Le imprese
lavoro

L’ “effetto Jobs Act” sulle assunzioni del 2015

31 agosto 2015


L'

Previsioni dell’indagine “La domanda di professioni e di formazione delle imprese italiane” del Sistema informativo per l’occupazione e la formazione Excelsior.

Nel 2015 le imprese italiane hanno programmato assunzioni per 910 mila lavoratori: è quanto emerge dai risultati dell’indagine Excelsior, condotta annualmente da Unioncamere e Ministero del Lavoro e diffusi nei giorni scorsi. Le informazioni sono state raccolte su un campione rappresentativo di ben 95 mila imprese dell’industria e dei servizi.

Nonostante le assunzioni programmate aumentino del +15% rispetto al 2014, il saldo occupazionale rimane negativo anche per quest’anno: sono infatti previste 971 mila uscita (per dimissioni, licenziamenti o scadenza del contratto), con una differenza quindi di -60 mila unità (equamente distribuite tra industria e servizi).

Visto che oggetto di indagine non sono le assunzione effettuate ma quelle programmate, l’aspetto più interessante dell’indagine non è tanto quello quantitativo quanto piuttosto l’evoluzione qualitativa della domanda di lavoro da parte delle imprese.

Di seguito in breve sintesi i principali risultati italiani, lombardi e milanesi.


Sei interessato al tema e vuoi saperne di più? Leggi l’indagine “La domanda di professioni e di formazione delle imprese italiane” del Sistema informativo per l’occupazione e la formazione Excelsior o contatta il Centro Studi di Assolombarda, e-mail stud@assolombarda.it, tel. 02/58370409.


Italia

Si torna ad assumere: le imprese che intendono assumere sono il 16% del totale, con una decisa inversione di tendenza dopo il crollo del 2009 e la falsa ripartenza del 2011.

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Segnali di maggiore difficoltà a reperire candidati: dopo aver toccato un minimo del 10% lo scorso anno (anche per la presenza di molti in cerca di un impiego), torna a salire la quota di assunzioni difficili per mancanza – o inadeguatezza – dei candidati.

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Balzo delle richieste di qualifica professionale: la ricerca di candidati con qualifica professionale registra un incremento del +66% rispetto al 2014. Cresce più della media anche la richiesta di laureati.

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Un forte effetto del Jobs Act: le assunzioni con il nuovo contratto a tempo indeterminato “a tutele crescenti” sono 100 mila in più rispetto al 2014. A legislazione invariata parte di tali assunzioni non sarebbero state indicate dalle imprese.

La quota di assunzioni “stabili“ sale dal 29% al 39%.

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Lombardia

Delle 910 mila assunzioni previste a livello italiano, 178 mila sono programmate in Lombardia: a fronte delle 181 mila, anche nella nostra regione il saldo rimane negativo (- 2.850). A fronte di un bilancio positivo dei servizi (+ 3.350), è il – 6.100 dell’industria a determinare il risultato.

Altri spunti suggeriti dai dati regionali:

Anche in Lombardia cresce la quota di assunzioni stabili (passata dal 27% del 2014 al 36% del 2015).

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In Lombardia un quarto delle assunzioni riguarda personale ad elevata specializzazione.

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High skills: professioni intellettuali a elevata specializzazione + professioni tecniche + dirigenti
Medium skills: impiegati + addetti commercio

Low skills: operai + figure non qualificate

 

Le imprese lombarde cercano laureati: la richiesta di candidati in possesso di laurea raggiunge il 18% in Lombardia, sopra alle esigenze del Nord Ovest (16%) e sensibilmente più della media italiana (11%).

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Manca il personale qualificato, soprattutto i tecnici: le imprese lombarde trovano a fatica non solo figure di elevata specializzazione, ma – più in generale – personale qualificato, operai specializzati e tecnici in particolare. A volte i candidati ci sono ma risultano inadeguati: nel caso dei tecnici nella maggior parte dei casi i candidati mancano proprio.

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Milano

 

Le assunzioni previste dalle imprese milanesi ammontano a 84 mila, a fronte di 79 mila uscite. Le caratteristiche della domanda di lavoro da parte delle imprese milanesi riprendono – accentuandole – quelle rilevate a livello regionale.

Il saldo occupazionale programmato è positivo: + 5.000, in controtendenza sia con il dato italiano, sia con quello lombardo.

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La quota di assunzioni “stabili” supera il 50% (46% a tempo indeterminato + 7% in apprendistato), a fronte del 36% lombardo e del 39% italiano

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Le imprese milanesi richiedono personale ad elevata specializzazione: il personale high skilled assorbe un terzo delle assunzioni …

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High skills: professioni intellettuali a elevata specializzazione + professioni tecniche + dirigenti
Medium skills: impiegati + addetti commercio
Low skills: operai + figure non qualificate

 

… anche per questo motivo le aspettative sulla scolarizzazione dei candidati sono particolarmente elevate: a Milano una assunzione su quattro riguarda personale laureato, in due casi su tre è richiesto almeno il diploma.

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