Le imprese

Occupazione in crescita nei prossimi 4 anni, ma i laureati sono pochi rispetto al fabbisogno

15 settembre 2016


Occupazione in crescita nei prossimi 4 anni, ma i laureati sono pochi rispetto al fabbisogno

Tra i 500.000 e gli 800.000 nuovi posti di lavoro nei prossimi 4 anni. E’ la previsione del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere e Ministero del lavoro nell’ambito del programma europeo “New Skills for New Jobs”.

Dai 21.785.000 occupati del 2015 ai 22.249.000 nel 2020 per un incremento del 2,1%: è la stima della crescita dell’occupazione del Sistema informativo Excelsior. I ricercatori però hanno immaginato anche uno scenario più ottimistico, considerando l’attuale congiuntura positiva e i possibili effetti delle riforme, per arrivare a +3,9%. Il fabbisogno lavorativo delle aziende dovrebbe crescere ancora di più (+23% nel 2020 rispetto al 2015) se si tiene in considerazione la fisiologica sostituzione dei lavoratori per raggiunti limite di età.

Quali sono però i settori che registreranno i maggiori aumenti occupazionali? Secondo le previsioni si avrà un fabbisogno più alto nei servizi rispetto all’industria. Sanità e servizi avanzati alle imprese saranno in cima alla graduatoria, seguiti da commercio e assistenza sociale. Dall’analisi emerge anche che le figure professionali molto qualificate (dirigenziali, specialistiche e tecniche) avranno un’incidenza maggiore sul fabbisogno delle aziende rispetto ad oggi a discapito delle figure intermedie, mentre la quota delle figure non qualificate richieste resterà sostanzialmente la stessa. Secondo lo studio il 31 per cento del fabbisogno complessivo dal 2016 al 2020 sarà rappresentato da laureati.

Sorge però una domanda: il sistema universitario italiano è in grado di soddisfare la richiesta di laureati da parte delle aziende? La risposta, al momento, è no. Si prevede che le imprese avranno bisogno di 157.400 laureati in media ogni anno fino al 2020, mentre dalle università usciranno 132.000 giovani ogni anno. E’ vero senza dubbio che esiste già un bacino corposo, stimabile intorno alle 400.000 persone, di laureati ancora in cerca di lavoro, ma bisogna anche sottolineare che non necessariamente i disoccupati rispondono alle richieste del mondo del lavoro per indirizzo di studio, distribuzione territoriale e competenze personali e professionali.

Per quanto riguarda i diplomati la situazione di eccesso di offerta di lavoro degli ultimi anni si dovrebbe attenuare, sopratutto per quanto riguarda i diplomati con maturità tecnica e professionale. I diplomati con maturità liceale e socio-psicopedagogica invece secondo le previsioni saranno il doppio del fabbisogno previsto dalle aziende, mentre il rapporto nel caso di maturità artistica è di uno a tre.

 

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