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Milano e la Lombardia sempre più attrattive per gli studenti internazionali

22 ottobre 2018


Milano e la Lombardia sempre più attrattive per gli studenti internazionali

Cresce il numero di iscritti stranieri alle università del territorio. Scelgono prevalentemente corsi Stem e di arte e design e provengono soprattutto dall’Eurasia.

L’attrattività del nostro territorio passa anche dall’offerta formativa degli atenei che vi hanno sede. Assolombarda segue da vicino questo tema e da tempo ha attivato partnership con le università in un’ottica di proficua collaborazione bilaterale. Ma non solo. Attraverso l’indagine annuale sull’internazionalizzazione degli atenei a Milano e in Lombardia, l’Associazione punta a contribuire al dibattito sul fascino che il capoluogo e l’intera regione esercitano sulla popolazione studentesca. Fulcro dello studio è infatti il numero di studenti internazionali che hanno scelto Università lombarde come meta delle loro esperienze fuori sede.

L’indagine, giunta all’ottava edizione, coinvolge i 13 atenei che costituiscono il sistema universitario regionale. Di questi, ben 8 hanno sede a Milano (Humanitas University, IULM, Politecnico di Milano, Università Bocconi, Università degli Studi di Milano, Università degli Studi di Milano Bicocca, Università Cattolica del Sacro Cuore, Università Vita-Salute San Raffaele) a cui si affianca, per heritage culturale-internazionale e rilievo storico, l’Università degli Studi di Pavia. I restanti 4 atenei si trovano a Brescia (Università degli Studi di Brescia), Bergamo (Università degli Studi di Bergamo), Varese-Como (Università dell’Insubria) e Castellanza (LIUC).

I risultati

Nell’anno accademico 2016-2017 continua la crescita degli studenti internazionali (+2,4% sull’anno precedente), che raggiungono le 12.878 unità. Come negli anni precedenti, si conferma un sostanziale bilanciamento tra i generi (52,2% femmine e 47,8% maschi).

La quasi totalità, ovvero il 90,5%, è iscritto a corsi di laurea (I, II livello, ciclo unico) mentre la quota restante (9,5%) frequenta corsi post lauream (dottorati, master e scuole di specializzazione).

Rispetto agli studenti lombardi, gli studenti internazionali scelgono più frequentemente corsi STEM legati a scienze, matematica, ingegneria, tecnologia, medicina, fisica, informatica e chimica (50,1% versus 40,0%) e, in misura ancora maggiore, corsi di arte e design (6,1% versus 1,4%), chiaro segno, quest’ultimo, del forte richiamo di Milano come polo per queste discipline simbolo del Made in Italy.

A livello di provenienza geografica, il 42,6% degli studenti internazionali è europeo e il 38,4% è asiatico. In valore assoluto, sono Cina (2.017 studenti), Iran (876 studenti) e India (752 studenti) i Paesi più rappresentati. Tra le nazionalità del vecchio continente svetta la Svizzera (751 studenti) mentre al secondo posto c’è l’Albania (446).

Continua inoltre a crescere il numero di studenti coinvolti in programmi Erasmus e di mobilità (17.820, +5,3% sull’anno accademico precedente), tanto di quelli italiani in uscita (10.737, +0,6% sull’anno precedente) quanto – e il dato è particolarmente positivo – di quelli stranieri in entrata (7.083, +13,2% sull’anno precedente). È da notare che, contrariamente ai colleghi stranieri, la maggior parte degli studenti italiani aderisce a programmi di mobilità diversi da quello Erasmus.

L’unico dato in controtendenza è quello relativo agli accordi internazionali stipulati dagli atenei, in leggero calo rispetto allo scorso anno accademico e pari a 5.451 (-5,5% sul periodo precedente). Questo deriva almeno in parte da una necessità di semplificazione amministrativa, strategia perseguita da alcune università che, dopo anni di forte proliferazione di tali accordi, non hanno rinnovato quelli ormai inattivi o non utilizzati.

Infine, un punto strategico da sottolineare è la crescita dell’offerta di corsi impartiti in lingua inglese da parte degli atenei lombardi e milanesi (24,2% e 28,7% del totale dei corsi) se confrontati con la generalità degli atenei italiani (16,3% dei corsi). La stessa tendenza si osserva riguardo ai corsi che prevedono il cosiddetto «double degree» (24,7% e 29,0% del totale dei corsi, rispettivamente negli atenei lombardi e milanesi, contro un 13,4% a livello nazionale).

I dati riflettono dunque la prospettiva di un territorio e di una città a forte tendenza internazionale, sempre più attrattiva per i giovani talenti.

Scarica il rapporto completo “L’internazionalizzazione degli atenei di Milano e della Lombardia”

 

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