Le imprese

Reti tessili per intrappolare l’aria inquinata delle città

9 ottobre 2017


Reti tessili per intrappolare l’aria inquinata delle città

Catturare l’acqua con le reti: “WaLi” è un nuovo innovativo progetto per combattere l’inquinamento e la crisi idrica. La città scelta per testare il prototipo è Milano.

Si chiama WaLi, che sta per “Water for Life”, ed è il nuovo progetto dell’Alta Scuola Politecnica (ASP) e dei Politecnici di Milano e di Torino. Arriva in soccorso come soluzione alla crisi idrica e lo fa con l’aiuto della tecnologia. Nasce dall’intuizione di cinque studenti dell’ASP che hanno capito che utilizzando reti tessili posizionate in un certo modo rispetto ai venti prevalenti, è possibile catturare gli ammassi di nebbia o intrappolare l’aria inquinata nelle aree urbane.

Wali-Progetto

Nel primo caso le gocce di rugiada, intrappolate attraverso paratie verticali fatte di maglie di tessuti tesati, vengono trasformate in acqua potabile utilizzabile per irrigare i campi. Ma il futuro dell’applicazione delle reti tessili evolute si ipotizza appunto anche nelle città, per pulire l’aria dall’inquinamento e contestualmente bagnare il verde urbano. Il primo sito-test scelto è proprio la città di Milano, che sarà la protagonista di questa prova.

Gli intrappola-nebbia sono già conosciuti anche in Perù e in Cile, e sono diverse le università che li studiano per sviluppare soluzioni a loro ispirate. Un gruppo multidisciplinare di studenti e docenti dell’Alta Scuola Politecnica ha proposto però l’esplorazione di questi dispositivi tessili ancora oggi rudimentali, per ricavarne componenti architettonici innovativi, rispondendo così sia alle necessità climatico-ambientali sia alle esigenze legate allo stile urbano delle città europee.

WaLi

Per ora WaLi è in fase di prototipazione sperimentale, si stanno approfondendo elementi funzionali alla scala territoriale, dei quali si vuole valutare l’impatto sui paesaggi agricoli della Pianura Padana e di altre aree pianeggianti dell’entroterra, ma anche su paesaggi coltivati a terrazzamenti degradanti verso il mare.

Attraverso workshop di progettazione multidisciplinari e con il coinvolgimento di esperti, i partecipanti hanno anche concorso per un finanziamento di ricerca europeo e stanno realizzando i primi prototipi con il supporto tecnico scientifico del laboratorio interdipartimentale di ricerca sui materiali tessili e polimerici Textiles Hub del Politecnico di Milano, coinvolgendo anche aziende manifatturiere del settore delle tensostrutture.

Terminata la sperimentazione, che partirà dalla città di Milano, WaLi potrà essere utilizzato in molti diversi settori ed è ipotizzabile quindi l’opportunità di un coinvolgimento delle imprese nelle fasi di realizzazione e distribuzione sul territorio.

 

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One thought on “Reti tessili per intrappolare l’aria inquinata delle città”

  1. Paolo Campolmi scrive:

    La ns. azienda produce macchine per il raffrescamento dell’aria in ambienti di grande volumetria. L’aria viene prelevata all’esterno, raffrescata ed immessa all’interno dei locali. Siamo interessati ad approfondire l’eventuale applicazione delle vs. reti tessili per ridurre l’inquinamento dell’aria trattata dalle ns. macchine.
    Paolo Campolmi
    Impresind s.r.l.
    paolo.campolmi@impresind.it

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