Le imprese

Nuova Via della Seta: Italia e Cina sempre più vicine

4 dicembre 2017


Nuova Via della Seta: Italia e Cina sempre più vicine

La realizzazione di questa enorme arteria rappresenterà un volàno per il business delle imprese, aumentandone la competitività internazionale con riflessi positivi per il nostro territorio e per l’intero Paese.

“Il piano della ‘Nuova Via Della Seta’ favorirà la cooperazione di più di 60 paesi che, insieme, costituiscono il 63% della popolazione mondiale, il 30% del prodotto interno lordo e il 35% degli scambi commerciali internazionali”. Così Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, ha aperto l’incontro “Belt and Road: Building a concrete roadmap with Italy and China’s joint growth”. “L’interscambio commerciale complessivo dell’Italia con la Cina – ha aggiunto Bonomi – rappresenta il 5% del volume totale dei nostri scambi a livello internazionale, per un valore che nel 2016 ha superato i 38 miliardi di euro”.

Obiettivo dell’incontro, mettere in luce le enormi possibilità che si apriranno per le aziende italiane e lombarde, con la realizzazione della “Nuova Via della Seta”, un progetto che, secondo Price Waterhouse Cooper necessiterà di circa 5 trilioni di dollari in investimenti infrastrutturali. La realizzazione di questa enorme arteria, che idealmente dovrebbe congiungere l’Europa e la Cina abbattendo i tempi di percorrenza delle merci, nel triennio 2014-2016 ha permesso di dare lavoro a circa 180.000 lavoratori, impegnati nella costruzione delle nuove via di percorrenza.

Al convegno hanno preso parte esponenti di primo piano dell’economia e della politica cinese e italiana. È il caso di Fabrizio Lucentini, direttore generale del Dipartimento per l’Internazionalizzazione e la Promozione del Commercio del Mise, che ha invitato le imprese coinvolte dalla realizzazione della “Nuova Via Della Seta” a cercare di intensificare gli scambi con tutti i paesi parte del progetto e non solo con la Cina.

La bontà dei rapporti tra Italia e Cina è stata ribadita anche da Zhou Xiaoyan, direttore generale della divisione Europa del Ministero dello sviluppo economico cinese, che ha infatti ricordato come i due Paesi abbiano una struttura che può essere complementare. Infatti, nei primi 10 mesi del 2017 sono aumentati del 13,9% gli scambi commerciali, mentre le importazioni in Cina sono cresciute del 22%. Le imprese cinesi, inoltre, hanno investito più di 11 miliardi in Italia.

Opportunità è stata la parola d’ordine dell’intervento di Marco Tronchetti Provera, vicepresidente di Pirelli e co-presidente del Business Forum Italia-Cina. Il manager milanese ha invitato a non guardare con preoccupazione a Pechino, come se si trattasse di una minaccia per l’economia europea. Il presidente della Bank of China, Chen Siqing ha invece ricordato come, nei prossimi cinque anni, il 46% della crescita mondiale proverrà dal mercato toccato dalla “Nuova via della Seta”.

Si sono poi svolti tre panel. Il primo, che riguardava le modalità di finanziamento dell’iniziativa, ha visto protagonista il CEO di Cassa depositi e prestiti, Fabio Gallia, il quale ha descritto i cosiddetti “panda bond”, emissioni in valuta cinese utilizzabili dalle aziende italiane che operano in Cina per ampliare il proprio mercato di riferimento. Inoltre, non va dimenticato lo sforzo congiunto di Cassa depositi e prestiti e China Development Bank a sostegno delle PMI. Hanno partecipato alla tavola rotonda Wang Yanzhi, presidente del Silk Road Fund e Cao Yuanzheng, vice presidente esecutivo di Bank of China Holdings Limited. I due rappresentanti cinesi hanno ribadito l’importanza di sostenere questa iniziativa che il 21 settembre scorso è stata riconosciuta anche dalle Nazioni Unite.

Il secondo panel, poi, ha visto protagonisti quelli che le infrastrutture le costruiscono e le utilizzano. Pietro Salini, amministratore delegato di Impregilo, ha raccontato come internet abbia accorciato soltanto le distanze “mentali” tra l’Europa e la Cina. Oggi, infatti, servono ancora 45 giorni di nave o 18 di treno per arrivare a destinazione. Yu Zenggang, vice presidente esecutivo di COSCO, ha ricordato le dimensioni imponenti della flotta aziendale – oltre 1.100 navi – che rendono il colosso cinese il principale player della logistica marittima del mondo.

Rob Koepp, Network Director di The Economist Corporate Network, ha provato ad approfondire il ruolo del nostro paese, che formalmente non si trova lungo le rotte della Nuova Via della Seta, in questo nuovo scenario globale. La conclusione è che l’Italia deve continuare a puntare sugli strumenti a sua disposizione e che hanno fatto del nostro paese un brand riconoscibile: moda, lusso e turismo di alto livello, in primis.

L’ultimo panel ha provato a mettere in luce gli sviluppi commerciali tra Italia e Cina grazie alla Nuova Via della Seta. Pietro Modiano, presidente di SEA Group, ha sottolineato il continuo impegno per rendere Malpensa competitiva nei confronti degli altri grandi hub europei.

La Nuova Via della Seta è un’opportunità da cogliere anche per le imprese della nostra regione, che sono particolarmente apprezzate in Cina. “L’interscambio tra Lombardia e Cina – ha detto il presidente di Assolombarda concludendo il proprio intervento – vale più di 15 miliardi di euro ed è cresciuto sensibilmente negli ultimi anni (+40% dal 2008 ad oggi). Io, Assolombarda e gli imprenditori tutti crediamo fortemente nella complementarietà tra le nostre imprese e quelle cinesi, tra l’Italia e la Cina, perché non si tratta di aprire semplicemente nuovi canali economici, ma di costruire insieme il nostro futuro. Noi vogliamo essere protagonisti del nostro futuro!”.

 

 

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