MCE 2017

MCE 2017: quattro grandi progetti infrastrutturali per Milano

28 marzo 2017


MCE 2017: quattro grandi progetti infrastrutturali per Milano

I maggiori progetti infrastrutturali hanno tutti la loro sede in aree limitrofe a quelle delimitate dall’ambito comunale milanese. E non possono aspettare.

Da quello dell’ex Expo, dove sorgerà Human Technopole, a quello della Città della Scienza a Sesto San Giovanni; da Segrate, dove un investitore internazionale come Development Westfield sta costruendo il più grande centro ricreativo d’Europa, a Malpensa, dove l’aeroporto traghetterà definitivamente la città in un contesto internazionale.

L’area ex Expo
Se ne è parlato in profondità nel corso della Mobility Conference Exhibition 2017. Esaminiamo, progetto per progetto, le prospettive, attraverso le parole di chi porta avanti queste iniziative. Partiamo da quello da tempo sotto i riflettori: la trasformazione dell’area che ha ospitato l’Expo. “Un’area che ha dovuto individuare una sua vocazione e sulla cui definizione continuiamo a lavorare” – spiega Giuseppe Bonomi, Amministratore Delegato di Arexpo, la società che ha ereditato l’area. Obiettivo riqualificazione e trasformazione “sorgeranno un centro di ricerca medico e biomedico, Human Technopole, e un campus universitario dove mondo della ricerca e imprenditoriale saranno integrati.”

L’accessibilità dell’area è un dato di forte vantaggio iniziale, trovandosi la zona ex Expo all’interno di un sistema con una mobilità pensata con largo anticipo rispetto alla sua trasformazione futura. L’altro vantaggio deriva del fatto che Arexpo sia a prevalente capitale pubblico, partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dalla Regione Lombardia, dal Comune di Milano e dalla Fondazione Fiera Milano, dalla Città Metropolitana di Milano e dal Comune di Rho.”  Il successo nel mondo di un parco scientifico e tecnologico – dice Bonomi – dipende dalla presenza di funzioni pubbliche rilevanti al suo interno, che fungano da attrattori rispetto al mondo delle imprese”. La tabella di marcia verso le realizzazioni future registra passaggi importanti: 4 società hanno già presentato domanda di partecipazione al progetto ed entro metà aprile saranno formulate le offerte per edificare i 400mila mq disponibili. “Anche su questo aspetto partiamo avvantaggiati – continua Bonomi –. Questa è un’area di nuova urbanizzazione e non ci sono restrizioni in negativo imposte dall’esistenza di precedenti edificazioni da smantellare come spesso accade nei progetti immobiliari e non ci sono elementi di degrado come ci si potrebbe aspettare dopo un evento con la portata di quello che ha ospitato”.

Segrate

La scelta di riqualificare l’area dell’ex Expo era da tempo nei progetti, con un destino già predeterminato. È stata invece una opportunità derivata proprio dal ruolo importante di Milano, quella colta ex novo da Development Westfield, società australiana leader nello sviluppo di grandi centri commerciali, che ha scelto di investire 1,4 miliardi di euro per edificare su di un’area di 600mila mq a Segrate. “Sarà il centro commerciale più grande d’Europa. – racconta John Barton, capo dell’area Uk/Europe. – Perché Milano? Perché è più di una città italiana, è una città europea e del mondo, perché il PIL cresce di più che nel resto del Paese e in fasi di recessione ha mostrato una resilienza paragonabile a quella di Londra e New York”.

Il progetto diventerà operativo entro Natale del 2020 e prevede una partnership pubblico-privata. “A realizzazione ultimata – continua Barton – genererà 44mila posti di lavoro e 70mila di indotto. E, soprattutto, sarà il mall del futuro: costruito per le esigenze dei Millenials, la generazione di coloro che sono più interessati all’esperienza che all’acquisto. Le infrastrutture a corredo generale in questo senso sono importantissime: noi scommettiamo che nel lungo termine Milano potrà averne in dotazione di eccellenti”.

Città della Salute e della Scienza

A Sesto San Giovanni sta nascendo la Città della Salute e della Scienza: “Sorgerà su di un’area di 1,4 milioni di mq, il 12% del territorio di Sesto – dice Carlo Masseroli, direttore generale MilanoSesto – Bizzi & Partners – che sostiene trattarsi del più grande progetto di riqualificazione d’Europa. “All’interno del complesso, in un’area di 200mila mq oggi in fase di bonifica, troveranno la loro nuova sede l’Istituto Neurologico Besta e l’Istituto Nazionale dei Tumori. Tutto intorno sarà realizzato un parco di 600mila mq.

Verranno conservati alcuni edifici di archeologia industriale,- precisa Masseroli- come il capannone di 40mila mq dove verrà realizzato un mall. O come l’officina meccanica di 20 metri per 300 che diventerà un’area per eventi.  Molto importante è il posizionamento: l’area si trova all’ intersezione tra la Tangenziale Est e l’autostrada Torino Venezia, è raggiungibile in 15 minuti da Linate ed è posta al baricentro tra Orio al Serio e Malpensa. Siamo a Sesto ma dentro Milano, di fronte all’ultima fermata della metropolitana Sesto Primo Maggio, a 15 minuti dalla stazione centrale e a 20 minuti dal Duomo”.

Gli aeroporti

E una Milano metropolitana non può prescindere da un sistema aeroportuale efficiente, all’interno del quale deve essere maggiormente integrato Malpensa, sul cui destino si discute da anni. Lo scalo l’anno scorso ha fatto registrare una crescita inattesa che fa ben sperare: dell’11% contro il 5% della media nazionale e di Linate. “Quando sono diventato presidente del gruppo Sea (il gestore degli scali di Linate e Malpensa, ndr) – ha affermato Pietro Modiano – il problema era evitare il declino di Malpensa.  Per contrastarlo si suggeriva di chiudere di fatto Linate: si discuteva non di un sistema aeroportuale milanese ma di un aeroporto rispetto a un altro.  Ora dobbiamo combattere la sfida più importante cui siamo chiamati, che è quella connettività (la connettività di un aeroporto rappresenta un indicatore della posizione relativa di tale aeroporto rispetto all’intero network aeroportuale considerato ndr.) – dice Modiano –. Fatta 100 la connettività di Londra, l’indice è passato per Milano da 26,9 nel 2013 a 32,7 nel 2015; ma non basta. Monaco di Baviera è a 49,1; Francoforte e Parigi sono oltre quota 90. Come facciamo a crescere ancora? Dipende dai transiti: Monaco ne ha 10 milioni. A Milano invece, oggi, dei 3 milioni di turisti che arrivano dagli altri continenti, un milione e mezzo ci arriva dopo esser passato da Parigi e da Monaco: fanno un salto a Milano a fare shopping. Perché aumenti la connettività di Malpensa è necessario che ci siano rotte dirette verso Milano: questo upgrade può valere un milione di turisti in più, con un rendimento 6 volte superiore rispetto ai passeggeri odierni”.

 

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