Le imprese

Posso costruire una nuova fabbrica? Sì. No. Forse.

26 novembre 2014


Posso costruire...

Approvata dalla Regione Lombardia la legge che fissa limitazioni per l’edificazione sulle aree agricole. Cosa cambia per le imprese?

Dopo mesi di bocciature, liti all’interno della stessa maggioranza, manifestazioni di protesta da parte delle associazioni ambientaliste, pareri contrastanti di urbanisti e costruttori, il 19 novembre 2014 il Consiglio Regionale della Lombardia ha approvato la legge per la riduzione del consumo di suolo agricolo. Ma non è ancora chiaro se e quanto questo limiterà la possibilità delle imprese di espandere i propri impianti produttivi.

Un’impresa può o non può costruire sul suolo agricolo?

Il rischio per le imprese di fare confusione è alto: già prima dell’estate, Assolombarda e le altre associazioni territoriali della Regione, insieme a Confindustria Lombardia, hanno manifestato i propri dubbi su questa legge che fissa dei limiti per l’utilizzo industriale di aree agricole.

Detto che la legge punta a ridurre al minimo il consumo di online casino suolo agricolo per interventi edilizi, incentivando, al contrario, il recupero di aree già urbanizzate, la vera criticità per le imprese rimane l’assenza di regole certe per poter stabilire se e in che modo questi territori possono essere riutilizzati e riqualificati. Anche la versione approvata, infatti, dichiara che le misure per incentivare la valorizzazione del patrimonio edilizio esistente saranno definite entro 12 mesi dall’approvazione della legge stessa. Troppa incertezza per le imprese che vogliono costruire nuovi impianti produttivi.

Meglio muoversi subito

Capire come regolamentare gli interventi nel periodo compreso tra l’approvazione della legge e la definizione di una soglia massima per il consumo di suolo è stato oggetto di forte dibattito.

Assolombarda si è battuta con energia per fare in modo che fino all’adeguamento dei piani le imprese che vogliono espandere stabilimenti già esistenti possano farlo. E alla fine l’ha spuntata: la concessione è presente nella versione definitiva della legge.

Se invece un’impresa volesse utilizzare aree libere (ma comunque già destinate dai piani di governo del territorio ad insediamento produttivo) può presentare la proposta entro 30 mesi. Tuttavia, da quanto si è appreso dalla stampa, questi interventi potrebbero costare alle aziende fino al 30% in più.

Una buona legge per le imprese?

Difficile dirlo. L’obiettivo della nuova legge è sicuramente chiaro: ridurre al minimo l’utilizzo delle aree agricole e incentivare il recupero di zone già urbanizzate, degradate e da riqualificare.

Meno chiari i criteri che le imprese dovranno seguire e i costi che dovranno sostenere se vogliono ampliare gli spazi industriali. Spetterà alla Regione fissare le norme che poi i Comuni dovranno far applicare. In attesa del testo definitivo, quindi, le aspettative delle aziende sono tutte nelle mani della Regione. La partita per il suolo lombardo si giocherà soprattutto qui.

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