Le imprese
internazionalizzazione

Russia, dal “made in Italy” al “made with Italy”

4 maggio 2016


Russia, dal “made in Italy” al “made with Italy”

Si chiude una porta e si apre un portone: così si potrebbe descrivere quello che sta caratterizzando il rapporto tra il mercato russo e le imprese italiane.

Oggi infatti esiste la concreta possibilità per l’Italia di diventare un importante partner strategico nel processo di industrializzazione della Russia grazie al know-how e all’esperienza del nostro sistema produttivo.

Le sanzioni europee e la risposta russa che impedisce l’accesso di molti prodotti ai mercati del paese, hanno spinto la dirigenza russa a ripensare le strategie economiche, concentrandosi sull’innovazione come una delle leve principali per il rilancio della produzione del tessuto industriale.

L’Italia si pone in posizione di vantaggio per offrire questo valore aggiunto, aiutando il paese a passare dal “made in Italy” al “made with Italy”.

Lo scenario è quello noto: le sanzioni internazionali penalizzano l’export, l’invito è quindi a ripensare la propria presenza sul mercato russo non più in termini di semplice export, ma producendo in loco collaborando con le aziende russe.

Del resto, anche la politica dell”import substitution” lanciata dal governo russo nel luglio del 2015 spinge in questa direzione. È un programma ambizioso con cui si vuole colmare un gap produttivo grazie alla collaborazione di aziende estere che portino tecnologie e know-how non ancora presenti nel paese.

L’importanza dei rapporti commerciali ed economici tra la Russia e l’Italia è nota, così come lo sono i settori che legano le due economie: aeronautica, industria leggera, macchinari, navalmeccanica. Il tutto declinato in chiave di forte innovazione. Senza dimenticare l’industria farmaceutica che rappresenta un ambito di grande interesse per il Governo russo e sul quale Assolombarda Confindustria Milano Monza e Brianza sta sviluppando un progetto specifico in collaborazione con Confindustria Russia.

Il mercato russo ha bisogno di questo, per ridurre la dipendenza dall’import e per rimodernare un tessuto industriale ancora troppo legato a vecchi modelli produttivi. In quest’ottica il governo promuove agevolazioni per favorire le partnership con aziende straniere. In particolare, la legge sulla nuova politica industriale russa propone il “Contratto d’investimento speciale”, un accordo che mette in relazione l’investitore estero con il Ministero dell’Industria e con il governo di una determinata regione russa con la quale contrattare direttamente per ricevere particolari privilegi economico-fiscali a favore del proprio processo di localizzazione in quella Regione.

L’internazionalizzazione, nella sua accezione più vera di presenza sui mercati esteri, è un ingrediente imprescindibile per la sopravvivenza delle PMI, a condizione però che ci sia la consapevolezza che un processo di internazionalizzazione deve essere una soluzione strategica, strutturata e stabile nel tempo.

Le aziende interessate al mercato russo devono essere pronte ad investire nel paese per sviluppare programmi congiunti di ricerca e produzione con le imprese locali. È vero che il momento attuale è complesso, è bene però ricordare che da sempre le aziende italiane sono entrate nel mercato russo nei momenti più difficili, conquistando così quote rilevanti su questo mercato e la fiducia dei partner e dei consumatori locali.

 

 

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One thought on “Russia, dal “made in Italy” al “made with Italy””

  1. Epifanio Troina scrive:

    Imprenditore nel settore lattiero caseario, sono interessato alla collaborazione con azienda Russa per la installazione di un caseificio per la produzione di formaggi

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