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Monza e Brianza rallenta dopo un 2017 in forte crescita

4 dicembre 2018


Monza e Brianza rallenta dopo un 2017 in forte crescita

Le imprese del territorio ridimensionano le aspettative per l’anno in corso, complice il contesto macroeconomico globale di progressivo rallentamento.

Il campanello d’allarme suona, anche se per ora in sordina. L’Italia, che ha agganciato tardi la ripresa, anticipa ora la frenata, dando chiari segnali di decelerazione del ciclo economico, in un contesto macroeconomico globale di progressivo rallentamento. In Lombardia – dopo una performance particolarmente brillante nel 2017 – l’indebolimento dell’attività produttiva, ma anche dell’export, è iniziato solo nei mesi primaverili, a fronte di un’Italia che ha cominciato a decelerare fin da inizio anno.

Il 2017 è stato un anno di crescita straordinaria. La produzione industriale di Monza e Brianza è aumentata del +3,0% (da +1,2% del 2016); l’export è cresciuto del +11,6% (in Lombardia del +7,9%) in deciso aumento rispetto al +0,9% dell’anno precedente. Numeri raggiunti grazie anche alle performance delle migliori aziende del territorio come evidenziano i dati di TOP500+, il progetto di ricerca e di analisi dei dati economico-finanziari delle maggiori realtà imprenditoriali della provincia di Monza e Brianza realizzato dal Centro Studi Assolombarda, promosso dall’Associazione in collaborazione con PwC e con il sostegno di Banco BPM. Lo studio mostra che il fatturato complessivo delle aziende passa da 45 nel 2016 a 48,2 miliardi nel 2017, segnando un aumento del +7,1%. Ma nonostante i fatturati in forte aumento nel 2017, le imprese ora ridimensionano le aspettative per l’anno in corso.

Monitorando l’andamento delle aziende TOP500+, scopriamo infatti che dopo un 2017 con vendite in crescita per ben il 71% delle imprese in classifica, la percentuale di imprese che prevede di chiudere il 2018 con un fatturato in aumento scende al 64%. Pertanto, anche le aziende ‘top’ di Monza Brianza accusano un rallentamento nelle vendite. Inoltre, la quota di imprese che per il 2018 avranno margini in crescita si attesta al 42%.

Stiamo parlando di un’indagine molto rappresentativa, che prende in considerazione ottocento aziende con ricavi che vanno da 3,2 miliardi a 8,5 milioni di euro, per un fatturato complessivo record di 48,2 miliardi euro. Un tessuto imprenditoriale vivo e dinamico messo però a rischio dal rallentamento del contesto macroeconomico globale, che incide sulle vendite e sui margini, sebbene si tratti di un territorio geneticamente resiliente. MOL, investimenti ed export più elevati della media italiana, e posizione finanziaria netta molto solida, sono tutte caratteristiche che consentono di realizzare risultati straordinari che però non bastano.

Assolombarda ha individuato sei condizioni abilitanti per poter lavorare in un contesto favorevole: apertura ai mercati mondiali, fisco, accesso al credito, Industria 4.0, infrastrutture ed Europa. Intanto, andando a scandagliare la classifica notiamo che i risultati delle prime 50 posizioni da sole sommano oltre il 54% del fatturato complessivo del ranking. La maggior parte di queste (ben 35) appartiene al manifatturiero,  a conferma della vocazione produttiva di un territorio anche fortemente internazionalizzato che nel 2017, infatti, ha esportato beni per un valore di oltre 10 miliardi di euro.

La classifica si apre con sei aziende “top performer”, ovvero con un fatturato superiore al miliardo di euro: Esprinet S.p.A., BASF Italia S.p.A., STMicroelectronics S.r.l., Decathlon Italia S.r.l., Candy S.p.A. e Roche S.p.A. Seguono, con poco distacco e a completare la top ten, le altre quattro aziende – queste radicalmente e storicamente legate al territorio – con fatturati compresi tra 850 e 660 milioni di euro: Gruppo Fontana, SOL S.p.A., Vender S.p.A. e la new entry nella top ten 2018, Agrati S.p.A.

La classifica si compone di 422 aziende del macro settore Industria, all’interno del quale prevale la componente manifatturiera: 382 imprese, per ricavi totali pari a oltre 28 miliardi di euro. In termini di numerosità i settori manifatturieri trainanti sono: produzione di macchinari (60 aziende), prodotti in metallo (47 aziende), chimico (40 aziende), gomma-plastica (36 aziende), e legno e arredo (32 aziende).
In termini di fatturato invece, l’ordine è differente: in evidenza la chimica (5,4 miliardi), seguono il settore dei prodotti in metallo (3,2 miliardi), quello dell’elettronica (3 miliardi), quello della produzione di macchinari (2,3 miliardi) e quello farmaceutico (2,1 miliardi).

Dopo l’Industria, il macro settore più rappresentato è il Commercio che vede in classifica 278 aziende, con un fatturato complessivo di 15,2 miliardi di euro. Infine, il macro settore Servizi partecipa alla classifica con 100 aziende e ricavi totali pari a 3,5 miliardi di euro.

Analizzando i comuni “top” brianzoli per totale ricavi, Monza risulta il comune che concentra il più alto valore di ricavi, con 10,6 miliardi di euro di fatturato complessivo (il 21,9% del totale) e si trova al primo posto in classifica anche per numero di aziende (134, il 16,8% del totale). Il secondo comune – in crescita per fatturato rispetto all’edizione 2017- è Vimercate con 8,2 miliardi di euro e 82 aziende, seguito da Agrate Brianza con 4 miliardi e 50 aziende. Lissone è il quarto comune con 2,6 miliardi di euro e 34 aziende.

Vuoi approfondire? Non perderti l’inserto speciale di 120 pagine dedicato al “Top500+”, che sarà allegato alle edizioni di giovedì 6 e sabato 8 de “Il CittadinoMB”. Il fascicolo sarà anche a disposizione degli abbonati al formato digitale (www.ilcittadinomb.it).

 

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