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Milano gioca i suoi assi per conquistare l’Ema

20 ottobre 2017


Milano gioca i suoi assi per conquistare l’Ema

Incontro con il Corpo Consolare per spingere la candidatura della città a nuova sede dell’Agenzia europea del farmaco. Bonomi: “Milano è the place to be. La nostra città ha dato prova negli ultimi anni di saper fare grandi cose”.

Entra nel vivo la corsa di Milano per vincere la sfida di Ema, l’Agenzia europea del farmaco. Si avvicina la data del 20 novembre, quando i Paesi saranno chiamati a votare le nuove destinazioni delle due agenzie comunitarie che devono lasciare Londra per effetto della Brexit: l’Ema, per l’appunto, e l’Eba, che sovrintende al settore bancario. Milano si sfiderà con città come Amsterdam, Copenhagen, Dublino, Stoccolma. Francia e Germania presentano vicendevolmente la candidatura di Lille e Bonn. Bratislava avrebbe l’appoggio del blocco dei Paesi dell’est, che vorrebbero una distribuzione delle agenzie sulla base di un riequilibrio territoriale. Milano ha molti punti che corrispondono all’identikit della sede adatta per Ema e la Commissione europea lo ha riconosciuto nella sua valutazione, effettuata a settembre.

“La sintesi perfetta l’ha fatta il New York Times: Milano, the place to be”, ha detto il presidente di Assolombarda, Carlo Bonomi, incontrando il Corpo Consolare presente nel capoluogo lombardo per un incontro in Camera di Commercio Metropolitana sui punti di forza di Milano nella corsa per l’Ema. “La nostra città ha dato prova negli ultimi anni di saper fare grandi cose e di imporsi sempre più come città globale caratterizzata da una forte connettività con il network internazionale. La crescente attrattività della nostra area è oggi testimoniata da una serie di indicatori. A Milano hanno sede 3.600 multinazionali estere integrate in un sistema dinamico che include piccole, medie e grandi imprese; e in Lombardia è concentrato il 40% di tutti i nuovi investimenti greenfield stranieri diretti in Italia”.

Bonomi ha ricordato che a Milano “trovano sede 122 consolati: tra le città ‘non capitali’ siamo al pari di New York. Milano è, dunque, città mondo, l’unica a essere assolutamente competitiva per l’assegnazione di Ema e dopo la valutazione tecnica della Commissione di fine settembre ne siamo ancor più convinti”. E alla platea di diplomatici Bonomi ha rivolto un appello: “Voi consoli siete attori fondamentali del progetto Ema. Perché è nostro e vostro obiettivo quello di contribuire a un progetto più grande: aumentare il grado di internazionalizzazione e di attrattività di Milano, per le nostre imprese e quelle dei vostri Paesi di appartenenza, così come per i vostri concittadini che qui vivono”.

I dati raccolti dalla Camera di Commercio Metropolitana evidenziano il ruolo internazionale di Milano. La città ha incrementato le sue esportazioni nell’ultimo anno del 3,9%, rispetto allo 0,8% della Lombardia e all’1,2% dell’Italia e ha sviluppato un giro di affari con l’estero di 38,5 miliardi di euro sui 417 miliardi dell’intero Belpaese. Il 16% delle aziende italiane all’estero è di Milano. La città ha migliorato anche i suoi indicatori turistici. Nel 2016 l’hanno visitata 7,7 milioni di persone, che hanno speso circa 5 miliardi di euro. Un viaggiatore su quattro degli aeroporti nazionali è passato dagli scali milanesi. Nelle università del capoluogo lombardo sono 13.000 gli studenti stranieri, pari al 7% del totale degli iscritti.

Il sistema delle Università milanesi e lombarde è, infatti, uno dei punti di forza del nostro territorio, potendo contare su 14 università, di cui 8 a Milano, che offrono differenti corsi di laurea, scuole di specializzazione e di dottorato. Oltre a master in medicina, farmacologia e scienze della salute, 18 Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico e più di 30 centri di ricerca, che fanno del territorio uno dei più importanti poli scientifici internazionali nell’ambito biomedico e biotecnologico. Con un’attenzione particolare all’ambito internazionale: le università della Regione offrono 120 corsi di laurea in lingua inglese e partecipano attivamente a network e scambi con atenei di tutto il mondo, accogliendo ogni anno circa 700 visiting professor.

Ema è un “tema di stringente attualità nella città di Expo 2015, oggi sempre più internazionale e aperta al mondo”, riconosce Walid Haider, decano del Corpo Consolare della Lombardia. “Le agenzie sono fondamentali per la vita dei cittadini europei. In particolare l’Ema tutela la sanità pubblica mediante la valutazione e il controllo dei medicinali”, ha ricordato Diana Bracco, che rappresenta il mondo delle imprese all’interno della cabina di regia istituzionale per la candidatura di Milano. “È essenziale che venga individuata la città più idonea a garantire il funzionamento dell’Ema: il che significa assicurare la business continuity, cioè che il lavoro non si fermi nemmeno per un giorno, sia evitare che diversi funzionari abbandonino l’Agenzia mettendone a rischio l’operatività”, avverte Bracco. In quest’ottica Milano offre una sede già pronta, il grattacielo Pirelli, che permetterebbe di proseguire il lavoro senza soluzione di continuità. Il presidente della Camera di Commercio di Milano, Monza e Lodi, Carlo Sangalli, ha aggiunto che “vincere la sfida di Ema significa un importante vantaggio economico ma soprattutto accresce il prestigio internazionale di Milano e dell’Italia”.

 

 

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One thought on “Milano gioca i suoi assi per conquistare l’Ema”

  1. Franco Andretta scrive:

    Un quadro così eccellente, più completo e puntuale di quello rappresentato ai tantissimi Consoli presenti a MI non sarebbe stato possibile.
    Milano oltre ad essere “the place to be” è, senz’ombra di dubbio, “the best possible venue” per l’EMA: facciamo voti (e continuiamo ad operare intensamente fino all’ultimo minuto, come fatto fino ad ora),perché la scelta del 20/11 avvenga su basi esclusive di vero merito:
    EMA DESERVES MILAN, even more than …
    VICE VERSA

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