Le imprese

Luciano Tamini, storia di un imprenditore illuminato

2 novembre 2017


Luciano Tamini, storia di un imprenditore illuminato

La vita di un uomo d’azienda che ha lasciato 4 milioni di euro ai dipendenti: i suoi collaboratori hanno ricevuto la donazione nella sede di Assolombarda durante la cerimonia di commemorazione.

Vengono chiamati a gruppi per ricevere il riconoscimento e firmare l’atto di donazione. Sono i 300 dipendenti della Tamini Trasformatori che hanno ricevuto nell’Auditorium Gio Ponti nella sede dell’Associazione il lascito stabilito da Luciano Tamini prima della scomparsa, avvenuta nel luglio 2017. Un totale di 4 milioni di euro lasciati dall’imprenditore come ringraziamento per aver collaborato ad una storia industriale di eccellenza.

La commemorazione di Luciano Tamini organizzata dalla famiglia è un susseguirsi di testimonianze da parte di chi gli è stato a fianco nei momenti più belli e in quelli più duri. “Se non decidi, sbagli di sicuro”: è la frase di Tamini che i suoi dipendenti citano più spesso. I suoi più stretti collaboratori ricordano anche come nell’ultimo periodo, il pensiero fosse costantemente rivolto ai lavoratori ai quali insisteva: “Vorrei lasciare un ricordo”.

Tamini ha lasciato così precise disposizioni: un lascito totale di 4 milioni di euro a chi era dipendente nel 2014, quando l’azienda è stata ceduta a Terna. La chiusura della commemorazione è affidata alla moglie Josy, compagna di vita di Luciano Tamini per 56 anni. La signora ha ricordato come suo marito fosse mentore e guida di tante persone con grande velocità nelle decisioni. Una rappresentanza dei dipendenti ha poi regalato una targa alla signora come segno di riconoscenza.

La storia della Tamini inizia nel 1916, a Milano, quando Carlo Tamini apre un’officina di riparazioni meccaniche che presto diventa un impianto di saldatura. Il passo successivo è la produzione di trasformatori elettrici per la nascente industria siderurgica. Luciano Tamini ha 21 anni ed è il più giovane dei tre figli di Carlo, ma guida l’azienda verso la conquista del mercato dell’energia elettrica producendo trasformatori sempre più grandi da proporre in tutto il mondo, dagli Stati Uniti all’Iran. La Tamini vive decenni di crescita costante e viene definita la “Ferrari dei trasformatori”. Nel 2014, arriva la scelta più sofferta con l’obiettivo di dare un futuro al marchio e ai lavoratori: cedere l’azienda a Terna, colosso italiano della distribuzione di energia.

Nel 2016, in occasione del centenario dell’azienda, esce il libro, “Il cammino del vecchio leone”, per raccontare la storia di un’eccellenza italiana. Dal febbraio 2017 non è più presidente onorario della Tamini e invia una lettera a dirigenti e dipendenti di cui, durante la commemorazione, viene letta la parte finale: “Ho compiuto 84 anni, ma come un vecchio leone vi dico che sono pronto a ruggire ancora. La Tamini è indistruttibile e non potrà finire mai. Abbiate pazienza e fiducia, un abbraccio a tutti”.

 

 

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One thought on “Luciano Tamini, storia di un imprenditore illuminato”

  1. una bella storia che ingenera fiducia e ribalta stereotipi che non rispondono alla realtà. Sopratutto nel mondo delle piccole e medie imprese, dove la sinergia e la stretta collaborazione tra imprenditore e lavoratori fanno la differenza.

    Leggiamo l’ultimo libro di Massimo Folador (LIUC – ASKESIS) dove molte di queste storie sono raccontate.

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