Le imprese

Smart working: che cos’è, come funziona e le sfide

20 settembre 2016


Smart working: che cos’è, come funziona e le sfide

Il numero di aziende che adotta progetti di smart working cresce di anno in anno. Ma di cosa si parla quando si parla di lavoro agile? Quali sono le sue sfide?

Utilizzare al meglio le tecnologie digitali, consentire una maggior flessibilità nei tempi di lavoro e migliorare la qualità della vita dei dipendenti e la produttività. Ecco gli obiettivi dichiarati dello smart working o lavoro agile. In sostanza lo smart working è una modalità di svolgimento dell’attività lavorativa saltuariamente fuori dall’ufficio e con l’uso di tecnologie informatiche in remoto. Non bisogna però confondere questa tipologia di lavoro con il cosiddetto telelavoro nel quale invece la prestazione lavorativa viene esercitata sempre nello stesso luogo.

Per lo smart working sono però necessari nuovi approcci sia per quanto riguarda l’organizzazione del lavoro che sul fronte degli obiettivi e delle responsabilità dei dipendenti fino a ridefinire, eventualmente, anche gli spazi aziendali. Con lo sviluppo tecnologico si supera quindi l’approccio tradizionale legato alle timbrature e alla presenza costante sul luogo di lavoro e l’attenzione si concentra maggiormente sugli obiettivi e sui risultati raggiunti. Il lavoratore può così ripensare il suo rapporto tra impegni individuali e lavoro scegliendo luogo e tempo giornaliero nei quali svolgere la propria attività. Questa maggiore “agilità” nel concepire il lavoro può anche rappresentare un’opportunità per i giovani talenti che vedono nella maggiore flessibilità un fattore di interesse.

In questo contesto di innovazione nell’organizzazione del lavoro si inserisce il tema della tutela della salute e sicurezza dello smart worker: le imprese devono definire regole precise e devono essere chiare le buone pratiche da seguire, i comportamenti corretti e i fattori che portano ad una collaborazione proficua tra il datore di lavoro e i collaboratori. Il disegno di legge Poletti ha al proprio interno una disciplina di questo tema e ha l’obiettivo di definire una cornice normativa al fenomeno. Al momento è in discussione in Parlamento.

L’associazione nel 2015 ha fornito una dispensa con indicazioni per la gestione degli aspetti di salute e sicurezza legati al “Lavoro Agile/SmartWorking”: “La partecipazione da parte del lavoratore – si legge nel documento – è volontaria e comunque subordinata a preventiva approvazione da parte del manager di riferimento, preventiva firma di un documento in cui si prende atto e ci si impegna rispetto delle regole dello smart work e preventiva partecipazione alla formazione obbligatoria sulla salute e sicurezza sul lavoro”.

 

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