Le imprese
Made in Italy

Solo un’azienda su tre usa il marchio “Made in Italy”

11 luglio 2018


Solo un’azienda su tre usa il marchio “Made in Italy”

Lo rileva una ricerca HSBC con l’Università di Padova svolta interpellando oltre 1.200 medie e grandi imprese del Paese.

Solo un terzo (35%) delle medie e grandi aziende italiane utilizza il marchio “Made in Italy” nelle proprie relazioni internazionali, anche se chi lo impiega riconosce l’elevato valore aggiunto che genera (90%). Sono i due dati principali che emergono da una ricerca commissionata da HSBC all’Università di Padova a tema “Le aziende italiane alla conquista dei mercati esteri”, che ha coinvolto oltre 1.200 aziende italiane di medie e grandi dimensioni, identificate attraverso la banca dati AIDA e suddivise per macro-regione geografica (Nord Ovest, Nord Est, Centro, Sud e Isole) e per settore produttivo (manifatturiero, servizi). La ricerca ha incluso anche interviste qualitative con un campione di oltre 800 imprenditori e manager al fine di comprendere appieno il processo di globalizzazione dell’industriale italiana.

Il marchio “Made in Italy” – sinonimo di alta qualità, creatività, design e brand conosciuto in tutto il mondo – è utilizzato principalmente dalle imprese manifatturiere (50%) e dal settore terziario (18%). All’interno dell’industria manifatturiera, le aziende tessili (80%), alimentari (59%) e della lavorazione dei metalli (50%) sono quelle che ne fanno più uso in fase di commercializzazione dei propri prodotti.

Le aziende di grandi dimensioni (39%, oltre 250 dipendenti), quelle con un elevato indice di innovazione (47%) e quelle che hanno la maggiore apertura sui mercati internazionali (39%) hanno più probabilità di sfruttare il marchio per sostenere la produzione. L’operazione in questi casi acquista ancora più valore perché è un driver importante per farsi conoscere e apprezzare.

A livello geografico, le imprese che sfruttano maggiormente le tre parole sono nel Nord Est (43%), nel Centro Italia e nel Nord Ovest, dove si concentra un alto numero di imprese dei settori rilevati come più rappresentativi.

Ma quali sono le potenzialità legate all’utilizzo del suo nome? Il “Made in Italy” è un marchio globale rinomato e conosciuto, con un posizionamento e un’eredità importanti. I suoi fattori di successo sono in particolare legati ai tradizionali punti di forza dell’industria italiana come manifattura, design e settore alimentare. Dove, appunto, lo ritroviamo maggiormente.

In un contesto in cui la stragrande maggioranza delle aziende intervistate prevede una crescita del commercio internazionale, è importante per il nostro Paese lavorare sui fattori che determinano il vantaggio competitivo. Tuttavia, come dimostrato dalla ricerca, il successo all’estero delle aziende italiane si basa principalmente su fattori strutturali e strategici, come il livello di innovazione e di produttività e non solo sul marchio “Made in Italy”. Sono caratteristiche distintive che stanno permettendo di essere competitivi a livello internazionale. Da sfruttare sinergicamente.

 

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One thought on “Solo un’azienda su tre usa il marchio “Made in Italy””

  1. ROBERTO CATTANEO scrive:

    “Made in Italy” è una denominazione di origine dei prodotti ai sensi del Codice doganale europeo.
    Non è un marchio.

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