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Startup, l’Italia del futuro comincia qui

3 febbraio 2015


Startup, l’Italia del futuro...

Quota 100 raggiunta. Anzi, superata: 105 startup, 78 delle quali innovative, il 15,5% del totale delle startup del territorio milanese.

Numeri significativi quelli di Startup Town, il progetto di Assolombarda che aiuta le ‘baby imprese’ a creare una rete di relazioni per crescere e fare business.

La redazione di Assolombarda News ne ha parlato con Stefano Venturi, Amministratore Delegato del gruppo HP in Italia e Membro del comitato di Presidenza Assolombarda responsabile del progetto “Attrazione Investimenti e StartUp”.

D: Perché Assolombarda ha deciso di puntare sulle startup, in particolare su quelle innovative?

R: Le startup rappresentano un motore di innovazione, importante perché in grado di creare nuovi business, nuove opportunità e nuova occupazione.

Le nuove imprese si espandono in un ecosistema fertile e specializzato e in un contesto ‘denso’ di aziende, l’interazione tra lavoratori creativi tende a produrre opportunità d’apprendimento che facilitano innovazione e produttività.

La vicinanza geografica diventa un fattore rilevante rispetto alla diffusione della conoscenza, che rischia di disperdersi rapidamente quando le distanze aumentano.

La presenza di un numero significativo di aziende ‘specializzate’ genera poi opportunità di abbattimento costi, come l’esternalizzazione di alcuni servizi.

É quindi importante incentivare la vicinanza fisica tra le startup, creando un contesto che supporti e stimoli tale crescita, in un territorio in cui sia più facile fare impresa.
In questo scenario, Assolombarda intende rappresentare un aggregatore di iniziative e best practice sul territorio, mettendo a fattor comune competenze ed esperienze e creando così un ecosistema favorevole allo sviluppo delle startup .

Da qui nasce “StartUpTown”, uno dei 50 progetti del piano strategico per “Far Volare Milano”.

D: La competitività di un territorio si misura anche dalla capacità di attrarre startup?

R: La capacità di attrarre startup e di offrire loro condizioni adatte al consolidamento e alla crescita è un indice della competitività di un territorio e diventa fattore moltiplicativo della stessa.

Il progetto Startup Town è parte del piano strategico “Far volare Milano” proprio perché riteniamo che l’area milanese racchiuda le caratteristiche ottimali di attrattività e competitività.

L’obiettivo dell’iniziativa è stimolare la nascita e la crescita di startup, aiutandole a creare relazioni con le altre imprese – piccole e grandi – parte dell’associazione.

Per sostenere questo processo di sviluppo e in virtù del ruolo di aggregatore, abbiamo dato vita a un Advisory Board composto da rappresentati autorevoli parte di istituzioni nazionali (Ministero degli Affari Esteri) e locali (Camera di Commercio di Milano, Comune di Milano, Regione Lombardia), nonché attori attivi nel mondo delle startup, come Università, incubatori e venture capitalist.

D: Provi ad immaginarsi in jeans, maglietta e sneakers. Se fosse uno startupper perché entrerebbe in Assolombarda?

R: Perché ci troverei un insieme di competenze, di supporto e di strumenti, nonché una rete di relazioni. Questo mi aiuterebbe a concentrami sullo sviluppo di business che io e il mio team stiamo portando avanti. È questa la nostra filosofia: sappiamo che un conto è avere una buona idea, un conto è far nascere e crescere un’impresa.

D: Può fare un esempio?

R: Immagini una startup alle prese con l’idea di creare un nuovo materiale dagli scarti di lavorazione della resina per gli scafi, sfruttando magari la tecnologia della stampa 3d per realizzare accessori su misura: oltre a dimostrare la validità dell’idea, devono trovare dei finanziatori. Un altro esempio: pensi a un gruppo composto da due statistici neolaureati e un ingegnere informatico venticinquenne, che vorrebbero utilizzare i dati sui consumi per un progetto di riduzione gli sprechi energetici delle piccole comunità. Con il supporto di Assolombarda, potrebbero essere più agili nel gestire la mole di adempimenti amministrativi da affrontare per costituire un’impresa o per renderla operativa, focalizzandosi così sui rispettivi progetti di business.

D: L’associazione, in concreto, cosa può fare per loro?

R: Per aiutare le startup a decollare e a svilupparsi, creiamo attorno a loro una rete di competenze, ad esempio mettendo a disposizione uno “startup desk” dedicato, ovvero uno sportello a cui rivolgersi per una serie di servizi e convenzioni fondamentali per far crescere il business.

In più, favoriamo la creazione di network, inteso come relazioni tra startup, ma anche e soprattutto con altre imprese dell’ecosistema. Questo crea vantaggi per tutti: per le startup, come la possibilità di trovare opportunità di “exit industriale” con una delle aziende associate; per queste ultime, la possibilità di acquisire innovazione attraverso le startup, che in alcuni casi fungono quasi da funzione R&D.

D: E cosa chiede in cambio?

R: Le startup innovative non pagano contributi associativi, fino a 48 mesi dalla data di costituzione o fino al raggiungimento di 500 mila euro di fatturato. Consideriamo questo un investimento per il futuro e crediamo che la presenza di imprese innovative sul territorio faccia crescere la capacità di attrarre investimenti, altre imprese e talenti.

D: Le startup di Assolombarda sono già più di 100. Si considera soddisfatto?

R: Sì, perché se le startup entrano a far parte dell’Associazione significa che stiamo agendo nella giusta direzione.
No, non ancora, perché se vogliamo fare di Milano una startup Town, il nostro lavoro si può considerare appena cominciato e dobbiamo continuare a lavorare insieme e a moltiplicare le iniziative di aggregazione.

 

Leggi anche l’intervista alla startup Sia Aerospace.

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