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Una guida per imprenditori “di qualità”

30 gennaio 2017


Una guida per imprenditori “di qualità”

Una guida pratica e leggera per le aziende nel percorso di adeguamento alla ISO 9001:2015, che non prescrive ma lascia libertà di interpretazione. 

Che deve essere gestita perché il processo sia efficace.

Uno strumento per eccellere globalmente, che può anche fornire un contributo organizzativo all’attuazione dell’approccio Industria 4.0. Questo può essere la certificazione di qualità nella declinazione della nuova ISO 9001:2015. Una norma che, in tre anni dal 15 settembre 2015, andrà progressivamente a sostituire la sua versione precedente risalente dal 2008 introducendo in azienda un nuovo modus operandi in tema di qualità. La norma non è prescrittiva ma lascia ampi margini di discrezionalità a chi la applica. Una libertà che non è necessariamente un bene, se non la si sa gestire: proprio per aiutare a trarre il massimo vantaggio dall’applicazione, Assolombarda ha realizzato un e-book, dal titolo “ISO 9001:2015 – Responsabilità e opportunità della scelta”. Una guida pratica per la Direzione, il Quality Manager e i responsabili di funzione e di processo nella transizione verso la qualità 2.0.

Il tema è molto rilevante per il nostro Paese: sono italiane il 13% del milione abbondante di aziende che in tutto il mondo hanno ricevuto a oggi una certificazione ISO 9001. “Quando si parla di qualità – ha detto Massimo Manelli, Vice Direttore Generale di Assolombarda nel corso dell’evento di presentazione del volume – si parla di qualità del prodotto e del servizio, che viene riconosciuta non solo dall’azienda ma da un giudice inappellabile che è il mercato. Raggiungere l’eccellenza vuol dire migliorare in continuazione quello che si fa. La qualità copre aree sempre più vaste, fino al ciclo aziendale nel suo complesso”. Non è un adempimento burocratico ma una scelta che permea l’identità stessa dell’impresa: e così deve essere vissuta per essere efficace.

“La nuova ISO 9001 – ha continuato Manelli – comporta il passaggio a una forma gestionale. Ed è una opportunità straordinaria di ammodernamento e di competitività aziendale, che richiede un accompagnamento da parte di Assolombarda. L’e-book, frutto del lavoro del Gruppo di Lavoro “Qualità e Competitività” durato un anno, è il compimento di questo obiettivo”.

Il Gruppo di Lavoro “Qualità e Competitività” è coordinato da Marzio Dal Cin, amministratore delegato della Dal Cin Gildo, azienda che opera nei prodotti ausiliari per l’industria enologica e delle bevande. Dal Cin nel 1997 ha completato il percorso certificativo per primo nel suo settore merceologico. La qualità non è un concetto astratto ma “qualcosa che si tocca con mano – ha precisato Dal Cin – ogni giorno. Ognuno di noi è fruitore di qualcosa di cui misura la qualità in ogni momento quotidiano, al supermercato, su un treno, parlando con i propri collaboratori. Un grosso problema per chi fornisce un prodotto o un servizio è che deve competere con se stesso per tenere alto lo standard di qualità e migliorarlo sempre”.

Assolombarda ha iniziato a diffondere la cultura della qualità 25 anni fa con il Consorzio Qualità, rivolto alle PMI con meno di 250 dipendenti.  Il Consorzio ha esaurito la sua attività un anno fa; la sua eredità è stata raccolta dal Gruppo di Lavoro “Qualità e Competitività” che ha allargato la sua attività anche alle grandi aziende. Del gruppo fanno parte dieci imprenditori: oltre a Dal Cin, Elio Avoni di Fimigas, Paolo Bontempi di Metallurgica Viscontea, Giulia Cabella di Clariant Plastics and Coatings Italy, Davide Cavanna di Cavanna Traslochi, Danila Fradeani di Telecom Italia, Alessandro Piva di Ferrum, Sebastiano Saralli di Willchip International, Giuseppe Tandoi di ABB, Rossella Zunino di Ernst & Young Financial-Business Advisors. A loro è dovuto il taglio pratico e concreto dell’e-book, che è stato redatto da Erika Leonardi, consulente e formatrice esperta di temi aziendali.

“La qualità è qualcosa di vivo che fa parte della nostra vita quotidiana e personale – precisa Leonardi -. Non è solo certificazione, e la certificazione non è solo un bollino blu, non è solo affare del responsabile della qualità, non è qualcosa che si fa e poi si lascia andare. Se si mette il rossetto all’elefante, l’animale rimane pachidermico”. Quanto al volume Leonardi lo ha strutturato seguendo uno schema poco “istituzionale” che ne facilita la comprensione e la leggibilità: il testo è ricco di divagazioni tra letteratura e vita quotidiana e di consigli pratici compreso un test di valutazione alla fine di ogni capitolo.

I capitoli sono sei, il primo dedicato alle conoscenze di base; il secondo ai temi nuovi introdotti dalla ISO 9001:2015; il terzo ai temi consolidati e già presenti nella versione precedente; il quarto capitolo si occupa degli argomenti non più imposti dall’aggiornamento normativo; ancora, il quinto tratta i temi trasversali a tutti i requisiti, ovvero parla di persone, comunicazione e tempo.

“L’e-book è arricchito da casi aziendali e dalla descrizione dei percorsi seguiti per avere la certificazione: questi costituiscono il sesto capitolo”, ha raccontato Leonardi.  Questi casi, che riguardano Asco Filtri, Randstad, Terry Store-Age, Willchip International, Ecologica Naviglio, forniscono esempi della pluralità di interpretazioni della norma. “Che ha come punto forte proprio questo momento interpretativo: non c’è un vestito pre-confezionato ma le aziende sono lasciate libere di tagliarsi addosso ognuna il proprio modello, basato sui propri elementi chiave e sulle azioni conseguenti”. Leonardi ha infine ricordato che “qualità è lavorare in gruppo”; al riguardo uno degli obiettivi da centrare è la realizzazione di una adeguata comunicazione tra le persone che lavorano, su cui bisogna investire e a cui bisogna assicurare un buon vissuto aziendale per ottenere i migliori risultati. Perché le persone sono centrali nell’intero processo.

 

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