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Le imprese, il piano Junker e il fisco

21 gennaio 2015


In Assolombarda il Vicepresidente della Commissione Europea Jyrki Katainen.

Un’occasione per confrontare le mosse dell’Europa e le esigenze delle imprese.

Sprecare le opportunità è un peccato mortale

“È forte in noi la speranza che ciò che l’Europa ha saputo costruire in questi anni – un’area condivisa di pace, progresso tecnologico, capitale umano e prosperità economica – possa continuare a restare tale nei decenni a venire, superando il momento di crisi che la attraversa. Sarebbe un peccato mortale se questa generazione di leaders politici sprecasse, per proprie divisioni interne e mancanza di fiducia reciproca, quanto costruito sino ad oggi in Europa”.

È con queste parole che il 16 gennaio il presidente di Assolombarda Gianfelice Rocca ha accolto, insieme alla Giunta di Assolombarda, Jyrki Katainen, vicepresidente della Commissione europea e commissario per l’Occupazione, la crescita, gli investimenti e la competitività.

Piano Junker, speranze e timori

Per gli imprenditori, il Piano Junker per il rilancio degli investimenti è un passo nella giusta direzione, ma molto si giocherà a livello di implementazione.

L’augurio è che siano privilegiati i progetti relativi a reti ICT, rispetto a quelli incentrati su infrastrutture tradizionali; proprio sulle piattaforme di sviluppo innovative, infatti, l’Europa ha bisogno di recuperare terreno rispetto ad altre aree mondiali.

Le preoccupazioni evidenziate da Gianfelice Rocca sono essenzialmente due: in base alla struttura finanziaria del Piano Junker verranno premiati quegli investimenti che garantiscono il miglior rapporto rischio/rendimento. In questo modo, però, i progetti con un ritorno più lontano nel tempo, come quelli altamente innovativi, rischiano di essere penalizzati, così come quelli con minore garanzia privata (ad esempio i progetti che provengono dalle Pmi).

La Commissione Europea, inoltre, sta lavorando per “premiare” quei paesi che fino ad oggi hanno messo in campo riforme importanti a livello nazionale; e l’Italia rischia di pagare le mancate riforme del passato e di venire penalizzata sul piano di distribuzione dei finanziamenti.

Sì alla competizione intra europea, ma convergenza nell’innovazione

“Noi di Assolombarda siamo convinti sostenitori di una forte competizione intra europea tra aree di eccellenza”, ha proseguito Gianfelice Rocca, “ma l’innovazione va promossa nell’obiettivo di renderla convergente, non di aggravare ulteriormente le divergenze in ambito Ue. L’Europa ha bisogno di convergenza nell’innovazione”.

Dal Piano Juncker, quindi, le imprese, soprattutto le Pmi, si aspettano una nuova strategia di investimento rivolta ad ambiti di innovazione legati al futuro industriale dell’Europa.

Coordinamento fiscale per uscire dalla crisi

Le imprese hanno bisogno di azioni concrete a livello di politica monetaria e fiscale. I governi europei – questo è l’auspicio – devono implementarle quanto prima per impedire alle aziende di abbandonare i mercati europei a favore di aree più dinamiche.

Per facilitare la realizzazione di un meccanismo di coordinamento fiscale e di assunzione comune di rischi e responsabilità, però, è necessario che i governi europei avviino riforme strutturali. Solo così le imprese possono recuperare il ritardo competitivo che le penalizza in Europa.

La crisi”, ha concluso Rocca, “verrà risolta solo se, in aggiunta agli sforzi di politica monetaria e alle riforme strutturali portate avanti dai singoli Stati membri in un contesto di maggiore flessibilità di bilancio, si attiverà anche un più stretto coordinamento della politica fiscale a livello dell’eurozona, dunque approfondendo il percorso di Unione economica e monetaria”.

 

Vedi la gallery dell’incontro

Leggi la relazione del Presidente Gianfelice Rocca 

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