Se un film smaschera i segreti della mente

24 marzo 2017


Se un film smaschera i segreti della mente

A Milano un inedito festival che abbina il cinema allo studio sul cervello. Dalle amnesie del pesce Dory della Pixar agli studi di Freud e Jung, il legame tra psicologia, neuroscienze e cinematografia è più saldo che mai.

Alzi la mano chi non ha mai fatto un balzo sul divano quando lo Squalo di Steven Spielberg azzanna a sorpresa gli incauti nuotatori e li fa sparire o quando l’assassino di Scream compare all’improvviso alle spalle delle sue vittime. E alzi la mano chi non ha mai versato una lacrima per la tragica fine degli amanti di Moulin Rouge o trattenuto a fatica le risate per qualche disavventura di Fantozzi. In una parola emozioni. Cosa scatenino nella mente le storie che ci appassionano al cinema o in televisione e che impatto abbiano sulla realtà di tutti i giorni è il tema del primo festival “Cervello&Cinema”, che si svolgerà a Milano dal 27 marzo al 2 aprile, allo spazio cinema Oberdan (ingresso gratuito, dalle 19).

Sette film, per altrettanti giorni, si addentreranno nei misteri della mente, nei meccanismi neurologici per spiegare come funziona la nostra testa quando assiste alla proiezione di una pellicola. Lunedì va in onda “Persona” di Ingmar Bergman, una delle opere più significative del regista svedese, incentrata sulla storia di una donna affetta da afasia e costruita con inquadrature che tentano di riprodurre i meccanismi della mente. Martedì è la volta de “Il Clan” di Pablo Trapero, film argentino del 2015 incentrato su una famiglia di sequestratori. Mercoledì è protagonista “A dangerous method” di David Cronenberg, che indaga sui rapporti tra Carl Gustav Jung e Sigmund Freud. Giovedì 30 in cartellone c’è “L’amore bugiardo”, che esplora il rapporto drammatico tra una coppia di coniugi. Venerdì 31 “Ti guardo” di Lorenzo Vigas narra la storia della conoscenza tra un uomo solo di mezza età e un giovane teppista. “Go Now” di Michael Winterbottom, in programma sabato 1 aprile, apre uno spaccato sulla vita dei malati di sclerosi multipla. Infine, domenica 2 aprile la rassegna si chiude con “Alla ricerca di Dory”, il sequel del celebre film della scuderia Pixar “Alla ricerca di Nemo”, che per protagonista ha la pesciolina smemorata Dory.

E questo è solo metà del programma. Perché l’obiettivo del festival è guardare i film con gli occhi di chi studia la mente e svelare i meccanismi che trasformano una pellicola in un successo. “Il festival – spiega in una nota Viviana Kasam, presidente di Brain Circle Italia, associazione nata per la divulgazione della ricerca – nasce con l’obiettivo di avvicinare un pubblico di non addetti ai lavori, e di giovani, alla ricerca scientifica, uscendo dai luoghi delegati (aule universitarie, centri di ricerca, sale conferenze) e affrontando temi di grande attualità e interesse con un linguaggio accattivante e con l’ausilio di film selezionati per la loro qualità artistica, accoppiando il rigore scientifico a una divulgazione curiosa, insolita e divertente”.

I legami tra cinema e neuroscienze sono molteplici, tanto che in questa prima rassegna dovremo limitarci ad esplorarne solo alcuni – commenta il professor Giancarlo Comi, direttore dell’Istituto di Neurologia Sperimentale – INSpe e dell’Unità di Neurologia, Neurofisiologia Clinica e Neuroriabilitazione dell’IRCCS Ospedale San Raffaele -. Mi piace però sottolineare due aspetti che caratterizzano questa rassegna: l’analisi dei complessi meccanismi che regolano le emozioni, la memoria e l’empatia, e le potenzialità e i rischi delle nuove tecnologie di neuromodulazione. L’arte al servizio della scienza e la scienza al servizio dell’arte”.

A ogni film, quindi, è abbinato un convegno. Lunedì doppio appuntamento: prima “Ma il cinema l’hanno inventato i neurologi?”, provocazione del professor Carlo Caltagirone dell’università di Tor Vergata a Roma, e a seguire “Identificarsi in un film: il ruolo dei neuroni specchio”. Martedì la famiglia criminale di “The Clan” va a braccetto con una riflessione dal titolo: “Perché il cervello ricorda meglio i cattivi”. Jung mercoledì ispira “Elettroshock per guarire il cervello: una terapia che sta tornando di moda”. Le falsità dei protagonisti di “L’amore bugiardo” si abbinano giovedì a “La scienza può riconoscere il cervello che mente?”. Venerdì il tema è “L’identità sessuale e il cervello”, sabato “il cervello plastico”, mentre domenica le spassose amnesie del pesciolino Dory prestano il fianco a “I segreti della memoria”.

 

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