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L’occasione nascosta nel futuro inevitabile

4 luglio 2018


L’occasione nascosta nel futuro inevitabile

“L’inevitabile non accade mai, l’inatteso sempre”. Partendo dalla citazione dell’economista Keynes, il Gruppo Giovani Imprenditori apre una riflessione sulla necessità per gli imprenditori di prendere coscienza di ciò che accadrà, per arrivare preparati e cogliere così le potenzialità di una trasformazione inevitabile. Ne parliamo con Mattia Macellari, Presidente GGI Assolombarda e Alessio Rossi, Presidente GI Nazionale.

Una panoramica sulla complessità del nostro tempo e contemporaneamente sul grande potenziale che può offrire, raccontata da alcuni esponenti del mondo della filosofia, della scienza, della ricerca e del giornalismo attraverso l’immediatezza del teatro. Con lo spettacolo ‘Inevitabile, il futuro accade comunque’, prodotto dal Piccolo Teatro di Milano, i Giovani Imprenditori hanno scelto una forma inedita e coinvolgente per ritrovarsi e analizzare alcuni fenomeni che stanno modificando la nostra società e che le imprese devono riconoscere per poter fare scelte strategiche per il futuro.

Ne parliamo con Mattia Macellari, Presidente Gruppo Giovani Imprenditori Assolombarda e ideatore dell’iniziativa, e Alessio Rossi, Presidente Giovani Imprenditori Confindustria.

Perché avete scelto l’’Inevitabile’ come tema dello spettacolo? Come avete intenzione di affrontarlo?

 

Macellari: L’idea alla base di inevitabile è che essere a conoscenza dei cambiamenti che dovremo affrontare ci rende più forti! L’atteggiamento soprattutto di noi Giovani Imprenditori deve sempre essere di curiosità e di responsabilità verso quello che accadrà essendone al contempo attori propositivi.

È una questione di atteggiamento mentale, non vogliamo stare a guardare, vogliamo avere tutti gli elementi per costruire al meglio il nostro futuro come cittadini e imprenditori. Per questo abbiamo deciso di iniziare ad affrontarlo attraverso una riflessione che utilizza il teatro per la sua immediatezza comunicativa e abbiamo chiesto ad alcuni brillanti pensatori di condividere il loro punto di vista su diverse tematiche che riguardano tutti, quali l’invecchiamento della popolazione, la società sempre più multiculturale, il rapporto uomo-macchina nell’evoluzione 4.0 e la crescita del mercato interno in relazione a quella globale.

Perché la consapevolezza dell’inevitabile può generare un’opportunità per l’azienda?

 

Macellari: Parlare di inevitabile può far capire agli imprenditori quali trend si stanno consolidando, come stanno evolvendo i consumi, qual è l’andamento demografico del nostro Paese, come sommare intelligenze artificiali con l’intelligenza umana. Questa osservazione puntuale della realtà può far nascere nella mente di un imprenditore un’idea, un’innovazione, una soluzione che risponde alle nuove necessità emerse dalle trasformazioni in atto o che addirittura può anticipare bisogni di cui ancora non abbiamo coscienza. In questo modo saprà pensare all’execution migliore per passare dall’idea al business. Tutto ciò può far nascere nuovi mercati. In questo senso l’inevitabile è una straordinaria opportunità.

Quali sono le tre cose che inevitabilmente i Giovani Imprenditori dovranno affrontare nel prossimo futuro?

 

Rossi: Insieme a studenti, lavoratori e professionisti di ogni età abbiamo davanti molte sfide. È di fronte all’avverbio “inevitabilmente” che esce la forte volontà dei Giovani Imprenditori: arrivare preparati e propositivi agli “appuntamenti con l’inevitabile”. Fatta la premessa “metodologica”, credo che la sfida più importante che abbiamo davanti sia la digitalizzazione. Delle imprese, del lavoro, della nostra vita quotidiana. Una digitalizzazione che modificherà profondamente il nostro modo di fare impresa, così come la morfologia del Paese. Siamo la generazione di imprenditori che sta portando le imprese nel mondo digitale dove lavoreranno intelligenze umane e artificiali. Da subito, quindi, dobbiamo sentirci pronti a farci interpreti del cambiamento.

Sappiamo che digitalizzazione e l’intelligenza artificiale trasformeranno l’occupazione. Non sappiamo come cambierà, ma è certo che investendo in competenze il tessuto produttivo si adegua ai cambiamenti. Per questo da subito siamo a disposizione del Ministro dell’Istruzione su Its e Università 4.0 per costruire insieme programmi di studio che siano un’assicurazione sul futuro. Dobbiamo affrontare un mercato del lavoro che si adegua alla digitalizzazione.

Un altro aspetto inevitabile è l’invecchiamento della popolazione. Si assottiglia sempre più il numero di lavoratori rispetto a quello dei pensionati. Con due conseguenze: l’insostenibilità del sistema pensionistico e del welfare, con la diminuzione strutturale del tasso di crescita dell’economia. È evidente che questa è una questione che non riguarda solo le nostre imprese, ma l’intero sistema Paese.

E gli aspetti inevitabili nella sua vita di imprenditore?

 

Rossi: L’inevitabile oggi è la lentezza che il sistema burocratico e della giustizia impongono sulla nostra attività.  Ma non si tratta di un problema solo mio. La farraginosità è un danno per l’immagine dell’Italia che, agli occhi degli investitori esteri, è ancora un Paese lento. Anche i tempi della giustizia sono un freno. Ricordo che secondo la Banca Mondiale ci vogliono in media 3 anni per l’esecuzione di un contratto.

L’impresa è un attore sociale. Qual è il suo inevitabile ruolo?

 

Rossi: L’inevitabile ruolo dell’impresa resta quello di produrre, espandere il benessere e aumentare la produttività di questo Paese.  L’impresa è anche un attore sociale, che salda relazioni bidirezionali con il territorio dove si instaura e la comunità che la circonda. C’è poi la legacy, ossia il vincolo che deve stringere con le generazioni future.

Le imprese italiane sanno di avere nel proprio DNA questa cultura. La nostra storia industriale più tradizionale e in particolare quella familiare – senza andare a scomodare esempi pionieristici come quello di Olivetti – già prevedeva naturalmente una forte integrazione con la comunità e il territorio, oltre ad un senso innato per l’equità generazionale.

Macellari: Credo che le nostre aziende inevitabilmente diventeranno sempre di più degli incubatori di cittadinanza e di responsabilità sociale. Sono profondamente convinto che le aziende più inclusive saranno anche quelle più virtuose. La diversità multiculturale, in particolare, è una caratteristica strutturale nella nostra società e ignorarne l’esistenza significherebbe essere ciechi di fronte ad una realtà riscontrabile nella vita quotidiana di ogni individuo.

Perché il futuro accade comunque, e nulla merita maggiore attenzione di quello che è destinato a succedere.

 

 

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