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Le figure professionali più difficili da reperire sul mercato del lavoro

26 settembre 2017


Le figure professionali più difficili da reperire sul mercato del lavoro

Le industrie metalmeccaniche ed elettroniche sono quelle che trovano maggiori difficoltà: la fotografia scattata dagli ultimi dati del Sistema informativo Excelsior di Unioncamere.

Secondo i dati di Eurostat il tasso di disoccupazione in Italia resta superiore alla media europea (11,9 per cento contro 8,7 per cento nella rilevazione del 2016). Gli anni della crisi hanno penalizzato fortemente l’Italia che è arrivata nel 2014 ad avere un tasso di disoccupazione del 12,9 per cento.

Eppure le aziende continuano in diversi casi a trovare difficoltà nel reperire il personale necessario: come si spiega?

Il mercato del lavoro è caratterizzato da mobilità e velocità sempre maggiori, dalla polarizzazione delle professioni e dalla nascita di nuove: ma quali sono le figure più ardue da trovare? È il Sistema informativo Excelsior di Unioncamere – che fotografa la domanda di lavoro da parte delle imprese – a poterci fornire qualche risposta. Il quadro più aggiornato è relativo al periodo agosto-ottobre: la quota di imprese che ammette difficoltà nel trovare i lavoratori richiesti è salita al 24 per cento rispetto al 20 per cento dei mesi precedenti.

Più nel dettaglio, a livello settoriale sono soprattutto le industrie metalmeccaniche ed elettroniche a segnalare i maggiori problemi nel trovare il candidato giusto (44 per cento la difficoltà di reperimento). Limitando lo sguardo solo alla Lombardia, invece, il 65 per cento delle aziende interpellate dichiara difficoltà a trovare progettisti, ingegneri e professioni assimilate a fronte di 2.260 assunzioni previste nel periodo agosto-ottobre. Solo farmacisti, biologi e medici sono più introvabili, ma le posizioni aperte non superano quota 170.

Secondo il Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri il diffuso orientamento di molte imprese manifatturiere verso la digitalizzazione dei processi nell’ottica dell’industria 4.0 contribuisce a generare la forte richiesta di ingegneri (quelli dell’informazione in particolare), le cui assunzioni sono in crescita rispetto a un anno fa.

Stando alle indicazioni raccolte da Excelsior tra le imprese, a livello italiano ci si può aspettare l’ingresso nel mercato del lavoro di 9.590 ingegneri elettronici e dell’informazione, 8.520 ingegneri del settore industriale e 6.980 ingegneri di altri indirizzi di specializzazione. Se le difficoltà di reperimento dei candidati in media si colloca al 24 per cento, nel caso degli ingegneri balza al 65,1 per cento quelli elettronici e dell’informazione, al 62,4 per cento per gli ingegneri industriali e al 59 per gli ingegneri degli altri indirizzi di specializzazione. Non è tanto l’inadeguatezza degli studenti, secondo il Centro Studi del Consiglio nazionale degli ingegneri, quanto il basso numero di candidati alle selezioni a ostacolare il collegamento tra la domanda e l’offerta.

Le aziende trovano inoltre difficoltà anche a reperire i laureati che arrivano da studi linguistici e matematici e anche i diplomati: per quelli con indirizzo in produzione industriale e artigianale e informatica e telecomunicazioni risultano difficoltose 2 ricerche su 5. Altri diplomati di non facile reperimento sono quelli in costruzioni, ambiente e territorio (34 per cento), in meccanica (29,6 per cento) e in elettronica ed elettrotecnica (30,6 per cento).

Dal monitoraggio delle offerte di lavoro on line condotto da WollyBi-Italian labour market digital monitor emerge che in Lombardia le innovazioni dell’industria 4.0 avrebbero portato alla crescita costante nelle richieste di alcune professioni emergenti. Qualche esempio? Il big data analyst, professionista in grado di selezionare nella mole immensa di informazioni di un’azienda quelle davvero rilevanti per la crescita, o il business intelligence analyst, che ha la responsabilità di progettare e realizzare sistemi informativi di analisi di supporto alle decisioni aziendali. Sono in crescita, però, anche le professioni legate al social media marketing, così come i connectivity and cyber security specialist, esperti nella progettazione delle reti locali, e i data scientist, professionisti in grado di trattare grandi quantità di dati di natura eterogenea.

 

 

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