono complementari nel valore (per i consumatori). Quindi, invece di parlare di ecosistema startup, dovremmo più correttamente parlare dei vari ecosistemi startup, visto che in un’area possono emergere diversi ecosistemi, con diversi punti di ancoraggio.

Questa definizione è utile ad identificare, ad esempio per una città, quali sono i punti di ancoraggio, quali attori fungono da principali hub, chi collabora con chi, e quindi le principali direttrici di creazione di valore.

Seguendo quest’approccio, tramite un’analisi di mappatura del network di collaborazioni (con una tecnica che in letteratura viene definita social network analisi), in una ricerca è stata identificata in primis, la mappa generale dell’ecosistema startup di Milano, individuando 23 diversi “layers” o categorie di attori, e 669 membri principali (si veda figura 1 e tabella 1), e successivamente analizzato la struttura delle relazioni tra questi membri per comprendere la natura delle complementarità (si veda figura 2).

Figura 1-Schema di sintesi dei livelli di collaborazione dell’ecosistema startup di Milano *

Social-Network-Analysis-Map-–-Out-degree-(Amount-of-collaborators-on-a-player-or-project)

Tabella 1 – L’ecosistema in numeri *

Tabella-1---L'ecosistema-in-numeri

I numeri riportati in tabella 1 ben rappresentano la dinamicità dell’ecosistema startup della città di Milano nel suo insieme. Ma per capirne le specificità, bisogna valutare la mappatura delle relazioni degli attori secondo il numero di progetti ai quali un membro collabora (e gli attori con cui collabora). Questo offre un indicatore dell’importanza di uno specifico membro dell’ecosistema in termini di attività generata. Un attore ha un alto grado di relazioni, e quindi importanza all’interno dell’ecosistema, quando collabora su un alto numero di progetti.

Gli enti pubblici rivestono un ruolo primario come “promotori” di un gran numero di progetti imprenditoriali. Questo è da attribuirsi alle numerose iniziative promosse dagli stessi, sia quelle dirette (es. bandi per startup e connessi) che indirette (es. programmi di accelerazione, servizi a supporto, ecc). Tra gli attori non governativi, Università Bocconi, Microsoft, e Politecnico di Milano spiccano tra gli attori principali dell’ecosistema startup di Milano.

Analizzando la mappa di densità delle relazioni per numero di attori con cui un dato membro collabora, in figura 2, si evince, ad esempio, come Startup Town di Assolombarda sia un vero e proprio catalizzatore di collaborazioni, e punto di “ancoraggio” nell’ecosistema per un numero elevato di attori, seguito da Invitalia Ventures e Elite, anche se quest’ultimo risulta isolato e distante rispetto agli altri attori dell’ecosistema.

Figura 2 – Mappa di densità delle relazioni per numero di collaborazioni *

Social Network Analysis Map – Out-degree – Zoom Up Close

Le mappe ci restituiscono in termini grafici quanto densa sia l’attività imprenditoriale (legata al mondo startup) nella città di Milano, sia per numero di progetti che per attività di collaborazione. Sembra quindi avvalorata la tesi di quanti sostengono che la principale causa del primato di Milano come “città delle startup” sia dovuta alla dinamicità dell’ecosistema della città.

Tuttavia, illustrano anche limitata connessione (quindi collaborazione) tra i vari clusters. Rimangono degli elementi di criticità, il cui superamento rappresenta un’opportunità di ulteriore sviluppo dell’ecosistema, e con esso dell’attività di startup.

Da una serie di interviste qualitative e questionario somministrato ai vari attori dell’ecosistema sono emersi 20 elementi di criticità, riportati in Tabella 2. Alcuni di questi problemi sono superabili attraverso una maggiore informazione e accurata rappresentazione dell’ecosistema e dei suoi attori principali; altri problemi quali la scarsa internazionalizzazione e il limitato coinvolgimento di figure professionali qualificate (es. managers, e consulenti specializzati), e operatori industriali e finanziari grandi che fungano da catalizzatori, sono di più difficile superamento e richiedono lo sforzo congiunto di vari attori. In quest’ottica, è auspicabile che le istituzioni pubbliche in campo, dopo il primo (lodevole, ancorché forse non sufficiente) sforzo che ha portato ad una serie di incentivi fiscali, passino alla fase 2 di sviluppo, tramite specifiche iniziative volte a promuove le attività di collaborazione tra i vari attori, promuovendo ad esempio specifiche tecnologie e innovazioni, maggiore scambio tra le varie aziende presenti sul territorio e le startup, e rimuovendo le lungaggini burocratiche ad esempio attraverso l’identificazione di una zona a “burocrazia-zero” legata ad alcune attività/attori dell’ecosistema. Ma soprattutto, è necessaria una maggiore consapevolezza da parte degli attori privati dell’importanza di far parte di un ecosistema di innovazione, e possibilmente di influenzarne lo sviluppo. L’augurio è che la fase 2 di sviluppo non tardi ad arrivare, e che si passi da un clima di entusiasmo e curiosità per il mondo startup ad un contesto di innovazione radicata e diffusa che contamini le aziende esistenti e tutto il territorio. A tal fine, occorre andare oltre la metafora dell’ecosistema e cominciare ad analizzarne le specificità.

Tabella 2 – Elementi di criticità dell’ecosistema *

Tabella-2--Elementi-di-criticità

*Fonte: Tesi magistrale, “A model to enable the analysis, mapping understanding and development of a city’s startup ecosystem. Practical application of the model on the startup ecosystem of Milan”, Adam Bregu, Università Bocconi, 2017; Thesis Discussant: Carmelo Cennamo.

 

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