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Milano, il decennio della ripresa

10 gennaio 2017


Milano, il decennio della ripresa

Si chiama “Milano, storia di una rinascita. 1943–1953 dai bombardamenti alla ricostruzione” la mostra ospitata da Palazzo Morando fino al prossimo 12 febbraio. 

Racconta gli anni cruciali di una città che ha saputo trovare la forza di svoltare, fino a diventare locomotiva economica d’Italia.

C’è un pezzo della storia di Milano che ora più che mai ci può insegnare qualcosa. Va dal 1943 al 1953. Dieci anni cruciali per l’Italia, che dopo i disastri della Seconda guerra mondiale si rialza in piedi, rimboccandosi le maniche e ripartendo.

5Milano ha un ruolo importante in quel decennio. Piegata dai bombardamenti che l’hanno colpita nel suo cuore più profondo – dal salotto buono della Galleria, il teatro alla Scala, fino ai palazzi di periferia –, è protagonista della ricostruzione: sa tramutare un periodo complesso in una stagione esaltante, rendendosi non solo artefice del proprio riscatto, ma motore per quello dell’intero Paese.

Milano, storia di una rinascita. 1943–1953 dai bombardamenti alla ricostruzione è la mostra che racconta la storia di quel decennio. Lo fa attraverso 170 immagini d’epoca, video, documenti e reperti bellici. Curata da Stefano Galli, organizzata dall’Associazione Spirale d’Idee e promossa da Comune di Milano e Direzione Musei Storici, è in programma a Palazzo Morando fino al 12 febbraio 2017.

Si apre con i grandi bombardamenti del 1943, quando la città diviene oggetto di ripetuti attacchi che ne segnano per sempre il profilo. Una pagina dolorosa, riassunta anche in una sezione video dove accanto ai filmati originali delle incursioni aeree si affianca la testimonianza del trionfale concerto di riapertura della Scala4, diretto da Arturo Toscanini nel maggio 1946, a simboleggiare il ritorno alla normalità.
È proposto poi un approfondimento sulla presenza del regime in città, ripercorrendo i luoghi del fascismo: dall’albergo Diana fino a piazzale Loreto, teatro dell’epilogo dell’egemonia fascista.

Infine, la luce: dopo aver approfondito il periodo bellico, il visitatore è accompagnato alla scoperta degli anni del fermento. La svolta urbanistica, indirizzata verso la modernità, è specchio di una Milano che guarda al futuro. Ci sono sempre più negozi che aprono, i cittadini scoprono il tempo libero e lo svago. A testimoniarlo i nuovi luoghi di ritrovo: dalle balere, alle osterie, la socialità rinsalda il senso di appartenenza di una comunità che si ritrova diversa, termometro di un pulsante bisogno di libertà e progresso.

3Il filo rosso della Milano che sale, si interseca a un altro filo rosso, quello degli uomini e delle donne che la vivono, una cittadinanza nuova che ha sogni, passioni e interessi lontani da quelli del passato. E così, mentre sorgono nuovi quartieri, come il QT8, e nuovi edifici inseriti nel contesto del centro cittadino su progetti degli architetti Moretti, Figini, Pollini, Bottoni, Portaluppi e lo studio BBPR, compare in piazza San Babila la prima cabina telefonica installata in Italia.
In una convergenza di elementi che segnano il ritorno della città a ruolo di protagonista nel panorama italiano ed europeo, si pongono le basi per il boom economico e sociale del decennio seguente.

“Milano, storia di una rinascita. 1943–1953 dai bombardamenti alla ricostruzione”
Palazzo Morando – via Sant’Andrea, 6
Orari: Martedì – domenica: 10.00-20.00 (la biglietteria chiude un’ora prima); Giovedì: 10.00 – 22.30 (la biglietteria chiude un’ora prima)

 

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