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Project Automation: i diversi volti dell’alternanza scuola-lavoro

27 giugno 2018


Project Automation: i diversi volti dell’alternanza scuola-lavoro

Scuole e aziende possono collaborare in modo proficuo anche quando l’alternanza scuola-lavoro va oltre le attività legate al core business dell’impresa. 

Lo dimostra Project Automation, realtà di Monza che riveste un ruolo di primo piano nell’ingegneria dei sistemi di telemisura, supervisione e controllo applicati in diversi mercati tra cui ambiente, mobilità, automazione civile, trasporti e impianti di pubblica utilità.

Project Automation - ArticoloNell’ultimo anno l’azienda è stata coinvolta e ha aderito con entusiasmo a tre progetti di alternanza scuola-lavoro, ciascuno diverso per indirizzo e tematica ma con una caratteristica comune: dimostrare che fare alternanza significa avvicinare gli studenti al lavoro offrendo loro un’anteprima reale del mondo con cui nel medio termine entreranno in contatto.

Eccone una panoramica: si tratta di progetti di alternanza particolari, tra cui quello realizzato con il Liceo Artistico Nanni Valentini di Monza, che ben rappresenta l’esempio di come la collaborazione scuola-impresa possa ottenere buoni risultati anche quando le attività si discostano da quelle prettamente aziendali.

Il tutto è nato dalla necessità dell’azienda di rendere più accogliente la principale sala riunioni: sono stati così installati tre pannelli di 7 metri per 2 che sono stati dipinti dagli studenti dell’indirizzo di arti figurative. I temi rappresentati sono naturalmente le principali attività aziendali e sono stati scelti attraverso un concorso di idee tra i ragazzi.

Sala-con-installazioni-2Gli studenti dell’Iss Mosè Bianchi di Monza dell’indirizzo “Amministrazione, finanza e marketing” hanno lavorato invece a un progetto che ha portato alla creazione di una startup: hanno così potuto conoscere ogni aspetto relativo alla sua costituzione, dalle analisi del mercato fino alla redazione del business plan attraverso l’interazione con professionisti quali avvocati, commercialisti e specialisti finanziari. I ragazzi hanno così dato vita “Break in bed srl”, attività dedicata al food delivery di colazioni con un’attenzione particolare ai prodotti biologici e a quelli a km 0, utilizzando esclusivamente mezzi green per la consegna. Gli studenti si sono così cimentati con le difficoltà legate alla realizzazione di un progetto economico votato all’innovazione.

Il terzo progetto, ancora in corso, vede invece impegnati alcuni studenti dell’Itis Pino Hensemberger di Monza, ad indirizzo informatico. I ragazzi si stanno occupando dello sviluppo del software di tre applicazioni, di cui due già in uso in azienda. Gli studenti lavorano così all’implementazione delle esistenti ‘Mobile PA’, app dedicata alla gestione delle trasferte e delle attività svolte fuori sede attraverso timbratura da remoto e ‘MCube’, app che interroga i sistemi di manutenzione e ne acquisisce l’anagrafica. Il terzo progetto, creato invece ex novo, ha richiesto anche uno sforzo creativo: è nata così P@Winery, un’app che accompagna gli appassionati di vino in un viaggio virtuale nel mondo dell’enologia e permette di realizzare la propria cantina virtuale.

Data l’eterogeneità e l’interesse dei progetti, abbiamo chiesto a Cristina Maierna, Responsabile Risorse Umane di Project Automation, quali sono i principali risultati emersi da esperienze di alternanza scuola-lavoro così diversificate.

L’impresa può avere un ruolo importante nel percorso educativo ed essere un partner strategico per la scuola. Qual è la sua esperienza a riguardo?

Filippone-MaiernaPenso sia fondamentale avvicinare il mondo della scuola a quello dell’azienda perché le imprese possono dare un grande contributo per garantire ai ragazzi le competenze richieste dal mondo del lavoro. Quando parlo di competenze faccio riferimento non solo a quelle più prettamente tecniche, ma anche a quelle trasversali. Attraverso queste iniziative, gli studenti possono cogliere i diversi aspetti che caratterizzano la vita aziendale e conoscere le varie professionalità. Penso, comunque, che l’apporto non sia unidirezionale: le scuole e i ragazzi possono dare tanto alle aziende. In termini di idee, velocità di apprendimento, pensiero aperto. Nella nostra esperienza avere studenti in azienda, sotto forma di visite aziendali di ragazzi anche delle scuole medie, di incontri tematici come è avvenuto con il Mosè Bianchi, di gruppi di lavoro come per Hensemberger e Liceo Valentini significa un mettersi in gioco perché dobbiamo mostrare ai giovani il meglio di noi. Abbiamo una responsabilità nei loro confronti.

Le vostre attività di alternanza si discostano dal core business aziendale. Perché questa scelta?

La nostra idea di alternanza è nata dalla volontà di coinvolgere il maggior numero di ragazzi contemporaneamente. Ci siamo concentrati prioritariamente su ciò che può essere più utile ai ragazzi. Il fatto quindi che i progetti siano legati ai nostri sistemi e ai mercati in cui operiamo è passato quasi in secondo piano. Ci interessava trasmettere il come si lavora prima di che cosa si realizza. Se facciamo però riferimento alla nostra attività aziendale intesa come organizzazione del lavoro per progetti, pianificazione di attività, sviluppo software, allora sicuramente abbiamo messo in campo le competenze e le conoscenze che sono nel nostro DNA. Ne è un esempio perfetto il progetto di impresa formativa simulata dell’Istituto Mosè Bianchi che ha avuto come risultato la simulazione della costituzione di una startup per la distribuzione di colazioni con relativo business plan, che ha richiesto il contributo di professionisti e colleghi interni.

Tra i progetti uno ha un taglio artistico. È la dimostrazione che l’alternanza può avere più volti ed essere traversale a diverse competenze?

PresentazioneÈ fondamentale avere chiaro l’obiettivo, sia che si tratti di far conoscere agli studenti come si gestisce un progetto piuttosto che come si costituisce un’azienda. Abbiamo trovato docenti disponibili che hanno a cuore la crescita dei loro studenti, senza dimenticare il contributo di Assolombarda che ci ha sempre supportato nelle nostre varie idee. L’azienda ha quindi messo a disposizione il suo saper fare, la sua capacità gestionale, le sue conoscenze specialistiche che si sono sposate con altre conoscenze che, come nel caso del liceo artistico, sono differenti dalle nostre. È un’esperienza che ha arricchito entrambe le parti e di certo ogni volta che entreremo nella sala riunioni e vedremo il loro racconto artistico appeso alle pareti, li ricorderemo con affetto e orgoglio.

L’esperienza di Project Automation insegna quindi come i progetti di alternanza scuola-lavoro possano favorire uno scambio positivo con un approccio più trasversale che vada oltre l’apprendimento delle tecniche legate al business aziendale. In altre parole, Project Automation si è concentrata sull’insegnare un metodo di lavoro cercando di trasmettere le competenze base per la costruzione di un progetto, indipendentemente dal tema. È un’esperienza win-win: anche il personale interno ha beneficiato di un punto di vista diverso sull’operato aziendale ed è stato stimolato dalla presenza dei giovani grazie alle loro creatività e al loro sguardo nuovo sul mondo del lavoro.

 

 

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One thought on “Project Automation: i diversi volti dell’alternanza scuola-lavoro”

  1. Stefano Chiappa scrive:

    Buongiorno,

    è interessante leggere di queste esperienze di studenti all’interno delle aziende, una vera e piacevole novità degli ultimi anni.
    Anche noi quest’anno abbiamo ospitato dei ragazzi di terza superiore all’interno della nostra azienda che si occupa di telecomunicazioni hi-tech. Nonstante il gap di formazione sia ovviamente alto a causa del tipo di azienda e la giovane età dei ragazzi, siamo stati impressionati dalla loro preparazione e la freschezza delle idee proposte.

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