Le imprese

Sono 18 i nostri “Capitani Coraggiosi”

16 giugno 2016


Sono 18 i nostri “Capitani Coraggiosi”

L’eccellenza del “made in Italy” e l’impegno sociale: ecco cosa accomuna le personalità imprenditoriali celebrate da Confindustria nella mostra “Capitani Coraggiosi”.

Un percorso che ci ricorda le attività di responsabilità sociale di cui le nostre imprese sono state protagoniste nella storia del Paese. 

Nicoletta SpagnoliUomini e donne che dall’inizio del XX secolo a oggi sono stati in grado di lasciare un segno, affiancando l’impegno imprenditoriale a una forte attenzione per il sociale. Confindustria celebra l’eccellenza del “made in Italy” dedicando una mostra a 18 grandi personalità italiane. Si chiama “Capitani Coraggiosi”, è organizzata in collaborazione di Museimpresa e FAI Giovani Roma e visitabile all’Auditorium della Tecnica in viale Tupini 56, a Roma.

Pirelli

 

 

 

 

 

È un percorso tematico in cui si può rivivere la storia della mitica Lettera 22 di Olivetti o del “tailleur rosso” di Luisa Spagnoli disegnato per la principessa del Galles, e poi il design, l’ingegno e la creatività delle menti che hanno reso grande il nostro Paese. Un’occasione per celebrare chi ci ha lasciato e chi ancora tiene alto il nome dell’industria italiana nel mondo; un esempio per le nuove generazioni, simbolo di una platea, ampia e composita, di chi fa orgogliosamente impresa in Italia.

Silvia Bolzoni 2Le “coraggiose” attività di responsabilità sociale d’impresa passano per Michele Alessi e le sue icone del design contemporaneo, Pina Amarelli con la famosa liquirizia bicentenaria prodotta dalla sua famiglia, la pasta della famiglia Barilla e Silvia Bolzoni, fondatrice di Zeta Service, società specializzata in paghe e amministrazione del personale in outsourcing. TreccaniPoi Diana Bracco, presidente della multinazionale della salute omonima, il re del cashmere Brunello Cucinelli, ed Ermanno Fabbri, presidente del Gruppo Fabbri.

C’è Carla Fendi della maison di moda, il fondatore di Eni Enrico Mattei e Giulio Onesti, che ha portato l’Italia ai vertici dello sport mondiale, oltre a Nicoletta Spagnoli della casa di moda Luisa Spagnoli, gli abiti di Ermenegildo Zegna, gli pneumatici di Piero Pirelli e l’enciclopedia di Giovanni Treccani. Storie che viaggiano tra piccole, medie e grandi aziende, ognuna delle quali presenta un simbolo significativo della propria impresa, non solo imprenditoriale, ma anche e soprattutto sociale, per raccontare attività fatte di coraggio, successi e responsabilità.

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