Le imprese

Le gare d’appalto internazionali, queste sconosciute?

15 maggio 2018


Le gare d’appalto internazionali, queste sconosciute?

Per le aziende tricolore si tratta di un business che non è ancora stato pienamente intrapreso nonostante abbia grandi potenzialità. Per emergere in questo contesto, le aziende italiane devono andare oltre la diffidenza verso quello che potrebbe rappresentare un nuovo mercato.

La Banca Mondiale, le Nazioni Unite, la UE, fino ad arrivare alla Cooperazione Italiana. Ognuno di questi soggetti, e tutti gli enti ed agenzie a essi collegati, pubblicano ogni anno gare per miliardi di dollari per acquisire beni, servizi e lavori. Ma le imprese italiane non si prendono una fetta consistente di questa grande torta. Ad esempio, nel 2016 il valore degli acquisti di beni e servizi delle Nazioni Unite è stato pari a 17 miliardi di dollari, e solo 338 milioni sono stati aggiudicati ad aziende italiane. Troppo poco. Nella classifica europea (sempre per quanto riguarda i servizi alle Nazioni Unite) il Paese è al settimo posto, alle spalle di Francia (terza con 609 milioni) e Regno Unito (quarto con 605) ma – per la prima e unica volta – davanti alla Germania (nona con 206 milioni).

Gli spazi di miglioramento ci sono, e a indicarli sono anche le statistiche. I nostri prodotti, così come le tecnologie e il know-how, sono riconosciuti a livello mondiale e potremmo quindi giocare un ruolo ben diverso nel grande business delle gare d’appalto. Per riuscire a centrare l’obiettivo è necessario agire per rafforzare la capacità competitiva delle imprese italiane in questo ambito e per valorizzare ancora di più la loro offerta.

La diplomazia economica ha fatto già un grosso sforzo in questo senso. Nel 2016, l’azione della rete diplomatica-consolare sull’aggiudicazione di gare e contratti da parte di imprese italiane ha generato sul territorio italiano 21,4 miliardi di euro di valore aggiunto, pari all’1,4 % del PIL.

Il progetto di Agenzia ICE e Farnesina IN GARA CON NOI – Tender Lab, finalizzato a informare e formare le imprese sul tema delle gare internazionali, è andato proprio in questa direzione.

Il percorso ha fatto emergere i casi di piccole imprese che hanno approcciato questo mondo e sono riuscite a vincere delle gare internazionali. Gare commisurate alle proprie capacità produttive e finanziarie, ma che hanno consentito a queste imprese di conoscere i meccanismi, le regole e le procedure e individuare ulteriori opportunità da cogliere. Le dimensioni ridotte dell’impresa non hanno rappresentato un ostacolo: una volta capiti i meccanismi, le procedure e le tempistiche da rispettare, ed individuati i mercati da monitorare, il mondo delle gare internazionali è apparso meno nebuloso ed inavvicinabile.

La diplomazia economica fornisce infatti un importante supporto alle imprese. In primis facilita i contatti per entrare nei mercati esteri, le introduce e accompagna presso le autorità locali, ma si focalizza anche su ambiti, come quello delle gare, che ritiene importanti per l’incremento del business aziendale. Si tratta certamente di un aiuto immateriale ma che ha diretto impatto sul business e conferisce all’impresa un’importante autorevolezza nei confronti degli interlocutori stranieri.

 

 

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