Le imprese

Numeri ancora difficili da accettare, ma le prospettive sono in miglioramento

26 giugno 2014


Numeri ancora difficili da accettare, ma le prospettive ...


Prudenziali gli scenari del Centro Studi Confindustria. La ripresa è rinviata a fine anno, ma oramai siamo fuori dal baratro.

Il realismo di Confindustria

In un contesto economico in accelerazione a livello mondiale, l”economia italiana presenta una ripartenza più debole e con ritardo. Questo il punto di vista del Centro Studi di Confindustria, che ha tagliato le stime di crescita del Pil per il 2014 al 0,2% (dal 0,7% stimato a dicembre) e per il 2015 al 1% (contro 1,2% indicato sei mesi fa).

Anche se le stime non prendono in considerazione, perché è difficile quantificarli, gli effetti sicuramente positivi dell’Expo e delle riforme recentemente varate dal Governo, i numeri parlano chiaro. Nel 2014 la domanda interna diminuisce ancora marginalmente (-0,2%), con un lieve recupero atteso per il 2015 ( 0,8%). Rimangono preoccupazioni anche per quanto riguarda il mercato del lavoro, dove il tasso di disoccupazione inizia a scendere dai massimi toccati nel primo trimestre, attestandosi comunque al 12,6% nel 2014 e al 12,5% nel 2015. Resta elevata la pressione fiscale, poco sotto al 44% del Pil (52,5% quella effettiva). E scarseggia il credito a breve, con ovvi riflessi sulla dinamica delle scorte.

Emergono tuttavia alcuni segnali positivi. L’export ad esempio, da un 0,1% best online casino nel 2013, accelera al 3,1% quest’anno e al 3,8% il prossimo, grazie al miglior andamento dei principali mercati di sbocco: un segnale importante anche verso quelle imprese che ancora non si sono decise a puntare oltre frontiera. Una timida ripresa c’è anche per i consumi: nel primo trimestre di quest’anno, la spesa delle famiglie è cresciuta dello 0,1% sull’ultimo trimestre del 2013, e le previsioni indicano 0,1% per il 2014 e 0,8% per l’anno prossimo. Inoltre, cresce la fiducia tra gli imprenditori, anche se questo non si traduce automaticamente in comportamenti di spesa coerenti, dato uno scollamento, osservato durante l’ultimo anno, tra sentimento e numeri effettivi.

Parola d’ordine: competitività

Fermo restando l’apprezzamento per quanto fatto sinora del Governo, proprio sulle riforme (e sui tempi delle riforme) ha insistito il presidente di Confindustria Giorgio Squinzi, dato che “per avere più crescita, bisogna ripristinare appieno la competitività”, e dunque più concorrenza, più flessibilità, più efficienza, meno burocrazia. Occorre una scossa politico-economica molto forte per riportare l’Italia su un più alto sentiero di sviluppo.

Il ruolo dei fondi europei

Come ha sottolineato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Graziano Delrio, il rilancio dell’economia può essere sostenuto dal rapido utilizzo dei fondi europei: all’Italia restano ancora ben 21 miliardi da spendere entro il 2015. Il Governo deve quindi attivare procedure straordinarie di riprogrammazione degli obiettivi, se non vogliamo che il Paese perda queste risorse.

lascia un commento

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>

Articoli correlati
Le imprese
Congiuntura Lombardia: confronto nazionale e europeo – Marzo 2017

10 marzo 2017

La produzione manifatturiera lombarda segna un +1,3% nel 2016, con performance omogenee per classi dimensionali …
Le imprese
Le sfide della Politica Economica - Scenari Economici settembre 2015

21 settembre 2015

Sintesi dei principali punti di attenzione del rapporto del Centro Studi Confindustria “Scenari Economici settembre 2015 …
L'associazione
L’Italia paga responsabile

16 settembre 2015

Il Codice Italiano Pagamenti Responsabili, modello lanciato da Assolombarda nel maggio 2014 e con il …