Le persone

“Manet e la Parigi moderna” in mostra a Palazzo Reale

20 aprile 2017


“Manet e la Parigi moderna” in mostra a Palazzo Reale

Fino al 2 luglio Milano ospita le opere del grande maestro che ha aperto ad una nuova stagione pittorica europea. 

L’esposizione è curata da Guy Cogeval, storico presidente del Musée d’Orsay e dell’Orangerie di Parigi.

Édouard Manet a Milano. Il grande maestro del preimpressionismo viene celebrato nella mostra “Manet e la Parigi moderna”, fino al 2 luglio al piano nobile di Palazzo Reale. L’esposizione racconta il percorso artistico del pittore e il ruolo centrale che ha avuto nella storia dell’arte europea. Legato indissolubilmente a Parigi, Manet è riuscito a cogliere in tutta la loro modernità gli anni della trasformazione, a metà Ottocento, immortalando una città da amare e osservare nel cambiamento, a partire dai luoghi simbolo della nuova epoca: la strada, il Teatro dell’Opera, i bar e i caffè-concerto.

Le opere in mostra arrivano dalla prestigiosa collezione del Musée d’Orsay di Parigi. In tutto sono un centinaio, tra cui 54 dipinti – di cui 16 capolavori di Manet e 40 di grandi maestri del tempo, tra cui Boldini, Cézanne, Degas, Fantin-Latour, Gauguin, Monet, Berthe Morisot, Renoir, Signac, Tissot. A queste si aggiungono 11 tra disegni e acquarelli di Manet, una ventina di disegni degli altri artisti e sette tra maquettes e sculture. A portare Manet a Milano ci ha pensato Guy Cogeval, storico presidente del Musée d’Orsay e dell’Orangerie di Parigi.

La mostra è suddivisa in dieci sezioni. “Manet e la sua cerchia” con i ritratti di Zola, Mallarmé e Morisot, esposti accanto a quelli di altri pittori come Edgar Degas con “Ritratto degli incisori Desboutin e Lepic”, e Giovanni Boldini con “Henri Rochefort. I soggetti sono tutti poeti e letterati con cui Manet sviluppò profondi legami.

“Parigi città moderna”. Con opere di Paul Gauguin, “La Senna al Ponte Iéna. Tempo nevoso”, di Claude Monet con “Le Tuileries”; di Paul Signac con “Strada di Gennevilliers”. E poi altre tele e numerosi disegni con progetti di edifici, chiese, stazioni.

“Sulle rive”: cinque vedute marine di Manet, tra cui “Chiaro di luna sul porto di Boulogne” e “La fuga di Rochefort”. E poi “Pastorale” di Paul Cézanne e “Argenteuil” di Claude Monet.

“Natura inanimata”, con dipinti floreali: tre di Manet “Ramo di peonie bianche e cesoie”, “Fiori in un vaso di cristallo” e “L’asparago”, due di Fantin-Latour e uno bouquet di Renoir.

“L’heure espagnole” che raccoglie le opere di Manet che hanno avuto influenza dall’arte spagnola nei primi anni di attività creativa. Ci sono “Lola di Valencia”, “Il combattimento di tori”, “Angelina”, “Il pifferaio”, che è anche l’immagine scelta per la locandina della mostra.

“Il volto nascosto di Parigi”. In questa sezione è di scena la Parigi dei caffè, delle strade, delle persone meno abbienti, che fa da contraltare al lusso e all’opulenza della vita borghese, protagonista delle sezioni successive. “La cameriera della birreria”, “Ciò che si chiama vagabondaggio” di Alfred Stevens, “L’attesa” di Jean Béraud e “Scena di festa” di Giovanni Boldini la compongono.

“L’Opéra”, con tele dedicate, appunto, all’Opéra. Di Edgar Degas è esposto “Il foyer della danza al teatro dell’Opéra”, di Henri Gervex “Il ballo dell’Opéra”, oltre a vari disegni, acquerelli e piccole sculture in gesso o bronzo rappresentanti progetti per la nuova Opéra e figure mitologiche.

“Parigi in festa” con quadri di artisti che frequentano le serate di gala nei teatri parigini: da Jacques Joseph Tissot con “Il ballo”, a Jean Béraud con “Una serata”. Eva Gonzalès con “Un palco al Théâtre des Italiens”, Berthe Morisot con “Giovane donna in tenuta da ballo”. Completano la sezione disegni di progetti per nuovi teatri.

“L’universo femminile. In bianco…” con capolavori incentrati sulla figura femminile rappresentata nei suoi momenti intimi. Di Manet è esposta “La Lettura” e il celebre “Il balcone”. Poi due tele di Alfred Stevens: “La lettera di rottura” e “Il bagno” e “Le due sorelle” di James Tissot.

“… e nero. La passante e il suo mistero”. La sezione conclusiva è dedicata alle donne nelle strade parigine e ospita due opere di Manet: “Berthe Morisot con un mazzo di violette” e il “Ritratto di Nina de Callias”, a cui si raffrontano due celebri figure femminili di Renoir: “Madame Darras” e “Giovane donna con veletta”.

La mostra è aperta il martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle ore 9,30 alle 19,30. Giovedì e sabato dalle ore 9.30 alle ore 22.30 e lunedì dalle 14,30 alle 19,30.

 

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