Parchi naturali, le cartoline più suggestive d’Europa

3 agosto 2017


Parchi naturali, le cartoline più suggestive d’Europa

Viaggio in alcune delle riserve nazionali più caratteristiche del vecchio continente, dal Durmitor in Montenegro alle nostrane Dolomiti. Un invito a riscoprire l’Europa sotto il profilo della natura e a stimolare escursioni e gite.

L’Europa è conosciuta come lo scrigno della cultura occidentale. Il turismo delle città d’arte e delle grandi capitali, l’elenco infinito dei musei e delle gallerie, l’immagine legata a nomi e luoghi iconici, come il Colosseo di Roma, il Louvre di Parigi, la cattedrale della Sagrada Familia di Gaudì o la porta di Brandeburgo a Berlino disegnano il profilo di un’Europa come meta di turismo urbano. Lonely Planet però ha messo in fila alcuni dei più suggestivi parchi nazionali del vecchio continente. Per suggerire l’idea che in Europa ci sia anche una natura da scoprire, sia nella versione più aspra e selvaggia delle terre del nord, sia più addomesticata ai bisogni dell’uomo nelle regioni centrali e meridionali.

Tra i parchi più suggestivi c’è il montenegrino Durmitor. Il Montenegro, come dice il nome stesso, benché derivi da un solo massiccio del Paese, si caratterizza per l’ampia regione montuosa interna. Il paesaggio è scandito dalle punte dei pini, che segnano i versanti montuosi con le loro altezze di tutto rispetto, fino a 50 metri per le piante più imponenti. Il territorio è inoltre segnato da 18 laghi, di origine glaciale, che possono raggiungere sfumature di blu particolarissime, dal turchese al navy più intenso. Il Durmitor è una meta adatta a chi ama fare scalate e trekking, specie nei mesi estivi, dato che conta 48 vette superiori ai 2000 metri di altitudine. Il picco più elevato è quello di Bobotov Kuk, che raggiunge i 2.523 metri di altezza.

Il parco nazionale Peneda-Gerês in Portogallo racconta ancora oggi una storia che risale a 300 milioni di anni fa. Riguarda la collisione della penisola iberica con l’Europa, che all’epoca generò il sollevamento della crosta portoghese e la creazione di una catena di montagne che disegna una sorta di anfiteatro intorno alla pianura. Serra da Peneda, Serra do Soajo, Serra Amarela e Serra do Gerês sono i nomi delle montagne che disegnano un arco intorno al Portogallo. Il paesaggio è stato modellato dalle glaciazioni del Pleistocene. Curve come quelle delle morene, dei depositi di ghiaccio e delle valli dalle forme a U dimostrano l’abilità e la forza del ghiaccio nello scolpire la roccia delle montagne lusitane.

Il ghiaccio è il protagonista indiscusso anche del parco nazionale Vatnajökull, il più grande dell’Islanda e la più vasta area protetta dell’Europa con i suoi 13.600 metri quadri di estensione. Tanto che i visitatori spesso ne affrontano solo le fasce più esterne, ad esempio da Ásbyrgi nel nord  o della strada numero uno dal basso. Il parco regala gli scorci più autentici dell’aspra natura islandese: geyser e vapori dal ventre della terra avvolgono rocce scure, colorate da mantelli di muschi e licheni; sculture di basalto irrompono nel paesaggio che si addentra per canyon rocciosi fino al limitare di silenziosi ghiacciai perenni. In Norvegia Lonely Planet consiglia di visitare il parco di Jostedalsbreen, dove si trova uno dei ghiacciai più suggestivi di tutto il continente europeo.

Al contrario, il parco nazionale Hortobágy, in Ungheria, è la celebrazione della pianura. Una distesa di erba a perdita d’occhio, una sorta di steppa che fa parte della grande pianura ungherese. Il parco nazionale preserva uno spazio che nei secoli ha costruito la propria fama e la propria fortuna sull’agricoltura e sui pascoli, perciò una visita alla riserva di Hortobágy è un salto nel tempo nella cultura agricola magiara. La zona è stata per decenni la casa degli csikósok, abili cavalieri che per decenni hanno cavalcato in lungo e in largo le praterie ungheresi. I pascoli, le stalle di ovini e bovini e le case di questi cavalieri sono tutt’oggi parte del fascino del parco. E l’eredità dei signori del cavallo della prateria è ora passata di mano ad abili maneggi, che preservano la tradizione dell’equitazione della zona.

È nel Guiness dei primati il parco nazionale greco Vikos-Aoös, per via del suo canyon di 20 chilometri, il Vikos Gorge, che si addentra per un chilometro di profondità nelle viscere della terra. Il parco si trova nella provincia nordorientale dell’Epiro, tra le montagne di Pindos al confine con l’Albania.

E in Italia? Secondo la Lonely Planet un turista non può esimersi da un’escursione al parco delle Dolomiti Bellunesi. Il segreto sta nella roccia, che a seconda delle sue caratteristiche interne ha resistito all’erosione degli agenti atmosferici, lasciando intatte gli alti picchi che disegnano il profilo di questa catena montuosa, o si è lasciata scavare in vallate rinverdite dai boschi. Le torri di pietra delle Dolomiti hanno un fascino caratteristico, che non ha mancato di suggestionare registi e artisti per ambientarvi le proprie opere.

 

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