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Sia Aerospace, quando una lattina può salvarti la vita

9 febbraio 2015


Sia Aerospace, quando una lattina...

Sia Aerospace ne è la dimostrazione: c’è ancora un’Italia che ha voglia di fare impresa. Assolombarda crede nelle startup innovative e con il progetto Startup Town le aiuta a crescere.

La redazione di Assolombarda News ha intervistato Joyce Adriano Losi, 25 anni, ingegnere aeronautico, fondatore e amministratore delegato di Sia Aerospace.

D: Ci racconta Sia Aerospace?

R: Sia Aerospace è una startup nata circa 4 anni fa con un progetto universitario interno al dipartimento di Tecnologie Aerospaziale del Politecnico di Milano. Siamo partiti da un’analisi del settore elicotteristico e ci siamo accorti di un problema: dal punto di vista statistico, la percentuale di incidenti che avvengono con gli elicotteri è molto più alta rispetto a quella degli altri mezzi di trasporto (aereo). Ci siamo chiesti: come possiamo tutelare chi usa questi velivoli?

La nostra idea è nata da uno studio approfondito… e da una lattina di Coca Cola.

D: Una lattina?

R: Avete mai provato a schiacciare una lattina messa in orizzontale? È difficilissimo. Ecco, questa è la base del nostro sistema: una specie di lattina costituita da un foglio molto sottile di lamiera, non più spesso di un foglio di carta, ma oltre mille volte più resistente. Abbiamo lavorato per creare una deformazione plastica del materiale: in questo modo si ottiene il passaggio da un’energia cinetica a un’energia di trasformazione che attutisce l’impatto sulle persone in caso di schianto.

Il grande vantaggio è che il nostro è uno dei pochi prodotti che non ha una base elettronica e quindi non risente di quella parte di errore di sistema che può derivare dall’elettronica di bordo; lo svantaggio è che è un monouso, tanto quanto lo è l’airbag in un’automobile.

D: Come è venuto a conoscenza del progetto StartUp Town dell’associazione?

R: Sia Aerospace è molto attiva nel territorio e quindi è interessata ai progetti che aiutano le startup a consolidarsi nel tessuto produttivo locale. Startup Town è uno di questi; l’abbiamo conosciuto perché nell’ambiente delle startup “girava la voce”. Ci è piaciuto subito, tanto che abbiamo aderito quando c’erano ancora solo le linee guida. Era un buon modo per conoscere dall’interno un’associazione come Assolombarda, un punto di incontro tra tutto quello che c’è sul territorio e le aziende. Per noi, che siamo ancora “piccoli”, poteva essere un vero trampolino di lancio. E così è stato.

D: In che modo Assolombarda è stata utile nella gestione della sua startup?

R: La prima cosa che ci siamo sentiti dire quando siamo entrati in Assolombarda è stata: “Per qualsiasi problema chiamate”. Abbiamo fatto proprio così e devo dire che l’aiuto che ci ha dato l’associazione per integrare la nostra startup nel territorio è stato molto prezioso: i contatti con le istituzioni e i settori di riferimento, gli incontri e i confronti con altre aziende locali con cui “fare rete” di rapporti per progetti di sviluppo condiviso ci hanno permesso di avere la spinta giusta per svilupparci.

Per quanto riguarda i servizi, Assolombarda ci ha dato un supporto concreto per la partecipazione a “Horizon 2020” e l’interazione con le banche: proprio grazie all’associazione, infatti, abbiamo avuto pochi problemi nel rapporto con gli istituti di credito e, soprattutto, nessun rifiuto. È un traguardo importante per una startup.

Anche l’aiuto per l’internazionalizzazione: l’associazione ci ha messo in contato con l’ambasciata di uno stato oltre oceano e dopo poche settimane siamo riusciti a ottenere un appuntamento con un grande gruppo parastatale del Paese; Assolombarda ci ha ospitato per l’evento, dandoci la possibilità di creare collaborazioni anche al di fuori del territorio italiano.

D: Le startup innovative come la sua possono essere un punto di partenza per il rilancio produttivo del Paese?

R: Penso che aziende innovative possano rappresentare un forte rilancio per L’Italia. Paesi che hanno adottato questo modello hanno affrontato meglio la crisi globale. In Italia abbiamo tante “buone teste” e si può fare veramente molto, ma manca il supporto all’innovazione da parte dello Stato. La legge italiana, ad esempio, dice che per creare una startup devi essere laureato. Pensate se Bill Gates avesse aspettato così tanto…!

D: Ha un sogno nel cassetto?

R: Non ho mai pensato di fare l’imprenditore; io da piccolo volevo fare l’inventore. E questo continua a essere il mio sogno: inventare e sviluppare sempre nuove idee, nuovi progetti. Spero che Sia Aerospace possa essere la piattaforma di lancio per creare nuove tecnologie anche in altri settori: automobilistico, ferroviario, marittimo.

D: Se fosse Assolombarda, che cosa farebbe per le startup che l’associazione già non fa?

R: Potenzierei ulteriormente il supporto all’internazionalizzazione: quando un’impresa si affaccia sui mercati esteri ha molte difficoltà. Spesso non conosce a fondo la cultura e gli usi di una realtà così diversa dalla propria. Avere contatti con imprese che hanno già un’attività sul posto nel tuo stesso settore e con cui dialogare, eventualmente per creare una collaborazione, può essere molto utile. Avere qualche consiglio per migliorare i piani di business o avere un contatto locale può dare un grande vantaggio competitivo.

 

Leggi anche l’intervista a Stefano Venturi, responsabile del progetto “Attrazione Investimenti e StartUp”.

Post scriptum
Il 15 ottobre 2015 Sia Aerospace ha ricevuto la menzione speciale da Unicredit e Partners nell’ambito della competizione per società innovative Start Lab ed. 2015.

 

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