Le persone

Professione: codista!

18 luglio 2016


Professione: codista!

Alzi la mano chi pensa che fare la coda sia una noiosa perdita di tempo. Forse tutti, tranne uno, che ha visto la possibilità di trasformare il “fare la fila” in una vera professione. Giovanni Cafaro, il primo “codista”, ci racconta come è nata l’idea che gli ha cambiato la vita.

Era una mattina di gennaio del 2014, mi trovavo in coda in posta per pagare dei bollettini e mentre aspettavo il mio turno guardavo le persone intorno a me: molte erano di fretta, probabilmente sarebbero arrivate tardi a lavoro, e tutte le altre sembravano scocciate di perdere tempo. In quel preciso istante, un’idea si fece strada nella mia mente: perché non fare la coda per gli altri?

DSC_0368Giovanni, sei il primo codista al mondo. Come hai dato vita alla tua idea?

In maniera semplice: ho creato alcuni volantini per far conoscere il servizio e li ho distribuiti personalmente per qualche giorno nelle vie del centro di Milano. Riportavano la frase “la tua coda allo sportello da oggi la prendo io”; dopo poche ore ho ricevuto moltissime richieste di persone interessate a capire come funzionasse. La curiosità è stata tale che non solo mi hanno contattato privati per darmi i primi incarichi ma, con immensa sorpresa, anche radio, tv e giornali.

Come funziona il servizio?

Dopo un primo contatto, telefonico o via mail, si chiarisce qual è la pratica da espletare.

Spesso incontro prima il cliente per conoscerlo e capire più da vicino le sue esigenze; la fiducia è infatti fondamentale in un contesto in cui le persone affidano le proprie pratiche personali a un professionista. Parlo di professionalità perché questa attività va affrontata con serietà, organizzazione e preparazione; ricevo molte commesse da parte di aziende che chiedono supporto per pratiche complesse per le quali è necessario un lavoro di informazione per svilupparle in maniera corretta.

Cosa fai per le aziende?

La mia attività di svolge sul territorio di Milano e sono a disposizione sia per operazioni complesse, quali iter burocratici per l’ottenimento di certificazioni, concessioni e permessi sia per le attività legate alla conciliazione vita-lavoro. C’è una connessione molto forte con il welfare aziendale: svolgo diverse commissioni che aiutano i dipendenti nella gestione degli impegni quotidiani in modo non si debbano assentare e lavorino con più tranquillità e meno stress. A tutto beneficio del clima aziendale.

Non sei più l’unico codista immaginiamo…

Non più, ho intuito che, per trasformarla in una vera professione riconosciuta, dovevo investire sulla preparazione. La formazione è infatti fondamentale in qualsiasi ambito, anche per chi, come me, laureato in scienze della comunicazione, segue poi un percorso diverso. Ho così attivato corsi di formazione in cui spiego come si affrontano le code e preparo i futuri colleghi a svolgere con precisione tutte le pratiche previste dalla pubblica amministrazione.

Non si può improvvisare, bisogna conoscere le procedure, informarsi preventivamente ed essere pronti anche a gestire problematiche che possono sorgere.

logo-webAd oggi ho formato 300 codisti con i quali ho creato un rapporto di dialogo in cui condividiamo qualsiasi informazione e consiglio, creando sinergie.

Inoltre, sempre nell’ottica di formalizzare una professione che abbia regole, diritti e doveri, ho costituito il “Contratto Nazionale Codisti” che prevede livelli e mansioni diverse: il codista con mansioni basilari, il codista impiegato e quello professionista.

Voglio diventare codista: quali competenze devo avere?

Sicuramente delle doti caratteriali innate, tra cui calma e tranquillità interiore per poter affrontare questo lavoro con l’approccio giusto. È adatto a persone estroverse e predisposte ai rapporti umani.

Non ci sono limiti d’età, soltanto la voglia di imparare un lavoro che sembra molto metodico e di routine, ma posso assicurare che invece è sempre molto diverso, dinamico e si impara molto.

Il tuo “superpotere” è guardare sempre avanti?

Viviamo in un mondo che viaggia veloce ed è pieno di possibilità che non sfruttiamo. Quando ho iniziato questa avventura che è diventata la mia professione, ero rimasto disoccupato da poco. Non mi sono arreso e ho perseguito la mia idea per quanto bizzarra e utopica. In molti hanno tentato di fermarmi, cercando di riportarmi alla realtà, sulla strada della mia precedente carriera. Ma, a parer mio, nella vita si deve andare sempre avanti.

La tua coda preferita?

Ne ho fatte molte anche in contesti particolari ma quella che mi è rimasta nel cuore è probabilmente la prima perché ha consolidato un rapporto tra me e il mio primo cliente e, fondamentalmente, è partito tutto da lì.

Sarò di parte ma stare in fila è piacevole, è un momento per se stessi, in cui si può leggere o conoscere persone; è anche un modo per socializzare.

La cosa bizzarra è che ora, dopo essere stato in varie trasmissioni televisive, spesso le persone mi riconosco e mi invitano a saltare la fila. Della serie, “Sai qual è il colmo per un codista”?

 

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2 thoughts on “Professione: codista!”

  1. Laura scrive:

    Trovo l’idea geniale e vorrei saperne di più!
    Non ultimo come diventare parte attiva di questo progetto.

    1. assolombarda scrive:

      Gentile Laura,

      il suo commento è stato segnalato a Giovanni Cafaro in modo possiate entrare in contatto.

      Cordialmente,

      La redazione

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