Le imprese

Open Innovation, la mappa di un fenomeno in crescita

26 ottobre 2017


Open Innovation, la mappa di un fenomeno in crescita

Nel 2017 è aumentato del 45% il numero di piccole imprese che hanno investito su una startup rispetto all’anno precedente e gli investimenti complessivi in innovazione sono cresciuti del 31%.

Sono i segnali positivi che arrivano dall’Open Innovation. Che cos’è? La modalità con la quale le imprese più moderne rispondono oggi alle loro esigenze di ricerca e sviluppo non più solo attraverso reparti interni, ma attraverso l’incontro con attori economici esistenti, in primis con le startup innovative e il relativo ecosistema di incubatori e acceleratori.

La seconda edizione dell’Osservatorio sull’Open Innovation e il Corporate Venture Capital italiano ha scattato la fotografia più esaustiva sul fenomeno. L’Osservatorio viene promosso da Assolombarda, Italia Startup e Smau, in partnership con Cerved Group e BTO Research. Sono 2.154 le startup innovative partecipate da almeno una corporate e 6.727 gli investitori in Corporate Venture Capital. Il rapporto conferma che il Corporate Venture Capital non è solo un affare per le grandi imprese. Il numero di piccole imprese che hanno deciso di investire in una startup è cresciuto del 45 % in un anno.

“Le aziende che investono in Corporate Venture Capital hanno conseguito risultati migliori delle altre imprese sia rispetto alla capacità di accrescere il proprio valore aggiunto sia in termini di redditività netta – afferma Stefano Venturi, Vicepresidente di Assolombarda con delega all’Attrazione degli Investimenti e Competitività Territoriale e Amministratore Delegato Hewlett Packard Enterprise Italia – Particolarmente positivi i risultati delle PMI che, tra il 2015 e il 2016, hanno aumentato il valore aggiunto a tassi tripli rispetto alle concorrenti che non hanno investito (+13,2% contro il 4,1%). Da qui l’impegno di Assolombarda nel promuovere momenti di incontro tra le oltre 330 startup oggi associate e le sue quasi 6.000 aziende con l’obiettivo di rafforzare il dialogo tra gli imprenditori, condividere casi di successo e best practices e creare occasioni di business e di collaborazione tra le imprese, mettendo a fattor comune innovazione ed esperienza”.

Le startup partecipate dalle realtà corporate, tra l’altro, crescono più delle startup partecipate da fondi di investimento e nel 77% dei casi hanno visto un aumento dei ricavi fra il 2015 e il 2016. I tassi di mortalità, calcolati come rapporto tra imprese in default o che non realizzano ricavi e numero di imprese che in passato hanno avuto un fatturato positivo, sono molto più bassi tra le startup partecipate da Corporate Venture Capital. Questo può dipendere da due fattori: da una minore propensione al rischio rispetto agli investitori specializzati in innovazione e da una maggiore vicinanza al mercato. Le startup partecipate da Corporate Venture Capital risultano comunque in media più grandi di quelle partecipate solo da persone fisiche, sia in termini di ricavi (16 mila euro nei valori mediani, contro 11,8 mila), sia in termini di addetti (2 contro 1). Sono però più piccole di quelle che hanno nel capitale investitori specializzati in innovazione, per cui i ricavi salgono a 40 mila euro e il numero medio di addetti a 5,5.

Nel complesso, comunque, è stato rilevato un incremento del 31% negli investimenti al di là delle dimensioni aziendali. Sono in crescita anche i cosiddetti investitori seriali. Il 19% delle corporate che investono direttamente in startup innovative sono nel capitale di almeno un’altra startup, con un incremento del 36% rispetto all’anno precedente. Dal rapporto emerge poi che ben il 56% delle aziende che investono in una startup sceglie una realtà al di fuori del territorio della propria Regione, mentre la quasi totalità – il 95% – punta su startup di settori diversi rispetto al proprio settore di riferimento. Questi dati dimostrano ancora una volta come l’Open Innovation stia modificando la geografia dell’innovazione con il superamento della logica del distretto industriale e di come si varchino i confini tra i settori. Da rilevare anche un’altra dinamica. La maggior parte dei soci corporate (il 66%) di startup ha sede nel Nord Italia. Anche la quota di startup iscritte è più alta nel Nord (55%), ma è significativamente più bassa di quella dei soci corporate, a indicare che un flusso consistente di investimenti di Corporate Venture Capital del Nord va a beneficio di startup innovative nel Centro-Sud.

 

 

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