Le imprese
Uno sguardo alla storia dell'impresa e del costume italiani

Lo sai che… la “Gazza” è diventata verde?

23 marzo 2018


Lo sai che… la “Gazza” è diventata verde?

Il primo numero della Gazzetta dello Sport, di colore verde e datato 1896, è in mostra al pubblico nella sede dell’Associazione. L’iniziativa fa parte del progetto “Forse non tutti sanno che…”, che prevede l’esibizione di una serie di oggetti iconici dell’industria e della cultura italiana.

Fogli rosa da sfogliare al bar la mattina, magari facendo colazione. Questa è la Gazzetta, la bibbia dello sport, impossibile non averla mai avuta tra le mani. Ma forse non tutti sanno che non è sempre stata così. Anzi. Verde, di quattro pagine e con una particolare attenzione al ciclismo: il primo numero della Gazzetta dello Sport, datato 3 aprile 1896, era così. Questa pietra miliare del giornalismo sportivo italiano è in mostra fino a metà aprile nell’ingresso della sede di Assolombarda, in via Pantano 9.

L’iniziativa rientra nel progetto che prende il nome proprio dall’espressione “Forse non tutti sanno che…”, della famosa Settimana Enigmistica. Prevede l’esposizione all’interno dell’Associazione di un oggetto iconico che ha scritto la storia dell’industria e del costume italiani. La Gazzetta è il secondo oggetto esposto, dopo il grande successo del portavivande di Caimi Brevetti, noto come la “schiscetta”, che è stato protagonista dell’inaugurazione del progetto.

“La Gazzetta dello Sport rappresenta un oggetto di culto, simbolo della storia sportiva italiana nel mondo. Ospitare in Assolombarda, la casa degli imprenditori, il primo numero della Gazzetta significa raccontare un pezzo importante della nostra storia industriale e culturale che ha caratterizzato la ricostruzione nel Dopoguerra e il percorso verso il boom economico del Paese – ha dichiarato Carlo Bonomi, Presidente di Assolombarda -.“Con il progetto ‘Forse non tutti sanno che…’ vogliamo dare testimonianza della grande capacità di innovare delle nostre imprese, valorizzando le eccellenze del territorio e i protagonisti che le hanno ideate e realizzate”.

Dal 1896 la lettura della Gazzetta rappresenta un rito per gli amanti dello sport. Il primo numero usciva il lunedì e il venerdì e costava 5 centesimi di lire. Dava spazio, nelle sue quattro pagine, a sport tra i più vari. Come l’alpinismo, il canottaggio, la ginnastica e l’ippica.

In 122 anni il cambiamento è quasi totale, ma la sua anima identitaria rimane inalterata. Dopo i numeri iniziali, il giornale annuncia il cambio di colore. Dal verde, al “più economico” rosa. Che diventa simbolo indiscusso. La Rosea è infatti uno dei suoi molteplici soprannomi. A partire dal 1908 diventa definitivamente trisettimanale, con uscite il lunedì, mercoledì e venerdì. Il 24 agosto il giornale annuncia l’organizzazione del Giro d’Italia ciclistico. Durante la corsa, esce con cadenza quotidiana. Il ciclismo è infatti lo sport più popolare in Italia in quel periodo ed è legato profondamente alla Gazza.

Gli anni Venti sono quelli della definitiva consacrazione del quotidiano, che ha attraversato tutto il Novecento, passando per i conflitti mondiali e celebrando poi l’Italia del boom.

E, trattandosi della “Gazza”, non poteva avere che un “contenitore” degno della sua importanza: una teca Goppion, azienda fornitrice dei principali allestimenti museali del mondo. Nelle vetrine Goppion sono infatti conservati ed esposti moltissimi capolavori tra cui la Gioconda, l’Uomo Vitruviano, i Gioielli della Corona d’Inghilterra, i Rotoli del Mar Morto, diverse copie della Magna Carta, due dei tre originali della Costituzione Italiana, il Messia di Stradivari e il cavallo di Napoleone.

Insomma, una parte di quotidianità italiana in vetrina in un simbolo del ‘saper fare’ del nostro Paese.

Ora sappiamo tutti qualcosa in più, una curiosità, su un pezzo della nostra ‘storia’!

 

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