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Le sfide della Politica Economica – Scenari Economici settembre 2015

21 settembre 2015


Le sfide della Politica Economica - Scenari Economici settembre 2015

Sintesi dei principali punti di attenzione del rapporto del Centro Studi Confindustria “Scenari Economici settembre 2015 – Le sfide della Politica Economica”.

In un contesto di stagnazione secolare e globalizzazione in stallo (strutturalmente abbassati i ritmi di crescita del Pil e degli scambi commerciali), nel corso dell’estate lo scenario economico internazionale è cambiato:

  • Contro => Frena il commercio mondiale (+1,5% la variazione prevista dal CSC per il 2015, dal +3% stimato a giugno), a causa dell’ulteriore rallentamento degli emergenti, Cina in primis. Se da un lato il rallentamento della Cina è fisiologico, dati gli alti livelli di reddito raggiunti, dall’altro, sarà cruciale il passaggio di testimone da una crescita basata su export e investimenti a una crescita basata sui consumi. Se il meccanismo si dovesse inceppare, e il Pil cinese dovesse crollare dal 7,3% del 2014 al 4%, l’impatto a livello mondiale sarebbe del -1,1% (-0,5% su Italia). I dubbi sul buon esito della transizione cinese (su cui tuttavia il Centro Studi Confindustria si mostra ottimista) si sono riflessi sui mercati finanziari, con un’impennata dell’incertezza in agosto.
  • Quali ulteriori fattori di rischio, l’evoluzione della situazione greca, la tempistica e l’entità del rialzo dei tassi da parte della Fed, la minaccia della deflazione
  • Pro => cala ulteriormente il prezzo del petrolio, dato l’eccesso di offerta legato alla debolezza del commercio mondiale

 

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Sei interessato al tema e vuoi saperne di più? Leggi il rapporto “Scenari Economici settembre 2015: Le sfide della Politica Economica” del Centro Studi Confindustria o contatta il Centro Studi di Assolombarda, e-mail stud@assolombarda.it, tel. 02/58370409.


Tuttavia, al momento, l’evoluzione dello scenario globale è complessivamente favorevole all’Italia e porta le previsioni di crescita per l’Italia nel 2015 al +1%

  • I nuovi dati indicano maggiori incrementi di Pil (per complessivi +0,2 punti sulla stima del Centro Studi Confindustria di giugno per il 2015) e occupazione (grazie a Jobs Act e decontribuzione sulle nuove assunzioni a tempo indeterminato), creando un circolo virtuoso che alimenta fiducia  e crescita.
  • Riviste dunque al rialzo le previsioni: +1% la crescita 2015 (Banca d’Italia stimava a luglio un +0,7%), e +1,5% per il 2016; +2,8% la variazione 2015 del rapporto Deficit/Pil (+2,1% nel 2016)
  • Perché credere in un’accelerazione? In aggiunta ai fattori prima citati (vedi ad esempio, un risparmio sulla bolletta petrolifera pari a 21 miliardi), pesano favorevolmente l’andamento della stagione turistica, EXPO (con un successo al di là delle attese), l’accelerazione della fiducia, e la ricomposizione del bilancio pubblico
  • Ottimismo dunque, ma occhio ai livelli: il Pil resta sui valori del 2000, l’occupazione su quelli del 2007

 

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La ripresa in atto permette un recupero sul fronte disoccupazione, utilizzo degli impianti e risparmio privato. Occorrono però misure ad hoc in relazione a credito bancario, costruzioni, redidtività e CLUP

  • Al di là dell’andamento dell’offerta di credito (in leggerissimo recupero) e di una persistente debolezza degli investimenti in costruzioni, quello che “soffoca” le imprese italiane è una redditività ai minimi e un CLUP assolutamente non allineato rispetto ai principali competitor europei.
  • In entrambi i casi, pesa una dinamica delle retribuzioni slegata dalla produttività e dal contesto economico perché determinata centralmente dal contratto nazionale.

 

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Secondo l’opinione del Centro Studi Confindustria, l’accelerazione in atto sembra dunque in parte legata a una “buona annata”. Per confermarla, occorre inserire una marcia in più:

  • Occorre aumentare il passo del Pil potenziale
  • In questo senso, l’unica strada è quella delle riforme (come bene illustra l’esempio della Spagna, che grazie alle riforme attuate, cresce ora più del triplo dell’Italia)

 

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Le sfide della Politica Economica. Lo scenario economico – Presentazioni di Luca Paolazzi, Direttore del Centro Studi di Confindustria

 

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