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L’Italia paga responsabile?

16 settembre 2015


L’Italia paga responsabile

Il Codice Italiano Pagamenti Responsabili, modello lanciato da Assolombarda nel maggio 2014 e con il quale le aziende aderenti si impegnano a rispettare i tempi di pagamento dei fornitori, si estende a dimensione nazionale grazie all’adozione da parte di Confindustria.

Da locale a nazionale

Finalmente lo possiamo annunciare e con orgoglio: l’Italia paga responsabile.

Il Codice Italiano Pagamenti Responsabili (CPR) si è esteso su scala nazionale con l’adozione da parte di Confindustria. A sancire la formalizzazione Gianfelice Rocca, Presidente di Assolombarda, Vincenzo Boccia, Presidente Comitato tecnico Credito e Finanza di Confindustria e Roberto Maroni, Presidente Regione Lombardia.

Confindustria, che ha manifestato grande interesse per il progetto sin dall’inizio, ha deciso di aderire al Codice in prima persona, ma soprattutto di promuoverlo presso l’intero sistema associativo.

Uno sguardo al passato guardando al futuro

Il Codice Italiano Pagamenti Responsabili, lanciato da Assolombarda nel maggio 2014, è il primo Codice in Italia dedicato specificamente al tema della regolarità nei pagamenti. Attraverso l’adesione al Codice le aziende si impegnano a rispettare i tempi di pagamento pattuiti con i loro fornitori, incoraggiando l’adozione del Codice lungo l’intera filiera.

Cosa significa e come si traduce tutto questo? Con il fatto concreto che nel nostro Paese ci sono tantissime imprese che si sono volutamente impegnate a rispettare le scadenze e le modalità di pagamento stabilite in fase di accordo. In altre parole: a pagare responsabile.

I motivi di una scelta consapevole

Perché l’associazione si è impegnata a portare avanti questo modello, a proporlo e propagarlo alle sue imprese? Partiamo da alcuni dati, che ci danno conferma di due aspetti cruciali:

– i ritardi nei pagamenti producono gravi conseguenze nei confronti delle imprese: dai problemi di liquidità (secondo il 73% di un campione di aziende intervistate) alla perdita di reddito (61%), dalle minori possibilità di crescita (51%) alle spese per oneri finanziari aggiuntivi (48%) e alla mancanza di nuove assunzioni (39%), ai licenziamenti (21%) e addirittura al rischio di fallimento (14%);

– nel nostro Paese i tempi di pagamento tra imprese (sommando i tempi contrattuali e i ritardi) sono di 80 giorni, contro i 51 della Francia e i 17 della Germania (in quest’ultima addirittura i giorni di ritardo sono pari a zero!). Ancora peggio va nei rapporti tra imprese e Pubblica Amministrazione: i tempi di pagamento della nostra PA sono di 144 giorni, contro i 63 della Francia e i 20 della Germania.

Le conclusioni? La prima: i ritardati pagamenti hanno effetti deleteri sull’equilibrio economico delle imprese e sulla loro capacità di generare investimenti e occupazione, con impatti ancora più accentuati sulle piccole e medie imprese, che risultano in particolare difficoltà dal punto di vista finanziario e organizzativo quando viene meno la certezza del pagamento.

La seconda: il nostro Paese risulta in arretrato rispetto alla situazione europea (che non è comunque sempre rosea, visto che la Commissione UE già diversi anni fa ha ritenuto di adottare la direttiva “late payments” proprio per contrastare il fenomeno dei ritardi nei pagamenti).

L’obiettivo del Codice, sicuramente ambizioso, è di migliorare significativamente la situazione appena descritta. Come? diffondendo comportamenti improntati a princìpi di etica e di responsabilità e stimolando una gestione evoluta e proattiva dei rapporti commerciali e finanziari tra le imprese, a partire da efficienti procedure amministrative e informatiche.

Dalle parole ai fatti

I risultati? Davvero non trascurabili. Ad oggi gli iscritti al CPR sono 228: aziende delle più varie dimensioni e localizzazioni geografiche. Oltre a cinque gruppi bancari e diversi enti, associazioni e istituzioni, come l’Università Bocconi, partner scientifico dell’iniziativa, la Regione Lombardia, la Fondazione Fiera, la Fondazione Sodalitas, l’AISM – Associazione Italiana Sviluppo Marketing e molti altri soggetti.

Due numeri da sottolineare infine: gli aderenti effettuano pagamenti regolari per oltre 81 miliardi di euro ogni anno, nei confronti di oltre 200.000 fornitori.

Ha dato poi una marcia in più al Codice il costante apprezzamento e incoraggiamento da parte del Consolato britannico per la nostra iniziativa, ispirato al Prompt Payment Code.

L’efficacia dell’iniziativa del CPR passa quindi dalla nostra capacità di allargare quanto più possibile il circolo virtuoso delle imprese che garantiscono pagamenti puntuali; sotto questo profilo, il ruolo e il contributo di Confindustria saranno fondamentali.

Vuoi saperne di più e aderire al Codice? Contatta Fabrizio Lain, tel. 0258370.237, e-mail fabrizio.lain@assolombarda.it.

 

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