Le imprese

Ogni anno mille brevetti europei vengono dalla Lombardia

20 giugno 2018


Ogni anno mille brevetti europei vengono dalla Lombardia

Sono il 30% del totale italiano. Prime Milano, Brescia, Bergamo, Monza Brianza e Varese. I settori principali sono meccanica e trasporti ma anche chimica e ambiente.

La Lombardia è leader dell’innovazione italiana che arriva in Europa. Ogni anno contribuisce con oltre mille domande di brevetto pubblicate da EPO (European Patent Office). Da sola fa il 30% del totale nazionale di brevetti. Meccanica e trasporti, chimica e ambiente i settori in cui i lombardi brevettano di più e che pesano sul totale italiano rispettivamente il 40% e il 20%.

La sola Milano deposita in Europa circa 500 brevetti in un anno. A seguire Brescia con 122, Bergamo con 81, Monza Brianza e Varese con 61. E se Milano è specializzata nel settore della chimica e dell’ambiente con 520 brevetti in 4 anni, Como lo è nelle altre tecnologie mentre le restanti lombarde preferiscono la meccanica e i trasporti. Sono i numeri che emergono da un’elaborazione Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi sugli ultimi dati disponibili al 2015 (Osservatorio Unioncamere Brevetti Marchi e Design su dati EPO e Ufficio Italiano Brevetti e Marchi).

Un dato su tutti: negli ultimi dieci anni dalla Lombardia sono arrivati 191mila brevetti nazionali, il 28% italiano. Milano e Monza e Brianza hanno contribuito con oltre 157mila, di cui 127mila marchi concentrano l’82,4% del totale lombardo. Arrivano quasi a 158mila se si sommano i 667 di Lodi (di cui 615 marchi). Seguono Brescia con 10mila (5,3%), Bergamo con 6mila (3,2%) e Varese con 5mila (2,7%). Dopo la Lombardia seguono l’Emilia Romagna per invenzioni (15.417), il Lazio per marchi (80.770) e il Veneto per modelli di utilità e disegni (4.521).

I diritti di proprietà intellettuale (IPR) stanno assumendo sempre più importanza in un contesto competitivo in cui cresce progressivamente il peso e il valore degli intangible asset. L’internazionalizzazione delle imprese e la loro espansione sui mercati stranieri rende ancora più necessario tutelare i propri diritti di proprietà intellettuale in Paesi dove la contraffazione raggiunge livelli molto alti ma che allo stesso tempo rappresentano ottime opportunità commerciali.

La tutela di brevetti, marchi, design e copyright è fondamentale anche e soprattutto per le PMI, in quanto i diritti di proprietà intellettuale mettono le aziende minori nelle condizioni di proteggere i risultati degli investimenti nella ricerca di soluzioni nuove e inventive; accedere più facilmente a risorse finanziarie; trarre significativi vantaggi economici, anche tramite strumenti come gli accordi di licensing; valorizzare la loro immagine, soprattutto tramite un’accorta gestione dei marchi.

Per favorire questo processo, occorre superare alcune criticità. Il problema non risiede tanto nei costi e nemmeno nelle procedure tecnico-legali da affrontare. L’ostacolo maggiore è invece la mancanza di un’adeguata cultura relativa ai diritti di proprietà intellettuale nelle aziende e la correlata mancanza di risorse umane interne dedicate. Nelle imprese italiane troppo spesso l’attività inerente la proprietà intellettuale non è collegata in modo efficace con le esigenze strategiche di business. Questo porta le nostre aziende a non essere in grado di far “fruttare” economicamente gli IPR, nonché a credere infondatamente che il loro costo sia eccessivo o comunque giustificato solo per le grandi imprese.

 

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