Le imprese

Poche donne ai vertici aziendali, come invertire la rotta?

11 novembre 2016


Poche donne ai vertici aziendali, come invertire la rotta?

Il livello di occupazione femminile nel nostro Paese è uno dei più bassi in Europa e le donne ai vertici aziendali sono pochissime. Quali sono le soluzioni per valorizzare a dovere il talento femminile?

Non è solo un discorso di parità di genere: più donne al lavoro, anche nelle posizioni apicali, sarebbe sinonimo di Pil più alto. Secondo una recente stima del Fondo monetario internazionale se l’occupazione femminile raggiungesse quella maschile il Pil italiano aumenterebbe del 15 per cento. In Italia, come ha rilevato l’Inps per il 2015, le donne dirigente sono solo il 15 per cento del totale. In alcuni settori sarebbe facile attribuire questi dati alla scarsità femminile in entrata, ma in settori come quello bancario, dove le donne entrano in misura pari agli uomini, le dirigenti sono solo il 13 per cento. Il quadro peggiora se si prendono in considerazione le posizioni executive: sul campione delle prime 36 aziende quotate italiane monitorate dalla Commissione Europea la percentuale di donne appartenenti all’executive committee nel 2016 è il 9 per cento, con un incremento di circa l’1 per cento l’anno dal 2012.

In Italia la situazione di partenza non è delle migliori: l’occupazione femminile è una delle più basse d’Europa (il 48,2 per cento secondo l’ultima rilevazione Istat) e le donne sono maggiormente impiegate in settori poco adatti per una carriera di tipo manageriale. Perché? Le ragazze si laureano in percentuale maggiore rispetto ai ragazzi (63 per cento contro il 40 per cento) e in tempi più rapidi, ma lo fanno soprattutto in materie umanistiche e la partecipazione ai master in business administration e management è ancora molto scarsa.

Cosa può fare quindi il leader di un’azienda per favorire il bilanciamento? Il 30% Club Italia si occupa proprio di questo: è il capitolo italiano della campagna globale, senza fini di lucro, condotta da persone in posizioni apicali che si mobilitano, utilizzando il proprio potere di influenzamento personale, per promuovere una più alta partecipazione femminile (almeno il 30%, da cui il nome) nella leadership di organizzazioni private e pubbliche.

Quali sono quindi le buone pratiche? Prima di tutto il leader dovrebbe dare il buon esempio: essere consapevole dei pregiudizi inconsci e combatterli, promuovere la meritocrazia, combattere comportamenti discriminatori, conoscere e discutere i dati chiave della leadership femminile all’interno della propria azienda, comprendere i condizionamenti che le donne hanno ricevuto e assegnare all’azienda obiettivi di bilanciamento di genere. In un convegno organizzato da 30% Club Italia nella sede di Assolombarda a Milano per giovedì 24 novembre si parlerà proprio di questo: “Competere e crescere con tutti i talenti: cosa può fare un leader per dare spazio al talento femminile”.

 

 

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2 thoughts on “Poche donne ai vertici aziendali, come invertire la rotta?”

  1. Purtroppo non riuscirò a partecipare.
    Sarà poi possibile ricevere gli atti del convegno ?
    In attesa di un genntile riscontro , vi grazio e porgo saluti
    Monica Mazzucchelli

  2. Gentilissimi, non potrò purtroppo partecipare.
    E’ possibile ricevere gli atti del convegno?In attesa di un vostro gentile riscontro, porgo cordiali saluti.

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