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Milano

Milano città modello, anche per New York

29 settembre 2016


Milano città modello, anche per New York

Milano potrebbe dare lezioni a New York. Accade nella raccolta differenziata, dove il capoluogo lombardo – oggi a quota 54%, secondo solo a Vienna in Europa – viene preso a modello dalla municipalità della Grande Mela, che si è proposta di ottimizzare al 100% il ciclo dei rifiuti entro il 2030.

Ma perché Milano è diventata un modello da studiare nel mondo nella sostenibilità ambientale?

AMSAInnanzitutto perché il sistema ambrosiano sembra funzionare. Amsa, la società del gruppo A2a che si occupa dei rifiuti meneghini, può vantare un processo gestito in maniera del tutto integrato: dalla raccolta al trattamento, dal recupero alla produzione di energia. E spinge forte sull’acceleratore dell’innovazione: sei nuovi impianti per lavorare vetro, carta, plastica e organico consentiranno il recupero di tutta la materia raccolta con la differenziata proprio entro il 2030. Allo scopo sono previsti dalla città investimenti per 500 milioni di euro solo fino al 2020.

Una bella soddisfazione per una città che nel 2012 aveva una differenziata ferma al 32% e che ha iniziato la raccolta dell’umido solo nel 2013: ora, nel 2017, compariranno gli smart bins, bidoni intelligenti che segnalano alla centrale operativa quando sono pieni. Tutto ciò ha un effetto importante anche dal punto di vista industriale, perché sostiene una filiera di aziende fornitrici che sono al massimo livello dell’efficienza e delle tecnologie e, dopo aver sperimentato a Milano, possono rivendere nel mondo le loro capacità, creando valore economico e posti d lavoro qualificato.

E proprio la sostenibilità e la qualità dell’ambiente naturale hanno fatto emergere Milano in un’altra importante classifica, quella elaborata da PwC sulle Cities of Opportunitiy, uno studio biennale, giunto alla settima edizione, in cui vengono valutate 30 città del mondo in base a 10 indicatori (a loro volta scorporati in 67 micro variabili). Tra gli indicatori ci sono trasporti e infrastrutture, facilità di sviluppo del business, demografia e vivibilità, sviluppo delle tecnologie e costo della vita.

Il capoluogo lombardo si piazza 18esimo, come nella rilevazione del 2014. Ma si colloca molto più alto per alcuni indicatori specifici: è nona per sostenibilità e qualità dell’ambiente naturale – guadagnando tre posizioni rispetto all’edizione del 2014 – grazie ad un’ottima capacità nella gestione dei rischi legati alla scarsità dell’acqua (5°), alla gestione del ciclo dei rifiuti (11°) e alla preparazione in caso di catastrofi naturali (10°), che bilanciano le criticità riscontrate dalla scarsa qualità dell’aria (16°), un elemento che rimane tuttavia importante nella definizione della qualità della vita.

Analogamente, buone performance sono collegate ai temi di salute e sicurezza (14° posto), dove risulta nella top 10 per 2 sotto-indicatori: prestazioni del sistema sanitario (3°) e ambiente politico (8°).

Milano-trasportiLa città fa registrare, inoltre, un discreto posizionamento su trasporti e infrastrutture (16° posto), grazie alla copertura del servizio offerto dal trasporto pubblico (9°), alla convenienza del trasporto pubblico (10°) e ad una discreta facilità negli spostamenti quotidiani per motivi di studio o lavoro (14°). Tale risultato viene valorizzato al netto dei recenti interventi di potenziamento del sistema metropolitano urbano, attualmente in corso: ovvero, nello specifico, alla recente ultimazione della linea metropolitana 5 e al programma lavori collegati allo sviluppo della linea metropolitana 4.

I punti di debolezza sono quelli legati al generale contesto italiano: per esempio il clima di rischio operativo, in cui la città si piazza 21esima; mentre è 19esima per la quantità di popolazione in età lavorativa – mentre aumenta la popolazione over 65, come in tutti i mercati maturi, non solo europei – e 21esima per la crescita del Pil reale. Se si guardano alle macro-categorie, Milano ha un punteggio basso nell’indice demografia e vivibilità (23esima in entrambe le categorie) e in quello relativo al costo della vita, non eccelle come città gateway – nodo di scambi e traffici – e nello sviluppo delle tecnologie (in entrambe le categorie è 21esima).AMSA2

Ai primi posti di questa classifica generale si piazzano Londra, prima assoluta, seguita da Singapore, Toronto, Parigi e Amsterdam. Ma il buon risultato ottenuto da Milano nelle due categorie della sostenibilità ambientale e della salute non devono essere sottovalutate, in quanto appartengono a quel settore della qualità della vita così importante eppure spesso poco considerato.

“La qualità della vita all’interno delle nostre città è troppo spesso considerata come un fattore aggiuntivo, quasi secondario se non addirittura un “lusso”, ma – al contrario – è un requisito fondamentale, di base e necessario, per la capacità di questi centri di trattenere risorse e talenti – spiega Silvia Morera, Partner di PwC – Le “città di successo” sono quelle che investono e programmano azioni mirate non solo su trasporti e infrastrutture, salute e sicurezza, sostenibilità e l’ambiente naturale, ma investono nel capitale umano e nell’innovazione, nella tecnologia e nella reattività al cambiamento”.

Filippo Astone

 

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