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Medie imprese, internazionalizzazione, ricerca: i campioni del Made in Italy

22 aprile 2014


Medie imprese, internazionalizzazione ...

Testa e cuore in Italia e business all’estero.

Che cos’hanno in comune e perché hanno successo le ‘multinazionali tascabili’. Fluid-o-Tech e Valente, per esempio…

Multinazionali, senza rinunciare all’italianità

Piccole o medie, operano in settori ad alto valore aggiunto; sono presenti sui mercati internazionali, ma senza delocalizzare; hanno una governance spesso familiare, ma evoluta. Sono – almeno nei tratti principali – le ormai celebri ‘multinazionali tascabili’.

Celebri perché, in Italia come all’estero, da quasi un decennio sono considerate i campioni del Made in Italy: hanno esteso la produzione oltre confine, ma senza spostare la casa madre e senza rinunciare alla loro italianità. Hanno mirato ai mercati emergenti per ampliare il mercato e non per trovare manodopera a minor costo. E hanno fatto dell’innovazione, della ricerca e della qualità chiavi del loro successo.

Troppo piccole? Niente affatto: sono proprio le dimensioni ridotte a dare a queste imprese la flessibilità necessaria per essere competitive sui mercati più avanzati, così come in quelle nicchie che una grande azienda può avere difficoltà a presidiare.

Fluid-o-Tech

Tutte le caratteristiche delle multinazionali tascabili evidenziate sopra sono proprie della Fluid-o-Tech, azienda della provincia di Milano leader nella progettazione e produzione di pompe e sistemi per la pressurizzazione ed il trasferimento dei fluidiper molteplici applicazioni che vanno dalle macchine per l’erogazione di bevande al settore automotive, dal medicale all’industriale.Conta 200 collaboratori e si definisce ‘Milanocentrica”, nonostante le due sedi commerciali negli USA, e quelle in Cina e in Giappone, che la famiglia che gestisce l’azienda ha aperto per sfruttare le opportunità di mercato presenti in quelle aree.

Quindi, 90% di produzione italiana il cui 80% è destinato al mercato estero: una scelta, quella dell’internazionalizzazione, gestita con un modello manageriale evoluto che ha portato a mantenere cuore e cervello dell’azienda in Italia investendo risorse nello sviluppo dei mercati a più alto potenziale, da presidiare direttamente con persone proprie.

Per Fluid-o-Tech il 2013 ha segnato un + 13% di crescita e le previsioni sono ancora più positive per il 2014. Risultati importanti, ottenuti grazie ad altrettanto importanti investimenti: nel 2013, infatti, l’azienda ha destinato più del 7% delle entrate alla ricerca e sviluppo, con un team dedicato di oltre 20 persone. Sempre nel 2013 è stato inaugurato un nuovo laboratorio di ricerca applicata per sostenere gli obiettivi di crescita e di innovazione che l’azienda si è posta.

Valente

Valente ha 34 dipendenti in Italia (e circa 80 lavoratori in subfornitura): recentemente, ha firmato un primo contratto di quasi 4 milioni di dollari per fornire rotaie speciali e relativi sistemi di fissaggio alla metropolitana di Doha in Qatar.

L’azienda progetta e fabbrica macchinari e attrezzature per lavori in galleria e miniera, per movimentazione su rotaia e sistemi di fissaggio per ogni tipo di applicazione: di certo una nicchia di mercato altamente specializzata che la famiglia ai vertici di Valente fatto propria grazie ad un modello industriale ‘leggero’. Le risorse sono concentrate lungo due direttrici: il potenziamento della ricerca e dell’innovazione da un lato, e l’investimento sistematico nella penetrazione e sviluppo dei mercati esteri dall’altro, mentre un network di subfornitori realizza i vari componenti dei macchinari e impianti.

Oggi il 90% del fatturato di Valente è fatto all’estero, e la metà di questo nei paesi del Golfo: l’azienda ha continuato a frequentare l’Iraq anche in piena guerra, conquistando così una credibilità importante agli occhi degli interlocutori locali. Anche in questo caso, una scelta obbligata: intanto che il mercato interno andava quasi scomparendo, i paesi emergenti hanno cominciato a crescere e molti paesi avanzati hanno lanciato programmi di investimenti per l’ammodernamento infrastrutturale.

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