Le imprese
Digital Transformation

PA e Digital Trasformation: strumenti attuali e sviluppi

6 aprile 2016


PA e Digital Trasformation: strumenti attuali e sviluppi

Il rapporto tra Pubblica Amministrazione, cittadini e imprese è una delle chiavi della competitività di un sistema-paese.

Nelle nazioni in cui la prima si mette al servizio dei secondi, al fine di semplificare gli iter amministrativi e di tutelare allo stesso tempo gli interessi collettivi, c’è una maggiore crescita economica e prosperità condivisa.

La PA italiana non gode di un’ottima reputazione in questo senso: siamo ancora zavorrati da astrusi bizantinismi tali per cui le varie parti della macchina pubblica non comunicano tra di loro, la trasparenza è scarsa e i meccanismi opachi.

Il digitale può essere un ottimo abilitatore di cambiamento per invertire la rotta e la spinta innovatrice all’interno della PA italiana ad oggi ha condotto alla nascita di 3 strumenti interessanti per facilitare la vita delle imprese e dei cittadini.

Gli strumenti attuali

Fatturazione elettronica. Grazie alla fatturazione elettronica ad oggi le imprese che si rapportano con la pubblica amministrazione hanno a disposizione un sistema di comunicazione e controllo mediato dalla firma digitale che assicura l’autenticità e la correttezza degli atti, nonché la conservazione degli stessi in formato squisitamente digitale.

pago PA. Si tratta di un aggregato di regole e modalità per le transazioni che avvengono tra i cittadini, le imprese e la PA, indipendenti dal prestatore di pagamento, dallo strumento e dal canale. A Gennaio 2016 più di 13mila amministrazioni pubbliche avevano aderito a PagoPA.

SPID. Il Servizio Pubblico di Identità Digitale rappresenta un accesso universale per i cittadini a tutti i servizi della PA. Lanciato ufficialmente solo qualche settimana fa, permette di entrare all’interno dei servizi online degli enti pubblici con un unico username e password – e con l’ausilio di altri strumenti di sicurezza se necessari – e gestito da un identity provider privato (i tre gestori attualmente abilitati sono TIM, Poste e InfoCert).

La prospettiva futura

Tuttavia, come molti degli imprenditori che leggeranno queste righe stanno pensando, si tratta di passi utili ma non sufficienti a colmare la percezione di una PA lenta, inefficace e inefficiente. Per questo, a margine di quelle riforme di natura sistemica che non fanno parte dell’area coperta da questo articolo (ad esempio quella del fisco), presento alcune altre priorità che trovo fondamentali per il futuro della pubblica amministrazione italiana in ottica di Trasformazione Digitale.

Banda larga per tutti

L’investimento base è di natura hardware, ed è quello relativo alla banda larga e ultra-larga. Dopo anni di tentennamenti il Governo ha deciso di spingersi in maniera decisa verso il raggiungimento degli obiettivi minimi europei di copertura, prendendo in carico pubblicamente le aree di fascia C e D (ossia a fallimento di mercato): in queste stesse aree di periferia la connessione ad alta velocità può essere lo strumento chiave per la rivitalizzazione economica delle imprese e del territorio, a fronte delle aree A e B già d’interesse per gli operatori TLC privati.

Tuttavia è opportuno chiarire che i semplici 30MB in FFTC (fiber to the cabinet) non saranno sufficienti per garantire la competitività futura delle nostre aziende: i 100MB devo essere lo standard minimo di partenza per poter competere in un mondo in cui già si sperimentano le connessioni ad 1 Gbps: il gap infrastrutturale informatico non deve per nessuna ragione pesare sulle imprese quanto quello energetico.

Procedure amministrative digitali: giustizia, trasparenza e semplificazione

Con il progressivo ritorno ad una rete infrastrutturale competitiva, la PA dovrebbe garantire la possibilità di avere accesso ad un iter semplificato per le imprese che richiedano permessi o autorizzazioni, sfruttando il digitale come canale privilegiato per questo tipo di funzioni ed eliminando rimpalli e interminabili code agli sportelli.

L’esempio più diretto riguarda le autorizzazioni ambientali ed/o edilizie, oppure quelle relative al lancio di una nuova startup. Anche altri adempimenti amministrativi potrebbero essere convertiti digitalmente (penso, ad esempio, alle marche da bollo).

L’azione di semplificazione e innovazione dovrebbe passare anche attraverso la giustizia, proseguendo l’opera di digitalizzazione lanciata dall’attuale processo civile telematico ed estendendolo anche all’amministrativo e al penale.

Infine, riguardo invece la trasparenza, urge l’approvazione del Foia (Freedom of Information Act): si tratta dell’accesso ad atti di qualsiasi tipo, seppure con le – ahimè grandi – limitazioni previste dal testo attualmente in discussione alle Camere.

Un esempio concreto. L’accesso ai documenti delle gare di appalto per un’impresa che voglia diventare fornitore della PA in un determinato settore: a questo fine potrebbe essere più che utile visionare i documenti delle gare precedenti.

Ed è tutto! La prossima settimana discuteremo di Personal Development Digitale.

 

Andrea Latino

25 anni, attualmente è Innovation Manager in Altea Digital, gruppo Altea Federation. Precedentemente ha lavorato per 5 anni in maniera indipendente come digital strategist e consulente politico. Tra i suoi clienti hanno figurato imprese multinazionali, agenzie governative, media company nazionali, personalità politiche apicali e brillanti startup. Scelto per far parte della rete dei giovani ad alto potenziale del World Economic Forum, i Global Shaper, è stato selezionato tra i primi 100 Digital Champion locali dal Campione Italiano. Repubblica, nel maggio 2015, lo ha inserito nella lista dei 20 giovani under 30 in grado di cambiare l’Italia.

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